AS Roma

Il Massara-ter: futuro da capire

Non solo Wesley e Malen, ma le attese pesano. L’esterno offensivo a sinistra il colpo mai riuscito. Aspettando la fine del caos, si pensa anche all’estate che sarà

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Leonardo Frenquelli
14 Aprile 2026 - 06:30

Nel caos calmo di Trigoria, aspettando che i Friedkin trovino una soluzione dopo la rottura di venerdì sera, c’è un protagonista che non ha detto la sua pubblicamente ma che non può che essere coinvolto nelle dinamiche che definiranno il futuro prossimo della Roma: Frederic Massara. Alla terza esperienza da ds romanista, per la prima volta  quest’anno ha vestito i panni della “vera guida” e non da sostituto pro-tempore come era accaduto nel 2016 e nel 2019. Il Massara-ter è stato una sorta di ritorno a casa, iniziato il 20 giugno subito con l’ombra del Fair Play finanziario. 

«Sotto il regime del FPF ci aspettano ancora due sessioni di mercato difficili». Era il mantra di Ranieri da quando ancora era sulla panchina romanista e  un giogo con cui l’ex Milan ha iniziato subito a dover fare i conti, quasi persino prima di conoscere la squadra. In ottica plusvalenze, per diverso tempo si è lavorato  sull’affare Angeliño e quella cessione all’Al-Hilal saltata quando gli arabi hanno preso Theo Hernandez. Al netto di questo affare mancato, si è verificata tutta una serie di trattative che sin troppo facilmente si sono trasformate in vicende durate settimane senza quasi mai andare a buon fine, sia in uscita sia in entrata. C’è l’esempio di Dovbyk, sul mercato in attesa di un’offerta tanto da arrivare a ipotizzare lo scambio con Gimenez del Milan (mai concluso), di un Hermoso che inizialmente non rientrava nei piani del club, o anche di Pellegrini reduce da una stagione negativa e sulla soglia dell’ultimo anno di contratto: sono rimasti tutti e la Roma ha cercato di fare di necessità virtù riuscendo a volte anche a ottenerne buone risorse. In entrata serviva in particolare un esterno offensivo di piede destro per l’ala sinistra, prendendo poi magari anche un centrocampista e un esterno destro. Dopo un’infinita trattativa per Rios, il primo colpo del Massara-ter è stato Neil El Aynaoui per oltre 20 milioni di euro, giocatore diverso dal colombiano poi volato al Benfica, comunque interessante ma che ancora non ha sfruttato a pieno i suoi margini di miglioramento. Non è stato facile né rapido nemmeno prendere Wesley dal Flamengo tra i tira e molla dei brasiliani ma alla fine il brasiliano è arrivato, rivelandosi il colpo più riuscito. Ghilardi e Ziolkowski gli innesti in prospettiva in difesa che hanno già dato i loro frutti, poi il prestito di Tsimikas dal Liverpool che pare ben lontano dal riscatto, la scommessa Ferguson persa per “adattamento” e per infortuni e, soprattutto, quel prestito di Bailey dopo un lungo stallo sull’affare Sancho, col giamaicano che ha passato più tempo da infortunato che altro. Massara ha lavorato anche in uscita, concretizzando diversi prestiti per giocatori giovani, oltre a chiudere dopo pochi giorni dal suo arrivo la cessione di Abraham in prestito al Besiktas con obbligo di riscatto a 15 milioni, oltre ad alcuni prestiti con diritto che possono servire da tesoretto nell’estate che sta arrivando (Saud, Salah-Eddine, Kumbulla). Niente “super plusvalenze” dunque, con il FPF da osservare contando magari anche su introiti importanti dal punto di vista sportivo. 

Nella sessione di mercato invernale Massara aveva trovato l’offerta per Koné dall’Inter di circa 40 milioni ma l’affare è stato bloccato dalla proprietà, mentre la richiesta in entrata è rimasta sempre la stessa: un centravanti (visti i problemi di Dovbyk e Ferguson) e, di nuovo, l’esterno offensivo da mettere a sinistra. Il ruolo del “nove” l’ha risolto il colpo Malen, che però non è farina del sacco del ds, mentre alla partenza prematura di Bailey ha risposto l’arrivo di Zaragoza in prestito oneroso con obbligo condizionato. Prima dell’arrivo dello spagnolo, altre due lunghe trattative di cui si è parlato sin da dicembre senza vedere i giocatori interessati in giallorosso: è il caso di Raspadori, finito all’Atalanta dopo contatti avanzati, e di Zirkzee dal Manchester United, nome confermato anche dallo stesso ds ma saltato nel momento dell’addio di Amorim ai Red Devils. Nella sessione invernale è arrivato anche l’investimento futuribile ma piuttosto esoso per Robinio Vaz, oltre che il prestito con diritto di riscatto di Venturino dal Genoa (con Baldanzi passato in rossoblù). Il Massara-ter è stato quindi caratterizzato da un tema ricorrente mai realmente soddisfatto, la sinergia di quella triade che ha iniziato a scricchiolare (più tra Ranieri e Gasperini che direttamente con il ds), e quella serie di lunghe trattative che raramente sono andate a buon fine. Tra febbraio e marzo, a mercato chiuso e con l’infermeria piena, le criticità hanno iniziato a venire fuori e, per esempio, rinnovi di contratto come quelli di Cristante e Mancini che erano ben avviati sono stati rimandati a data da destinarsi. Ora resta da capire se il ds resterà tale dopo l’ormai insanabile  frattura tra Ranieri e Gasperini, sebbene lui abbia già messo gli occhi su qualche nome per l’estate.

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