AS Roma

Un romanismo vintage: al Mancini Park Hotel il ritrovo della Roma Anni Settanta

Venerdì scorso l'evento voluto da Boni e Peccenini. Da Tancredi a Nela, tante vecchie glorie e circa 160 tifosi presenti: un’occasione per ricordare il passato

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
29 Marzo 2026 - 07:00

Parte tutto da un’idea intrisa di romanismo e nostalgia, quando Loris Boni chiama Francesco Cavallo, vicepresidente dell’Airc, per proporgli una serata speciale, tutta dedicata alla “Roma Anni Settanta”. E ai tifosi. Tempo da perdere non ce n’è: contattati gli ex compagni con l’aiuto di Franco Peccenini e individuata la location nel Mancini Park Hotel, il gioco è fatto. Emozione alle stelle e unione trasportano i protagonisti fino alla sera del 27 marzo, quella del giorno cerchiato in rosso sul calendario. Circa 160 sostenitori, muniti di pezze e oggetti di inestimabile valore, riempiono piano piano la sala, condita dalla calda accoglienza di Umberto Mancini e degli scatti d’epoca che addobbano le pareti. Non solo: a presidiare ci sono storici tifosi di curva, l’AS Roma Walking e i Club di Esquilino, Testaccio, Appio Latino, Colli Albani e Frascati. Un successo. Ancor più evidente con l’arrivo dei campioni giallorossi. Franco Tancredi è tra i più “coccolati”, lui si mostra disponibile nell’autografare e scattare foto; così come Sebino Nela e, poi, “Picchio” De Sisti. Tanti campioni, riuniti in mezzo ai sostenitori in una serata unica. Da definire forse cordiale, più che di gala.

«Un onore per noi»

La risposta è, come sempre, entusiasmante. Tant’è che a più riprese, un energico Loris Boni si ritrova a chiedere ai presenti di sedersi per dare il via alla cena e alle dovute presentazioni. In ordine: Massimo Turchetti, Roberto Scarnecchia “Masterchef”, Walter Casaroli, Paolo Borelli, Paolo Conti, Franco Tancredi (acclamato al grido di “Oh Tancredi, parace er rigore!”), Michele De Nadai, Domenico Maggiora, Guglielmo Bacci, Angelo Orazi, Franco Peccenini, Sebino Nela (accolto con calore dalla folla), Odoacre Chierico, Giancarlo De Sisti, Alberto Faccini; infine, Roberta Minaccioni e Giulia Anzalone, figlie rispettivamente dello storico massaggiatore e dell’ex presidente della Roma. Volti illustri. Ognuno con qualcosa da dire e racconti di valore. Nel ricordo di chi non c’è più: come Agostino Di Bartolomei, menzionato da Boni nel suo discorso. «Aver indossato questa maglia è stato un onore per me e i miei compagni», dice, prima che l’inconfondibile inno intonato dai tanti tifosi risuoni. Quindi, tocca a Nela: «La storia è storia. Siamo venuti perché ci faceva piacere. E perché noi dello Scudetto non saremmo stati nulla senza chi c’era prima». Orgoglio e amore. Lo stesso di Peccenini: «Non ci aspettavamo una partecipazione così. Vi diciamo grazie». Ma la scena se la prendono “Picchio” e i suoi aneddoti. «Avrei voluto dare alla Roma il meglio della mia carriera. Dopo la Fiorentina, tornai per battere la Lazio!». E poi Giulia Anzalone: «Spero che papà sia rimasto nei vostri cuori». Cuori che si accendono nel finale: pezza “Roma” sorretta e cori che si levano. Tifosi e vecchie glorie. Uniti. «Vedere i miei compagni e tutta questa gente è incredibile», spiega Boni soddisfatto. «L’idea viene dal cuore. Rivedersi è bellissimo». Un amore vintage. Che non passerà mai.

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