AS Roma

Robinio Vaz & Co: ragazzi fatti col pennello

Contro il Lecce termina la gara un tridente da 18,3 anni di media: un reparto più giovane persino di quello schierato dalla Primavera contro il Monza

(IPA)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
24 Marzo 2026 - 06:00

Venditti diceva che «diciott’anni sono pochi per promettersi il futuro», e probabilmente aveva ragione. Ma, di questi tempi, sono sufficienti per giocare nella Roma: se non dall’inizio, quanto meno a gara in corso. Ne sanno qualcosa Robinio Vaz, Antonio Arena e Lorenzo Venturino, che domenica contro il Lecce hanno composto il tridente d’attacco con cui Gasperini ha concluso la gara: sono rispettivamente un 2007, un 2009 e un 2006. L’età media è di 18,3 anni, una roba da fare invidia persino alla Primavera: nella squadra di Guidi che ha pareggiato in casa del Monza, il tridente iniziale era composto da Almaviva (2006), Morucci (2007) e Maccaroni (2008); i tre attaccanti che invece hanno concluso la gara erano un 2006 (Della Rocca) e due 2008 (Paratici e il già citato Maccaroni). 

Di necessità virtù

Ovviamente le numerose assenze lì davanti stanno costringendo Gasperini a fare affidamento sui giovanissimi: se il tecnico avesse avuto a disposizione Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson nelle ultime settimane, di certo avremmo visto molto meno Vaz (240’ complessivi da quando è arrivato), Venturino (148’, con anche una titolarità a Marassi) e Arena (31’ e un gol, in Coppa Italia contro il Torino). Si sta evidentemente facendo di necessità virtù, ma Gasp sa bene come valorizzare i giovani, e infatti lo sta facendo: dando loro qualche spezzone, anche in partite importanti e dal risultato in bilico come quella di ieri, l’allenatore giallorosso sta responsabilizzando i ragazzi, dimostrando allo stesso tempo di avere fiducia in loro. Nell’ultima partita Robinio Vaz ha ricambiato questa fiducia segnando il gol della vittoria, il suo primo con la Roma, appena 6’ dopo essere entrato in campo. Sul giovane francese pesano le aspettative date da un investimento importante fatto a gennaio, ma è stato lo stesso Gasperini a ribadire come Robinio sia principalmente un prospetto per il futuro. Ma essendo, ad oggi, la prima alternativa a Malen, l’impressione è che in questo finale di stagione si ritaglierà uno spazio non indifferente. 

Venturino è il più grande dei tre: classe 2006, compirà 20 anni il 22 giugno; è nato nel giorno in cui l’Italia di Lippi battè 2-0 la Repubblica Ceca, qualificandosi così agli ottavi di finale dei Mondiali tedeschi, che poi avrebbe vinto. È l’unico dei tre ad aver collezionato qualche gettone di A già nella passata stagione, ma quest’anno si è trovato chiuso a Genova. Approdato a Roma con umiltà e tanta voglia di lavorare, si è subito messo in luce per la sua generosità e per l’imprevedibilità in campo. Anche lui ha bisogno di tempo, così come Antonio Arena, il più giovane dei tre, 17 anni compiuti lo scorso 10 febbraio, dopo che aveva già segnato un gol purtroppo inutile, ma che per lui rimarrà indimenticabile. In Primavera 7 gol in 19 presenze, ma ormai è in pianta stabile con la Prima squadra: un traguardo non indifferente, per un ragazzo che non è ancora maggiorenne. 

Hanno 55 anni in tre, quando sono nati Gasperini sedeva sulla panchina del Genoa; ora li sta “svezzando”, in attesa di riavere a disposizione perlomeno Soulé. Sta dando loro sempre più minutaggio, consapevole che - se oggi sono il futuro - domani i tre ragazzi potrebbero essere il presente della Roma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI