AUDIO - Righetti: "C'è tanto pessimismo, ma ho visto una Roma equilibrata"
L'ex difensore a Radio Romanista: "Col Lecce non era una gara facile, la squadra non si è innervosita. Vaz attento e convinto in occasione dell'1-0"
(MANCINI)
Il giorno dopo Roma-Lecce, Ubaldo Righetti ha commentato la partita e il momento vissuto dalla squadra di Gasperini a Radio Romanista. Ecco le parole dell'ex difensore.
Come giudichi la situazione in casa Roma?
"Siamo condizionati dall'aria che si respira, dai pensieri negativi. Respiro grande pessimismo. Ma io non la penso così, mi impegno per trovare sempre una soluzione e qualcosa di positivo che mi faccia pensare che le cose si possono indirizzare in maniera diversa. Dare già sentenze... succede".
In virtù dell'eliminazione col Bologna, la vittoria col Lecce che significato è?
"Sono tre punti importanti in classifica, che fanno passare la sosta in maniera diversa. Anche se non tranquilla. Speriamo di recuperare qualcuno: ci portiamo dietro qualche acciacco, anche Mancini ieri è uscito ed è stato molto importante nel primo tempo. Non era assolutamente semplice, era una gara da giocare. Abbiamo sfruttato bene la possibilità, c'era un peso legato a una situazione mentale e fisica proveniente dai 120' di giovedì. Ho visto qualche errore, una partita equilibrata emotivamente parlando e che mi è piaciuta tanto".
Anche Hermoso ha parlato positivamente.
"Protagonista nel secondo tempo. Con Mancini, per caratteristiche, si spinge molto sul lato destro. Ma nel secondo tempo lo spagnolo in quell'azione ha portato l'assist, sull'uno-due con Malen. E Vaz si è fatto trovare pronto, non era facile segnare così di testa. Ha dato una bella zuccata al pallone, gli occhi erano belli spalancati! Non ha mai perso attenzione. Le difficoltà potevano essere legate al nervosismo, legato quindi ai falli e a una reazione non corretta; invece ho visto una Roma equilibrata, che ha gestito bene le poche risorse che aveva. Anche se poi ha prodotto veramente poco. C'è stato un solo tiro in porta oltre a quello di Vaz, quello di Pellegrini. Però, la risposta è stata positiva e trovare equilibrio non era semplice".
Sembrava di vedere la Roma tra prima e seconda sosta, con poche carte offensive e tanta bravura in difesa. E si vince con cambi non di spessore.
"Aggiungo che questi ragazzi sono 'regazzini' giovani non contaminati dal momento, dal peso specifico della situazione. Quella leggerezza aiuta, dà una mano in alcune circostanze, come in questo caso. La produzione del gioco è sempre stato un tema interessante. E ieri, in un momento di difficoltà, è sugli esterni che la Roma dovrebbe produrre molto. Chi sono i giocatori che creano superiorità numerica? Mancini e Wesley. Ieri si è preso una bella responsabilità Hermoso. In costruzione, si forma quasi questo cerchio; e la Roma diventa pericolosa quando il braccetto scarica sull'esterno e si ripropone, un uno-due insomma. Accade in tutte le partite. Al di là delle difficoltà, non può arrivare sempre Mancini a essere offensivo in quella maniera. Celik si propone, ma manca la qualità lì. Vogliamo fare paragoni con... Zappacosta? Lui è un calciatore che mette bene il pallone in area".
Soulé sarebbe stato importante.
"Con lui diventa semplice e può partecipare maggiormente alla manovra. Il pallone lo sa mettere in mezzo. Ci sono difficoltà sui quinti, in questo momento. Se Wesley non attacca la profondità...".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE