Lecce non è uguale per Gasp
Al Via del Mare gli ultimi gol dei due “9”. Tra turbamenti e speranze di mercato. Ora la rincorsa
(GETTY IMAGES)
Da un Lecce all’altro, andata e ritorno. Grazie alle moderne asimmetrie del calendario sono passate “solo” undici giornate, eppure è cambiato il mondo intorno a Gasperini. Al Via del Mare si giocò il 6 gennaio, la seconda partita dell’anno iniziato male a Bergamo, dove tra una polemica arbitrale e un’opaca prestazione la squadra giallorossa si era arresa di misura, per 1-0. La Roma allora era quarta in classifica a pari merito con la Juventus a 36 punti e precedeva il Como di tre lunghezze, prima del solco fino al Bologna, settimo a 26. Adesso il Bologna ha appena ferito la Roma, eliminandola anzitempo dal sogno europeo, il Como è sopra di tre punti e la Juve di due. Insomma, si è quasi ribaltato lo scenario, se consideriamo anche che nel mezzo è arrivata l’eliminazione sempre agli ottavi di finale anche dalla Coppa Italia, proprio sette giorni dopo la vittoria a Lecce.
Ma soprattutto Lecce è una gara che rimanda alle polemiche sul mercato. Quella sera, dopo l’importante vittoria ottenuta contro i salentini Gasperini scelse di non rilasciare dichiarazioni. Erano i giorni di Raspadori vicino Raspadori lontano e di Zirkzee bloccato dallo United. I giorni che avevano seguivano vari summit di mercato per accelerare il processo di costruzione. Gasp sentiva di poter competere e aveva chiesto di rinforzare un attacco in condizioni precarie per vari motivi. Raspadori però era partito con l’Atleti alla volta di Gedda per la supercoppa di Spagna e la calza della Befana di Gasp era rimasta vuota, nonostante le ampie rassicurazioni. Da lì la scelta di non parlare per evitare, anche, eventuali strumentalizzazioni sulle sue parole.
Tanto più che quella sera fu emblematica: andarono a segno prima Ferguson e poi Dovbyk (che l’aveva sostituito nel consueto cambio che fa Gasperini quando può della punta), ma arrivò la triste notizia dell’infortunio dell’ucraino che si era già fermato per un mese ed era tornato solo qualche settimana prima. Da lì non l’abbiamo più rivisto, se non in fotografia. Ultimo gol segnato (la settimana seguente, col Sassuolo, l’infortunio che avvia il calvario) anche per Ferguson. Uno spartiacque vero e proprio, prima della rivoluzione (Malen, Vaz, Zaragoza) non del tutto completata «per caratteristiche» dell’attacco «sognato» dal tecnico di Grugliasco nei programmi di inizio stagione. Che comunque ora deve contribuire a una nuova rincorsa, tanto difficile quanto necessaria, verso l’Europa che conta, o comunque l’Europa.
C’è però un dato che può confortare Gasperini e far fare qualche scongiuro ai tifosi giallorossi: in questa stagione prima delle tre soste per le nazionali la Roma ha sempre ottenuto i tre punti: a Pisa (0-1 il 30 agosto 2025), a Firenze (1-2 il 5 ottobre 2025) e in casa con l’Udinese (2-0 il 9 novembre 2025). Insomma, la speranza, come si suol dire, è l’ultima a morire.
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