La Serie A della Roma termina senza trasferte: respinto il ricorso di AIRC e UTR
Fino alla fine del campionato rimane il "divieto di tifo": per il Consiglio di Stato le motivazioni sono legate anche ad altri episodi passati
(GETTY IMAGES)
Non c’è nulla a risollevare l’umore dei tifosi dopo l’eliminazione dall’Europa League arrivata giovedì contro il Bologna. Nella giornata di ieri infatti, non sono arrivate buone notizie per quanto riguarda il divieto di trasferte fino a fine stagione, che era stato annunciato negli ultimi giorni di gennaio in seguito agli scontri in autostrada tra i tifosi della Fiorentina e quelli della Roma, avvenuti il 18 dello stesso mese in prossimità dello svincolo del Raccordo per Casalecchio in direzione Ancona, mentre i romanisti si dirigevano a Torino per la trasferta contro i piemontesi e i viola proseguivano verso Bologna. Dopo la decisione del Ministero dell’Interno, l’AIRC e l’UTR avevano fatto ricorso al Tar. Tale ricorso era stato accolto parzialmente il 19 febbraio, quando il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio aveva concesso almeno ai sostenitori residenti in province diverse dalla Capitale di seguire la squadra di Gasperini in trasferta.
Ricorso respinto
Arriviamo al 19 marzo, giorno in cui era fissato l’appello al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha respinto l’istanza cautelare con la quale si era richiesto la riapertura del settore ospiti per i tifosi della Roma con motivazioni legate ai «gravi episodi di violenza, nonché da vari altri episodi passati che hanno visto protagonista la tifoserie della Roma», andando a far prevalere tra gli interessi contrapposti quello della tutela dell’ordine pubblico. Il Consiglio di Stato ha riservato a una futura decisione la completa valutazione dei motivi di ricorso, avendo inoltre compensato le spese di giudizio. Presto si capirà il da farsi, ma nel frattempo questa stagione di Serie A termina senza possibilità di trasferta.
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