Wesley treno senza sosta: quota 60 gare tra Roma e Flamengo da inizio 2025
L'esterno al centro del gioco e sempre più insostituibile. Una stagione infinita del brasiliano, corteggiato a vuoto proprio dai bianconeri questa estate
(GETTY IMAGES)
Wes dà gas. Può sembrare uno strano gioco di parole, ma è semplicemente la certezza incrollabile, granitica, di Gian Piero Gasperini. Quella contro la Juventus, che lo ha cercato in estate, rappresenterà la 60ª partita (con i club) stagionale di Wesley: un bottino clamoroso, il doppio di ogni altro calciatore presente in rosa, diviso tra Flamengo e Roma. Un motore instancabile che inizia a carburare nel lontano gennaio del 2025, con la maglia del Mengão, nel Campionato Carioca. Poi l’inizio del Brasilerão, senza dimenticare le coppe e supercoppe nazionali, l’importante e sempre romantica Copa Libertadores, il Mondiale per Club. E riavvolgendo il nastro, è proprio lì che la Juventus si fa avanti per l’esterno brasiliano.
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— AS Roma (@OfficialASRoma) February 23, 2026
L’amministratore delegato dei bianconeri, Damien Comolli, presente negli USA per seguire la squadra impegnata nella competizione, viaggia addirittura da Orlando a Miami per vivere da vicino la sfida tra Flamengo e Bayern Monaco e studiare al meglio il numero 43. Ma il tentativo di intromissione tra la Roma e i brasiliani (a colloquio già da diverse settimane) non va a buon fine: il Mengão spara altissimo, la Juventus va di corsa mentre i giallorossi sono disposti ad aspettare pazientemente e trattare il cartellino. Comolli torna quindi a casa a mani vuote, Wesley sceglie fin dal primo momento la Roma e il suo allenatore. Ma prima l’obiettivo è spendere ogni singola goccia di sudore per il suo Flamengo, come sempre, fino all’ultima gara in rossonero. Una serie infinita di impegni senza mai fermarsi da quel lontano gennaio, culminati - almeno in patria - proprio con il gol al Bragantino (la 28ª gara del suo 2025 coi rossoneri) a fine luglio. Una rete speciale per Wesley: quella rete e quell’esultanza sfrenata sanciscono gli ultimi momenti a casa sua, prima di approdare nella Capitale. Alla corte del tecnico che lo ha voluto, corteggiato e aspettato a lungo
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Wesley non dà solo gas, parte con il turbo. È un treno ad alta velocità. E riprende (gli unici giorni di riposo sono paradossalmente quelli di preparazione con Gasperini) da dove aveva lasciato: all’esordio è gol vittoria contro il Bologna, alla prima nella sua nuova casa, sotto la sua nuova Curva. Da quel momento, il brasiliano non esce mai dal campo, se non per estreme necessità fisiche. Sono 2.385, precisamente, i minuti complessivi finora in giallorosso. La maggior parte dei quali, tuttavia, come esterno di sinistra. Sì, perché tra gli imprevisti della stagione romanista, il numero 43 ha saputo mettersi a disposizione - risultando comunque una certezza - anche nella fascia opposta a quella naturale. Sopperendo alla mancanza di Angeliño e alla poca fiducia nei confronti di Tsimikas. Prestazioni determinanti, così come il suo peso specifico nella stagione della Roma: 3 gol (di cui due valsi 6 punti contro Bologna e Como), ma non solo. I quasi 50 (45) falli subiti, i 94 palloni recuperati, i 1.493 tocchi. Qualche numero rilevante in campionato, oltre a diverse fotografie nitide nell’album dell’annata del brasiliano: l’ultima, per esempio, è il rigore ottenuto in casa del Napoli dopo un’accelerazione tanto veloce da costringere Rrahmani a uno scatto fatale per i propri muscoli. Wesley è al centro del gioco, dentro c’è una luce che non si spegne mai. Determina e fa la differenza quando è in campo, ma è soprattutto in sua assenza che la squadra sembra perdere quell’energia inesauribile.
Qualità intrinseche che hanno inevitabilmente attirato gli interessi di top club, ma anche l’attenzione di Carlo Ancelotti, che lo considera una pedina assolutamente importante del suo Brasile (5 le presenze dal 2025, anno dell’esordio con la Seleção). Se è vero che l’esborso economico per convincere il Flamengo non è stato indifferente, così come l’attesa per la chiusura dell’operazione, finora è Wesley ha saputo ripagare tecnico e tifosi. Continuità, freschezza, vivacità. E una maturità non scontata, dimostrata anche nell’ultima gara di campionato contro la Cremonese: 94 minuti da diffidato prima della Juventus (la 32ª in giallorosso) senza mai risparmiarsi e pur assumendosi qualche rischio. Lasciando col fiato sospeso tutti i Romanisti. Ma è nella natura di Wesley, un pizzico di ordinaria follia.
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