L'Alfabeto

L'alfabeto della partita: l’ostile Juventus

Da sempre, quella con i bianconeri è la sfida per antonomasia, non solo in campo. Orrori arbitrali, sfide al vertice, veleni: perché, per noi, vincere non sarà mai l’unica cosa che conta

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
01 Marzo 2026 - 08:00

Anni ottanta

A La decade in cui la sfida diventa sinonimo di battaglia al vertice: dal gol annullato a Turone in poi, la gara mette di fronte le due migliori squadre del panorama italiano. Viola e Boniperti, Liedholm e Trapattoni, Falcao e Platini, Di Bartolomei e Scirea, Pruzzo e Paolo Rossi sono solo alcuni dei protagonisti delle leggendarie sfide. 

Bosniaci

B Al debutto casalingo ufficiale, Edin Dzeko segna di testa sotto la Curva Sud il gol del 2-0 alla Juve il 30 agosto 2015; prima di lui, a segno il suo connazionale Miralem Pjanic su punizione. Dybala fissa poi il punteggio sul definitivo 2-1.

Campo Testaccio

C È il teatro della prima vittoria romanista contro la Juve, e che vittoria! Il 15 marzo 1931 vinciamo 5-0 grazie alla doppietta di Bernardini e ai gol di Lombardo, Volk e Fasanelli. L’impresa ispira un film, intitolato appunto Cinque a zero, per il quale viene composta la “Canzona di Testaccio”.  «Cari professori appatentati, sete belli e liquidati, perché Roma ce sa fa’».

Differenze

D Tra il motto «vincere è l’unica cosa che conta» e «mai schiavi del risultato» c’è tutta la distanza tra noi e loro. Ma in fondo è giusto così: c’è chi vive per i risultati, e chi per l’amore.

Eroici

E L’8 febbraio 2004 la Roma schianta la Vecchia Signora allo Stadio Olimpico con un 4-0 passato alla storia: Dacourt, Totti e la doppietta di Cassano fanno esplodere i tifosi giallorossi. Alla goduria si aggiunge il gesto del Dieci a Tudor mentre abbandona il campo: «Zitti, quattro gol, andatevene a casa».

Farmacie

F  «Il calcio dovrebbe uscire dagli uffici finanziari e dalle farmacie»: lo dice Zdenek Zeman, all’epoca allenatore giallorosso, nell’estate del 1998. Si scatena una bufera, che porta a un processo per doping. In questo clima, il 15 novembre 1998 all’Olimpico si gioca un Roma-Juve di fuoco. Lo vinciamo noi 2-0, grazie ai gol di Paulo Sergio e Candela.

Giganti

G In campo e sugli spalti, il 16 marzo 1986 la Roma e i romanisti polverizzano la Juventus con un 3-0 che permette di accorciare proprio sui bianconeri, primi in classifica. Segnano Graziani, Pruzzo (che per primo festeggia togliendosi la maglietta) e Cerezo. Spettacolo allo stato puro.

Haessler

H Il tedesco approda alla Roma nel 1991, dopo una stagione alla Juve. In giallorosso rimane fino al 1994, e il 28 febbraio 1993 segna anche il gol decisivo nella vittoria per 2-1 contro la sua ex squadra.

Immenso

I Un bolide da fuori area di Francesco Totti decide Roma-Juve del 16 febbraio 2012: i giallorossi, appena passati sotto la guida di Andreazzoli, piegano i campioni d’Italia in carica con un meritato 1-0.

Linguaccia

L Quella che Radja Nainggolan rivolge ai tifosi juventini presenti all’Olimpico il 14 maggio 2017: ai bianconeri basterebbe un pari per festeggiare lo Scudetto, ma la Roma ritarda la loro festa vincendo 3-1 in rimonta.

Mancio

M Una staffilata da fuori area di Gianluca Mancini  vale la vittoria per 1-0 contro la Juventus il 5 marzo 2023: si tratta (ad oggi) dell’ultima vittoria romanista sulla Juve.

Novantacinque

N La Roma di Mazzone travolge la Juve, fresca vincitrice del tricolore, il 28 maggio 1995: finisce 3-0, con i gol di Aldair, Fonseca e Balbo che ci regalano la qualificazione aritmetica in Coppa UEFA.

Orgoglio

O Ne dimostra tanto la Roma allenata dalla coppia Valcareggi-Bravi: la stagione è complicata e si concluderà con la salvezza in extremis, ma il 17 dicembre 1978 i giallorossi battono 1-0 la Vecchia Signora grazie a un gol di Agostino Di Bartolomei.

Paura

P Il 6 marzo 1983 la Roma di Liedholm viene rimontata e battuta all’Olimpico dalla Juve, che la insegue al secondo posto. Qualcuno teme che quel ko possa avere un contraccolpo psicologico sulla squadra, ma la settimana seguente il successo a Pisa lascia intendere che quello è davvero l’anno giusto.

Quarantanove

Q I successi complessivi contro i bianconeri tra casa e trasferta nei 205 precedenti ufficiali; 58 i pareggi, 98 le sconfitte.

Righello

R Dopo il gol annullato a Turone il 10 maggio 1981, il presidente juventino Boniperti fa recapitare a Dino Viola un righello, per ironizzare sull’accaduto. Il presidente giallorosso replica con il suo solito stile, ma in maniera salace: regala a sua volta a Boniperti un righello, stavolta d’oro, con un bigliettino che recita: « Io sono ingegnere: il righello serve più a lei che è geometra».

Sviste

S Dal succitato gol di Turone  al «non puoi vedere solo bianconero» detto da Montella al guardalinee il 5 marzo 2005, senza dimenticare Rocchi, Orsati e (quasi) tutti gli altri, le sfide tra Roma e Juve sono state spesso caratterizzate da errori/orrori arbitrali.

Travolgente

T Il 19 gennaio 1958 la Roma batte 4-1 la Juve grazie ai gol di Griffith, Da Costa e Lojodice (doppietta).

Ultima

U La sfida più recente all’Olimpico, lo scorso 6 aprile, è terminata 1-1 con i gol di Bremer e Shomurodov.

Ventisette novembre

V La data in cui, nel 1960, battiamo 2-1 la Vecchia Signora grazie ai gol di Lojacono e Manfredini.

Zibì

Z Alias Zbigniew Boniek: il polacco è un doppio ex, che ha militato in bianconero dal 1982 al 1985, quindi ha trascorso tre stagioni con la Roma.

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