AS Roma

Contucci: "Divieto probabile, ma non ancora deciso. Si va verso un calcio senza tifosi"

L'avvocato ha parlato a Radio Romanista dello stop alle trasferte: "Provvedimento che colpisce il settore, c'è il rischio di trovare i tifosi nei settori avversari"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
24 Gennaio 2026 - 11:33

A Radio Romanista è intervenuto Lorenzo Contucci. Tra gli argomenti trattati, ovviamente, il divieto alle trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina, da qui fino alla fine della stagione. Di seguito l'intervento: 

In settimana la decisione sul divieto di trasferta per i tifosi di Roma e Fiorentina. Prima di ogni discussione, ma alla fine c'è il dispositivo?

"No, pare ancora di no. Ho scritto da poco alla Roma e ho parlato con un collega di Firenze, pare che anche loro non abbiano ricevuto nulla. Per ora è tutta notizia di stampa. Poi siccome le due squadre giocano in trasferta fuori casa la prossima, non escludo possa arrivare all'ultimo. Non escludo neanche che alla fine possa non arrivare, perché in altre situazioni simili sono stati usati parametri diversi. Non vedo per quale motivo penalizzare migliaia di tifosi romanisti, come detto anche da Gasperini. Con il decreto del ministero degli interni non si tratta più del divieto di trasferta, ma si tratta proprio di chiudere il settore ospiti: ciò può portare ai tifosi ospiti ad andare negli altri settori, in mezzo ai tifosi avversari".

Se dovesse arrivare l'ufficialità, non dovrebbe arrivar per tempo per consentire eventuali ricorsi?

"Si deve consentire alle società di capire cosa fare coi biglietti da mettere in vendita, poi ci sono ricorsi d'urgenza, ma essendo il provvedimento fino alla fine della stagione il tempo per fare ricorso c'è. Il fare ricorso è legato al volerlo fare ovviamente, e alla fattibilità. In Inghilterra e in Germania sono molto organizzati, con un organo rappresentativo degli altri. Qui da noi ci sono i club di tifosi, se c'è questa volontà, si fa. Ci fu il ricorso vinto di Udine, presi cinque tifosi normali che volevano farlo e abbiamo vinto. Però siccome c'è un problema di rappresentatività se ci sono più club è meglio, sempre se lo si vuole fare".

Si era persino detto che potesse essere esteso anche alle gare in Europa.

"L'Uefa tendenzialmente è contraria a queste chiusure, lo ha detto più volte. Il mio riferimento è l'Inghilterra. Non ho mai sentito l'ipotesi di giocare West Ham-Millwall, una delle gare più sentite d'Inghilterra, a porte chiuse. E se riescono ad organizzarsi loro..."

Troviamo curioso come questi provvedimenti arrivino sempre prima di Udinese-Roma.

"Che poi giocata di lunedì sera avrebbe visto veramente i più appassionati in trasferta. Una gara che, per orari e gemellaggio, è a rischio sotto lo zero: mi viene da sorridere. Il punto è questo: visti i rumors, nessuno si sta preoccupando di organizzare trasferte, troppe volte siamo rimasti con il biglietto in mano. Se sono contenti di vedere il calcio senza i tifosi siamo sulla strada giusta".

La Roma può fare qualcosa?

"Io ho parlato dei tifosi, ma anche il club può, lo fece la Sampdoria e anche la Roma stessa prima di Udine l'anno scorso".

Trovi sia un caso che la notizia di stampa, rispetto al dispositivo, sia uscita così in fretta? Come finirà secondo te? 

"Non lo so, la stampa ha fatto il suo lavoro perché quando e se l'osservatorio si pronuncia non è un'ufficialità ma quasi. Sta passando molto tempo, ma perché dipende anche come viene data la notizia. La versione corretta sarebbe stata: "Proposto il divieto": questo fa l'osservatorio, che è un suggeritore. Invece dalle notizie sembra sia un organo quasi decisorio, un giudice, cosa che è fuori dal suo mandato".

Qual è la ratio dietro alla decisione?

"Per me non è un discorso di deterrente alla violenza, per quello c'è già stata la tessera del tifoso. Il fatto è che quando succede qualcosa di eclatante si deve intervenite perché senno si perde di credibilità, anche perché se poi accade qualcosa comunque la prevenzione viene meno, ha fallito. Se due tifoserie si incontrano sulla stessa strada, qualcosa nella prevenzione è andato male. La prevenzione serve a evitare la casualità delle cose. Chiaramente se poi due tifoserie si mettono d'accordo, non puoi nulla. La prevenzione è altro, è prevedere il rischio. Hanno riversato nelle strade un problema che prima era nei treni".

Che ne pensi della Roma di Gasperini?

"I risultati parlano chiaro, nonostante lo scetticismo iniziale le cose sembrano andare per il verso giusto. Non ha mai pareggiato tra l'altro, è un dato assolutamente unico".



© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI