Una settimana da "Don": Malen, il nove ad azione rapida
In sette giorni a Roma, l'attaccante olandese ha convinto tutti. Ieri ha festeggiato i suoi 27 anni coi compagni a Trigoria
(GETTY IMAGES)
C’è chi in sette giorni pare abbia creato il mondo, trovando anche il tempo per riposarsi. Forse non è arrivato a tanto, ma i primi sette giorni di Malen da giocatore della Roma sono l’esempio di come, a volte, la realtà superi la fantasia. Lo sbarco a Ciampino di mercoledì scorso, con una cinquantina di tifosi ad accoglierlo. Le visite mediche del giorno dopo e la firma sul contratto che lo ha legato alla Roma fino al 2030. Poi subito in campo, con Gasperini che fremeva dalla voglia di lavorare con lui, tanto da mandarlo in campo a Torino da titolare con solo due allenamenti nelle gambe. E lì, all’Olimpico Grande Torino, l’epifania al calcio italiano. Gli sono bastati 26 minuti per convincere tutti: scatti continui, tiri in porta, scambi di qualità con Pellegrini e - soprattutto - Dybala e, dulcis in fundo, un gol e mezzo - il primo annullato dal Var per questione di centimetri - per bagnare il suo esordio e indirizzare la gara sui binari giusti. Direte voi, è finita qui? Neanche per sogno. Perché poi c’è stata l’uscita dal campo al 76’, col giro largo passando di fronte ai 2.500 romanisti presenti a Torino, che gli hanno riservato il primo coro personalizzato: «Olé, olé, olé, olé, Malen, Malen!». A chiudere, ieri, la doppia festa - con la moglie Delisha e i loro tre figli prima e con i compagni a Trigoria poi - per il suo ventisettesimo compleanno. La ciliegina sulla torta, veramente. Una settimana, se non da Dio, da Don, che è come lo chiamano dentro Trigoria, col diminutivo del nome di battesimo: Donyell.
Attenti a quei due
Insomma, la sensazione è che la medicina Malen sia stata assorbita a Trigoria come una di quelle ad azione rapida. Se non la cura definitiva, un buon primo passo per allontanare quel mal di gol che ha caratterizzato la prima parte, comunque positiva, di stagione romanista. La grande mobilità dell’olandese, contro il Torino, ha aiutato i compagni a trovarlo quasi sempre libero, cosa che quasi mai era capitato con chi, prima di lui, aveva agito da punta: da Dovbyk e Ferguson, fino a Baldanzi e Bailey, tante le soluzioni provate da Gasp. Ha sorpreso, al di là delle qualità di Donyell, il livello di intesa già alto con Dybala. I due, nel groviglio di maglie granata, erano in grado di trovarsi sempre, come compagni che giocano insieme da anni, non da giorni. Un’affinità elettiva sul quale la Roma «dovrà costruire le prossime partite» ha certificato Gasperini.
Il Milan nel mirino
Come gli altri titolari, ieri Donyell ha svolto solo una seduta di scarico, dando il via a una settimana di lavoro verso il Milan. Già, perché dopodomani Malen, così come Vaz, non potrà giocare contro lo Stoccarda, in quanto la lista Uefa potrà essere aggiornata solo alla fine della fase campionato. Don potrà così arrivare fresco e ancor più integrato al big match di domenica, quando vedremo se, oltre al mal di gol, la cura Malen basterà alla Roma per vincere contro una grande del campionato: l’unico vero step che fin qui è mancato. Intanto, ieri giornata di festeggiamenti per i 27 anni dell’olandese, che ha passato l’intera mattinata con la moglie Delisha e i suoi tre figli. La famiglia si riunirà soltanto in estate, dopo la fine della scuola, mentre Donyell - che al momento dorme in un albergo dell’Eur - cerca la loro nuova casa a Roma. C’è tempo, è passata solo una settimana.
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