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VIDEO - Drugi e il mago Gasp: "Ha stregato tutti, la sua è una Roma di gladiatori"

Lo street artist si racconta a Il Romanista dopo il murale dedicato al tecnico: "Arrivare ai tifosi è la cosa più bella. Il mister si è ritrovato nella mia opera"

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
29 Novembre 2025 - 17:03

Quel calderone a lato di Piazza Damiano Sauli, nel cuore della Garbatella, ha stregato Roma. E non solo. È andato in tv, Gasperini lo ha visto, lo ha commentato. Si è lasciato trasportare dall'entusiasmo, in diretta nazionale. Dietro al pentolone, e a quella versione di Gasp nelle vesti di uno stregone, c'è la mano di Drugi, più che il volto. Al secolo Lorenzo Verrecchia, street artist ormai noto tra i tifosi. I social lo hanno inondato di amore; le persone che lo incontrano gli chiedono curiosità sul murale. Le stesse curiosità che ha raccontato a Il Romanista e Radio Romanista, tra sciarpe rubate, muri giallorossi e ricordi indelebili. Quelli di un vero romanista.

 
 
 
 
 
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Come nasce il progetto?

"C’è una forte passione, quella della street art, che porto da quando ero piccolo. Guardavo i muri, i disegni, i graffiti. E da circa un anno ho aperto questo profilo, con questo nomignolo: me lo diede un mio caro amico nel mio paese, non so perché! Ma l’ho mantenuto. Non ho mai studiato arte. Si tratta di semplice passione. Voglio espandere questo progetto e lanciare un messaggio alle persone che passano per strada".

E perché Drugi è romanista?

"Mio padre è nato a Roma ed è un super tifoso. La mia prima volta allo stadio fu quando avevo 3 anni, in un Roma-Vicenza. Fu subito amore. Ma tutta la mia famiglia è romanista. Un amore viscerale".

Hai unito le tue due passioni.

"La Roma è una ragione di vita. È nella maggior parte dei miei murales, non ci fa dormire la notte. La sera a casa, invece di dormire, penso: 'Quale disegno posso realizzare?'. È un’arte. C’è chi la esprime con le poesie, chi con la musica. Ognuno esprime la sua romanità a modo proprio".

Gasperini è il tuo ultimo murale e ha fatto impazzire i tifosi. Perché proprio lui?

"Non mi rendo mai conto del successo che il murale può avere. La passione dei tifosi, ovviamente, è forte. Gasperini non era ben visto e in così poco tempo ha ammaliato l’ambiente: squadra - si vedono i risultati - e tifosi. Si è fatto amare, nonostante tutti fossimo scettici. Siamo rimasti stregati dal suo modo di fare e di parlare. In un ambiente non facile. Una vera e propria magia".

E quando è apparso il tuo murale in tv, che cosa hai pensato?

"Pensare che un’idea nata in camera possa arrivare al diretto interessato è molto bello. Mi sono emozionato, non me l’aspettavo. Si è rivisto nelle tre parole scritte sul calderone: grinta, cuore e sudore. È la rappresentazione di quanto la street artist possa essere unione, appartenenza e dibattito".

La sciarpa è scomparsa dopo poco...

"Ne hanno rubate due! Una l'ho messa io, l'altra l'ha affissa un tifoso dopo che è stata rubata. Si sono presi un bel pezzo di un murale. Basta che non sia andata nelle mani sbagliate!".

Che pensi della sua Roma? Con quale immagine la rappresenteresti?

"Immagino una Roma di gladiatori in un’arena. Gladiatori che lottano con le unghie e con i denti. Il risultato può o non può arrivare. Questa Roma lotta tanto, forse anche grazie a Gasperini. Siamo tutti soddisfatti. Io non sono l’esperto che può fare commenti… Ma quando si vede una squadra tenace fino al 90’, fa piacere. Per vincere qualcosa, però, sono i tifosi a dover fare il salto di qualità: siamo belli quando vinciamo e brutti quando perdiamo. Dobbiamo aiutarci tutti".

Non c’è solo l’opera di Gasperini. Qual è quella a cui tieni di più?

"Quella di Gasp è stata grandiosa, se n'è parlato quasi a livello nazionale. Ma dico la prima, quella di Ranieri col lupetto in mano, realizzata nel 2024: venivamo da un brutto momento. Poi ce n'è anche uno di Bruno Conti e Maradona. Mi piace parlare del calcio vero e quell’immagine in cui si stringono la mano mi resta impressa".

Hai incontrato molti dei giocatori a cui hai dedicato le opere. Che effetto fa? E come hai trovato Pellegrini?

"Ho provato un’emozione fortissima, specialmente quando ho incontrato Bruno Conti: è una leggenda ed è stato super disponibile. Pellegrini veniva da un momento molto chiacchierato: stava per andarsene, poi è rimasto… Gli ho consegnato un quadretto che raffigurava una nonna che cuce una maglia della Roma a suo nipote. E ci si è ritrovato. Una cosa toccante anche per lui. Quando la street art arriva al cuore, ho fatto centro".

 
 
 
 
 
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E Pellegrini ha detto qualcosa sul futuro?

"È un professionista, molto sulle sue. Non ha fatto passare nulla. Ma si vede che ama la maglia: lo ha dimostrato anche in quegli attimi".

 
 
 
 
 
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Non solo calciatori, perché qualche giorno fa hai portato un quadretto a Carl Brave.

"Sono andato al suo concerto, essendo fan. La sua romanità traspare, dà uno spicchio di Roma nelle sue canzoni. È un gran tifoso, gentile. È stato contento e si è rivisto negli occhialini presenti nell’immagine!".

 
 
 
 
 
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Tornando alla tua arte, la gente ti riconosce grazie a quella. E immagina chi sei.

"Vedere che la gente ti riconosce con un murale, per lo stile, per una sciarpa della Roma è bellissimo. È molto più importante di sapere come sono fatto. Comparire in prima pagina fa piacere a tutti, ma è secondario".

Hai realizzato il ‘Muro giallorosso’, vicino al Colosseo.

"Le persone mi inviarono le foto più significative scattate allo stadio, insieme con le frasi più belle per loro. Decisi di appiccicarle intorno al nostro stemma storico. I tifosi rividero nel murale: un muro fatto di noi, di tifosi della Roma. Riprenderò questo progetto per realizzarlo ancora più in grande, se possibile".

 
 
 
 
 
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Un murale di ricordi. E magari se ne aggiungeranno altri.

"Tutti noi romanisti passiamo una, due o tre settimane ‘ubriachi’… (ride, ndr) Non ho nulla in mente, sono scaramantico. Però è una Roma che lascia sognare. E quando succede, la creatività è molto più grande".

Hai un obiettivo? Vorresti raggiungere qualcuno in particolare?

"Gasperini lo abbiamo raggiunto (ride, ndr). Voglio raggiungere più tifosi possibili. Fa piacere andare da campioni, ma arrivare alla popolazione, al vecchietto, al bambino, è ancor più bello. Continuerò a portarlo avanti. Le mie due passioni sono indescrivibili".

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