Prima di andare via, spero che resti un po' con me. Lo cantava Neffa nell'anno in cui De Rossi esordiva in Serie A, era il 2003. Lo pensavano i tifosi della Roma accorsi ieri fuori Trigoria. Un'ultima foto, un ultimo abbraccio, un ultimo sguardo. Circa duecento persone, dalle prime ore del pomeriggio, attendono DDR sulla via che da Piazzale Dino Viola porta all'ingresso dei calciatori al centro sportivo "Bernardini". Lui è già dentro, mentre i compagni, alla spicciolata, lo raggiungono per la rifinitura pomeridiana. Col passare dei minuti, poi, la situazione inizia a scaldarsi. Cori per Daniele, cori contro la dirigenza, urla e una richiesta: «Aprite l'allenamento». Per qualche istante circola addirittura la voce che la società, vista la giornata speciale, stia pensando di far entrare tutti. Del resto i cancelli sono già aperti, anche se nessuno si azzarda a entrare. Poi, dopo un po', le ragioni della sicurezza hanno la meglio su quelle della passione e i cancelli iniziano a chiudersi.

Ma non del tutto: si bloccano a metà perché la folla è tanta e la situazione si scalda un po'. I tifosi iniziano a chiedere di poter parlare con un dirigente. E alla fine il dirigente arriva: è Daniele De Rossi, "dirigente in campo", come è stato definito durante la conferenza in cui è stato annunciato il mancato rinnovo del suo contratto. Un dirigente, capitano e allenatore in campo che si sente ancora un calciatore. Ci pensa lui a calmare le acque: parla coi tifosi, spiega che non è possibile entrare, si presta pazientemente ad autografi, abbracci e foto coi "pupi" in braccio. Poi rientra per la rifinitura. L'ultima a Trigoria prima di lasciare la Roma: una lunga sessione in sala video poi proseguita in campo con il riscaldamento ed esercizi di velocità. Poi, Claudio Ranieri, anch'egli all'ultimo giorno a Trigoria, conduce alcuni esercizi  sul possesso palla orientato con una partitella che chiude la seduta attorno alle 18. E poi, visto che tra capitani ci si capisce, un po' di tempo De Rossi se lo concede insieme al fratello grande, Francesco Totti. Fresco dirigente (ieri unico presente a Trigoria nelle ore calde, oltre ad una rapida presenza di Massara, pronto a salutare tutti), il Dieci rimane in disparte, preferendo lasciare campo a De Rossi anche per i colloqui con i tifosi.

La sera poi non esce nessuno. La squadra resta a Trigoria e da lì partirà oggi direttamente per l'Olimpico, dove sarà accolta dal tutto esaurito e De Rossi potrà entrare in campo con la fascia al braccio dal 1'. Gli darà il benvenuto la coreografia organizzata dalla Curva Sud. La sua Curva, che l'ha difeso tante volte e che lui ha difeso in altrettante occasioni. Quella che oggi lascerà e che spera di incontrare di nuovo un giorno. Del resto, la sua leettera d'addio l'ha chiusa con un "Arrivederci".