AS Roma

L'Europa siamo noi

Dodicesima stagione consecutiva per la Roma in una competizione Uefa. Dalla Coppa delle Fiere a Tirana, passando per il 30 maggio e Budapest, il sogno è Istanbul

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
29 Agosto 2025 - 07:00

Comincia oggi la stagione della Roma in Europa, la dodicesima consecutiva in una competizione UEFA: non sul campo (per quello bisognerà attendere il 24 e 25 settembre), ma nelle urne di Montecarlo, dalle quali usciranno le sette avversarie dei giallorossi in Europa League. Una storia, quella della Roma nelle competizioni continentali, iniziata 94 anni fa, esattamente il 7 luglio 1931, quando a Praga la squadra allenata da Herbert Burgess pareggia 1-1 contro lo Slavia: era la Coppa dell’Europa Centrale, antenata della Coppa UEFA, dove ritroviamo i cechi 65 anni dopo, nel 1996, in quel celebre quarto di finale, doloroso e orgoglioso in egual misura. Nel mezzo succede più o meno di tutto, compresa la vittoria della Coppa delle Fiere nel 1960-61: la cavalcata di Losi e compagni porta i giallorossi a fronteggiare in finale il Birmingham, battuto 2-0 all’Olimpico l’11 ottobre 1961. Il giro di campo di Giacomino, che solleva al cielo il trofeo davanti alla folla in delirio, è una delle immagini-simbolo della nostra storia: un’immagine che abbiamo dovuto attendere 61 anni per rivedere. 

Non mancano le delusioni: due anni dopo ci riproviamo, sempre in Coppa delle Fiere, ma il nostro cammino è fermato dal Valencia in semifinale. Semifinale che raggiungiamo anche in Coppa delle Coppe, nel 1970: dopo tre gare terminate in pareggio contro il Gornik Zabrze, è una spietata monetina a mandarci a casa. Ma se negli Anni 70 la presenza della Roma in Europa è saltuaria, le cose cambiano negli Anni 80, l’epoca d’oro dei giallorossi: guidati da Liedholm e da Falcao, raggiungiamo i quarti di Coppa UEFA 1982-83 dopo un’epica rimonta ai danni del Colonia. Il gol nel finale del Divino, quello del 2-0 che ci qualifica, regala all’Olimpico un boato che ancora oggi scuote l’anima di tutti i romanisti. Dopo lo Scudetto, arriva la cavalcata in Coppa dei Campioni, con la “regola del 3-0” dell’Olimpico che castiga Goteborg, Dinamo Berlino e Dundee. Quindi il dolore più grande, quello del 30 maggio 1984, nella finale contro il Liverpool: i nostri sogni improvvisamente sfumati in una data che – dieci anni più tardi – si caricherà di ulteriore sofferenza. E poi il «Che sarà, sarà» cantato dalla Sud e da tutto l’Olimpico in Roma-Bayern Monaco del 20 marzo 1985, una delle più grandi dichiarazioni d’amore di sempre; il gol allo scadere di Voeller al Broendby il 24 aprile 1991 che ci porta in finale e le lacrime di Rizzitelli per il ko contro l’Inter

Tra Champions ed EL

Inizia l’epoca di Totti, arriva il terzo Scudetto, e a seguire il debutto nella moderna Champions League in una data funesta, l’11 settembre 2001, quando Roma-Real Madrid si gioca in un’atmosfera surreale per le notizie che arrivano dagli USA. Nel ventunesimo secolo non mancano le notti da sogno: da quel «Sotto un manto di stelle Roma bella m’appare» in Roma-Barcellona 3-0 del 2002, all’altro tris contro i blaugrana. Il 10 aprile 2018, con una rimonta epica, i giallorossi raggiungono per la prima (e finora unica) volta le semifinali di Champions. In precedenza, con Spalletti, erano arrivati due quarti di finale, dopo aver eliminato un grande Lione e il Real di Raul e Casillas. In semifinale cediamo di nuovo al Liverpool, ma è da allora che il feeling tra la Roma e l’Europa si fa più saldo che mai: un’altra semifinale sotto la guida di Paulo Fonseca, quindi l’arrivo di José Mourinho che - come suo solito - scrive la storia. La prima edizione della Conference League è nostra: ci prendiamo la coppa il 25 maggio 2022 a Tirana, battendo 1-0 il Feyenoord, con Pellegrini che diventa il primo capitano romano a sollevare un trofeo europeo. È il giusto coronamento di un percorso non privo di difficoltà, ma esaltante, soprattutto nel connubio tra squadra e pubblico sugli spalti dopo la riapertura post-Covid. All’indomani del trionfo è festa grande per le strade della Capitale, ma in testa c’è già un luogo e una data: 31 maggio 2023, Budapest. La finale di Europa League sembra quasi scontata, ma arriva dopo un cammino eroico: i successi contro Real Sociedad, Feyenoord e Bayer Leverkusen ci regalano il viaggio in Ungheria contro il Siviglia. Ma sulla nostra strada troveremo Anthony Taylor, capace di riscrivere il regolamento del gioco del calcio: ancora una volta, i rigori ci risultano fatali. Nel 2024 un’altra semifinale, con De Rossi in panchina, ma l’Europa League se la prende l’Atalanta di Gasperini. Che ora ci riproverà con la Roma. L’obiettivo, difficile ma stimolante, è raggiungere la Besiktas Arena di Istanbul, teatro della finale in programma il 20 maggio 2026. Per arrivarci, però, sarà meglio ragionare una partita alla volta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI