Un po' come in dieci piccoli indiani, dei sette più o meno piccoli trequartisti alla fine ne rimarrà soltanto uno per la gara di domani col Cagliari, altro crocevia fondamentale per trovare la strada per l'Europa. Facendo un po' di conti, esclusi (per motivi diversi che andremo poi a specificare) Cristante, Zaniolo, Lorenzo Pellegrini, Pastore, Perotti e Coric, dovrebbe essere Schick il prescelto, a rinnovare la formula di un 442 in cui la coppia d'attaccanti non sia disposta in orizzontale (se non per la prima pressione sui centrali difensivi del Cagliari), ma in verticale, per rendere meno prevedibile l'intero impianto di gioco e per tenere comunque sempre all'erta la difesa di Maran. Davanti, con il ceco giocheranno sicuramente Dzeko e, a sinistra El Shaarawy. A destra al momento Ünder sembra il favorito su Kluivert. In mezzo al campo toccherà a Lorenzo Pellegrini con Nzonzi, davanti a una difesa che, se non gioca altri brutti scherzi Manolas, dovrebbe essere composta da Florenzi e Kolarov sulle fasce e dal greco con Fazio nel mezzo. Doveva essere la difesa anti-Inter, ma il forfait di Kostas ha costretto Ranieri a puntare su Jesus. In porta, toccherà ancora a Mirante.


Nel giochino degli indiani/trequartisti, il primo che si può escludere è Ante Coric, inevitabile dopo i termini cordiali ma non troppo lusinghieri utilizzati ieri dall'allenatore alla domanda sul suo scarso utilizzo stagionale (che da scarso, nella gestione Ranieri è diventato nullo): "È un gran bel giocatore, ma deve ancora tatticamente adattarsi al calcio italiano". Che per uno che sta lavorando per questo da quasi dieci mesi, equivale probabilmente a dire che non è adatto al calcio italiano, e dunque alla Roma. Peccato perché nelle 150 partite giocate più o meno nella Dinamo Zagabria (di cui una decina in Champions League) aveva fatto vedere un potenziale diverso, che nella Roma evidentemente non si è mai espresso. Cristante e Zaniolo devono invece scontare il loro turno di squalifica e quindi non sono utilizzabili, mentre Lorenzo Pellegrini, proprio per ovviare alla loro assenza, dovrà invariabilmente abbassarsi sulla linea di Nzonzi, a formare una coppia di mediani che in ogni caso non sarà inedita. I due giocarono insieme nel 4231 scelto da Di Francesco per la trasferta di Firenze di campionato, che finì 1-1 con il vantaggio di Veretout e il pareggio di Florenzi nel finale della gara. Resterebbero Pastore e Perotti, ma tra i due litiganti argentini presumibilmente godrà il terzo incomodo ceco, Patrik Schick, già utilizzato in coppia con Dzeko da Ranieri nella sfortunata trasferta di Ferrara e nell'incolore primo tempo con l'Udinese, non il più irresistibile dei biglietti da visita. Di Pastore, il tecnico ha detto che non lo vede ancora pronto per essere titolare, di Perotti che sta meglio ma non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. Per conseguenza, il prescelto dovrebbe essere Schick, anche se ovviamente non si può ancora dar niente per scontato.


Il lavoro di ieri è stato soprattutto di scarico, quello di stamattina sarà invece più tattico e dunque sarà quello da cui maggiormente trarre indicazioni. A proposito del campo, proprio per il tipo di allenamento scelto ieri, Manolas e Karsdorp hanno effettuato una seduta personalizzata con carichi diversi, ma sono entrambi arruolabili per la partita di domani, mentre De Rossi e Santon hanno proseguito il loro lavoro da convalescenti e non è stata fissata ancora per loro una data di rientro.