Data fortunata, il 26 ottobre, per la Roma a San Siro. Nel 2005 l'indimenticabile cucchiaio di Totti che contribuisce alla vittoria per 3-2; venticinque anni esatti prima della magia del Dieci, però, arriva un altro successo in casa dei nerazzurri: il protagonista, quel giorno, è Roberto Pruzzo. In campo con il Bomber c'è buona parte dell'undici che di lì a tre anni conquistaerà il secondo Scudetto della nostra storia: Falcao, Di Bartolomei, Conti, Tancredi e Ancelotti. Di fronte, da avversario, con la maglia nerazzurra, Herbert Prohaska: anche lui sarà tra i protagonisti del trionfo atteso quarantuno anni.

La Roma sta iniziando il miglior ciclo della sua storia: l'ha inaugurato pochi mesi prima vincendo la terza Coppa Italia ai rigori contro il Torino. Si ripeterà il 17 giugno successivo, sempre ai tiri dal dischetto. L'Inter, allenata da Bersellini, è campione d'Italia in carica e ha iniziato la cavalcata in Coppa dei Campioni che la porterà fino alle semifinali: in campo è guidata da Bordon, Altobelli, Beccalossi. Un'armata che nelle prime cinque giornate di quel campionato ha subìto due gol, segnandone undici. Ma, come dirà molti anni più tardi quello che all'epoca è un ragazzo seduto sulla panchina nerazzurra, «il calcio è strano, Fabio». Lo è davvero, caro Beppe.

Contro ogni pronostico

Una settimana prima della sfida di San Siro, la Roma ha perso 4-0 a Napoli. È stata già eliminata in Coppa delle Coppe dal Carl Zeiss Jena, quindi - in attesa che inizi la Coppa Italia - non ha altro a cui pensare a parte il campionato. L'Inter si è recata invece a Nantes per l'andata degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, dove ha vinto 2-1, mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno. Il 26 ottobre per la squadra allenata da Nils Liedholm non sembra esserci alcuna speranza. Ciò nonostante, sono come al solito tanti i tifosi che da Roma partono con i treni notturni e con qualsiasi mezzo a loro disposizione per sostenerla.

Dopo appena 3', siamo già in vantaggio grazie a un'autorete di Bini, che devia un tiro parabile di Di Bartolomei battendo il suo compagno Bordon. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi per l'Inter, che la Roma raddoppia: al 12' Scarnecchia, servito da Agostino, fugge sulla sinistra e crossa in mezzo; Pruzzo, da predatore dell'area di rigore, approfitta della dormita di Mozzini e di testa incorna il 2-0. San Siro è ammutolito, si sentono soltanto i tifosi giallorossi che fanno festa nel settore ospiti. Chi si aspettava una Roma prudente e più intenzionata a non prenderle piuttosto che a darle viene zittito da questo micidiale uno-due in avvio. Anzi, alla mezz'ora i giallorossi dilagano: scambio tra Ancelotti e Di Bartolomei, palla dentro per il Bomber che tutto solo davanti a Bordon cala il tris. Tre a zero al 31': sugli spalti Mazzola ciancica nervosamente un sigaro, i tifosi interisti si appellano alle pesanti assenze di Baresi e Oriali, Bersellini è impietrito in panchina. La reazione interista consiste in un rigore trasformato al 57' da Altobelli, che però scuote soltanto gli spettatori. Turone e compagni fanno buona guardia, non concedendo nulla: all'80' Pasinato stende Ancelotti in area nerazzurra; Pruzzo si presenta sul dischetto e batte Bordon, realizzando la tripletta che gli permette di salire sul gradino più alto della classifica cannonieri. Nel finale viene raggiunto dallo stesso "Spillo", che firma il definitivo 4-2.

Il bis in Coppa

Ha inizio quel pomeriggio di fine ottobre, la cavalcata giallorossa in campionato: una cavalcata bruscamente interrotta il 10 maggio soltanto dalla scellerata decisione dell'arbitro Bergamo, che annulla il gol di Turone nel match decisivo per il titolo contro la Juventus. Ma questa è un'altra storia. La Roma chiude al secondo posto, ma bissa il successo in Coppa Italia dell'anno precedente. Lo fa levandosi la soddisfazione di eliminare proprio i bianconeri in semifinale, prima di trionfare contro il Torino. Si sta costruendo, un mattone dopo l'altro, la squadra che trionferà in Italia e che arriverà a un passo dal tetto d'Europa nel 1984.