Quelle luci a San Siro che si accenderanno sabato sera saranno puntate in gran parte su di lui. La stellina della Roma, l'enfant prodige del calcio italiano, il ragazzo che da mesi fa venire l'acquolina a mezza Europa. Più semplicemente: Nicolò Zaniolo. Un passato recentissimo all'Inter troppo fugace per essere considerato più di un semplice ex. Semmai un rimpianto - anche grande - per non aver riconosciuto un tale gioiello dentro casa e averlo regalato (o quasi) a una diretta concorrente. Che da parte sua lo ha lanciato come meglio non avrebbe potuto, complice una stagione in cui molti dei protagonisti hanno reso al di sotto delle attese.

Adesso il numero 22 è un punto fermo dei giallorossi. Lanciato coraggiosamente da Di Francesco in occasione della sfida del Bernabeu in Champions, ha stupito tutti e conquistato sempre maggiore spazio, fino a diventare un inamovibile. Anche per Ranieri. Ventidue presenze consecutive finora in Serie A, che arrivano a ventinove comprendendo anche le partite disputate nelle coppe. Numeri ben lontani da quelli dei giocatori poco più che maggiorenni nel nostro campionato, che tranne rare eccezioni se sono fortunati riescono appena a esordire prima di essere spediti in qualche categoria minore a "farsi le ossa".

La stessa Inter si è ben guardata dal far debuttare Nicolò nell'unico anno in cui lo ha avuto in rosa. Eppure con la Primavera ha fatto faville, conducendola alla vittoria dello scudetto e della supercoppa italiana (conquistata proprio ai danni dei ragazzi di Alberto De Rossi). Talento purissimo sbocciato grazie ai quattordici gol e ai nove assist con i quali ha trascinato i giovani nerazzurri ai due trofei. Nonostante le ristrettezze alla rosa disposte dalla Uefa per le note questioni legate al fair play finanziario, non è mai stato preso in considerazione per la prima squadra. Tanto che quando ha incarnato la conditio sine qua non posta dalla Roma per chiudere l'affare Nainggolan, la resistenza del club milanese alla cessione si è piegata.

A Trigoria hanno sempre creduto che potesse diventare molto più di una scommessa e al di là degli innegabili meriti dell'ex allenatore che lo ha lanciato e ci ha creduto, Zaniolo è stato trattato come il più prezioso tra i gioielli di casa. Il pubblico stravede per il ragazzo, il club mira a metterlo sotto chiave, consapevole degli interessi che un simile talento può suscitare nelle società più prestigiose (e ricche) del continente. La discussione sul rinnovo di contratto è iniziata da tempo, l'addio di Monchi ha fisiologicamente rallentato le trattative, che però sono tutt'altro che ferme. Le due volontà convergono sulla necessità di proseguire il percorso insieme, senza cedere ad alcuna lusinga con tanti zeri.

La Roma ha intenzione di fare di Zaniolo il perno della squadra del futuro; il ragazzo vuole dimostrare la propria gratitudine a chi lo ha fatto diventare calciatore di prima grandezza. L'annuncio dell'avvenuto accordo arriverà a stagione conclusa, anche perché prima non sarebbe possibile ufficializzare un legame che superi i cinque anni (quello attuale è al 2023, il prossimo partendo da luglio potrà slittare fino al 2024). Prima però bisogna terminare il campionato centrando la mezza impresa della qualificazione in Champions. Proprio la competizione in cui ha debuttato Nicolò è quella che può chiudere il cerchio nel modo migliore. Passando dalla sfida a quel passato che non ha saputo valorizzarlo come ha poi meritato. A Roma.