«Francescototti? Tutto attaccato?». «No, staccato: Francesco Totti Biascica. Come Orso Maria Guerrini». Così Biascica, personaggio mitico della serie "Boris", annunciava la dolce attesa al direttore di produzione Sergio, nell'episodio "Chi si salverà?", sventando il licenziamento. Marcelo Lemos da Silva, brasiliano, vive a Palmas, capitale dello stato di Tocantins, e "Boris" non l'ha mai visto. Ma i motivi che lo hanno portato a chiamare il figlio "Francesco Totti" devono essere gli stessi che nella serie hanno spinto il personaggio interpretato da Paolo Calabresi a fare altrettanto (Calabresi in "Boris" ha anche un altro figlio di nome Arturo, proprio come il suo vero figlio, oggi difensore del Bologna, che appare anche in un episodio cercando di tranquillizzare il padre mentre chiede conto a Sergio Brio del gol di Turone).

Marcelo e Sellma in dolce attesa di Francesco Totti

«Sono tifoso della Roma ed è chiaro che non potevo dargli nessun altro nome che questo: Francesco Totti Lemos», spiega il papà. Un po' come Garibaldi, che chiamò due figli Menotti e Ricciotti in onore di due patrioti del Risorgimento. Ma Marcelo, per rompere un po' il romanticismo, non ha conosciuto la Roma per Falcao, Aldair o altri campioni verdeoro: «Anche se parlo un po' di italiano non sono mai stato a Roma, ho iniziato a tifare i giallorossi giocando alla PlayStation e così è nata la mia passione, che oggi è fortissima». Tanto da essere "trasmessa" al figlio ancor prima della nascita. «Quando mi sono fidanzato con la donna che oggi è mia moglie, Sellma, abbiamo fatto un patto: se un giorno ci sposiamo il primo figlio lo chiamiamo Francesco Totti. Lei ha accettato. Per me Totti è stato unico, il più grande. Ma amo anche altri calciatori della Roma come Batistuta e De Rossi». Ma almeno un brasiliano della Roma lo avrà apprezzato? «Sì, il "pendolino" Cafu».

Francesco Totti Lemos al suo primo giorno di asilo

Oggi Francesco Totti Lemos ha tre anni, ha da poco iniziato a frequentare l'asilo e un giorno forse avrà anche un fratellino per giocare insieme a pallone. In tal caso, il padre non ha dubbi: «Lo chiamerò De Rossi».