L'uomo da cinquanta milioni di euro. Milione più, milione meno. In questo caso sottolineare il più. Basta farsi due conti, dato che la Roma, a una partita dal termine del girone, ormai vede la qualificazione agli ottavi di finale della Champions League. Il merito è stato di tutta la Roma, sia chiaro, dalla società all'allenatore, dai giocatori agli ultimi dei magazzinieri. Ma se si dovesse individuare l'uomo che ha firmato l'assegno da cinquanta milioni di euro, quella firma non potrebbe essere che Diego Perotti. L'argentino che al novantesimo di quell'indimenticabile Roma-Genoa del ventotto maggio scorso, il giorno dell'ultima volta di Francesco Totti, ha segnato la rete che ha voluto dire secondo posto finale in classifica, quindi qualificazione diretta ai gironi di Champions League, riquindi applausi pure dal reparto amministrativo giallorosso.

È arrivato a Trigoria nel gennaio del 2016 dal Genoa dove aveva avuto la forza di tornare quello dei suoi anni giovanili, un giocatore vero, in grado di fare la differenza, prima che una serie interminabile di stop muscolari non ne frenassero l'ascesa al punto che lo stesso Perotti fu a un passo dal dire basta con il calcio. Non l'ha fatto. È stata la fortuna sua e, oggi, della Roma. Da queste parti ha convinto da subito. Primi sei mesi da campione, tanta qualità che legittimava chi si domandava come mai la nazionale argentina non l'avesse più preso in considerazione. La risposta ce l'ha data qualche settimana fa il nuovo ct argentino Sampaoli richiamandolo nella Seleccion per fargli sentire l'odore del Mondiale. La Roma gli deve dire grazie, ma pure lui deve dirlo alla squadra giallorossa. Si è trovato benissimo da subito nella capitale, qui nascerà il suo secondo figlio (un altro maschio, tanti auguri), qui vuole continuare a giocare a lungo pur non lasciandosi andare a uno dei luoghi comuni più falsi del calcio, roba del tipo voglio finire la carriera con questa maglia. Però non ci sono dubbi sul fatto che abbia intenzione di mettere le radici da queste parti. Il suo procuratore già da un po' di tempo sta discutendo il prolungamento del contratto in scadenza il trenta giugno del 2019. Lui ce l'ho confermato nell'incontro che Il Romanista ha avuto con l'argentino a Trigoria, per un'intervista che nella sua versione integrale troverete nei prossimi giorni sul giornale: «Stiamo discutendo. E la cosa sta proseguendo bene. Per il rinnovo non c'è problema. Io e la mia famiglia qui stiamo benissimo. Quando ero al Genoa e il mio procuratore mi disse che c'era la Roma a volermi, non ebbi un attimo di esitazione. C'era anche il Milan che mi offriva un contratto, ma Roma è speciale, è una città meravigliosa, la storia è qui, Burdisso che era mio compagno a Genova me ne aveva parlato in maniera splendida e poi c'è il volo diretto per Buenos Aires».

Il nuovo accordo, insomma, dovrebbe essere ufficializzato tra non molto. Un accordo che prevederà un prolungamento sino al trenta giugno del 2021 probabilmente con opzione per un'altra stagione, con un adeguamento economico che dovrebbe far salire lo stipendio intorno ai due milioni e mezzo di euro. Con grande soddisfazione di entrambe le parti. Perotti, oltretutto, da quando ha vestito il giallorosso, è diventato un ragazzo più solare, ora non è difficile vederlo con il sorriso, al contrario di prima quando sembrava sempre arrabbiato: «Questo poteva essere vero in campo, lì bisogna essere seri e concentrati, ma nello spogliatoio sono sempre stato un ragazzo capace di scherzare e ridere. È vero, comunque, che da quest'anno qualche sorriso in più lo faccio. Sarà che questa città è così luminosa che porta anche chi ci vive a esserlo». Impossibile dargli torto.