Sarà pure entrata l'ora legale, ma la nottata della Roma non è passata. Oddio, qualche segnale di vita ieri sera contro la Fiorentina si è intravisto. A cominciare da quel ragazzo che di nome fa Nicolò e di cognome Zaniolo che ci ha fatto capire, per l'ennesima volta, che il ruolo del predestinato gli calza a pennello. Volendo si può aggiungere che è stata interrotta la striscia di due sconfitte consecutive, roba che non accadeva dal primo anno di Rudi Garcia, tre ko nelle tre partite finali del campionato. Rivolendo si può sottolineare come la squadra, finalmente, abbia dimostrato un pizzico di amor proprio, carattere, volontà di non arrendersi alla prima contrarietà.

Rivolendo è stato bello rivedere in campo un Pellegrini capace di entrare in campo e incidere sulla partita, cioè quel Pellegrini che è mancato maledettamente in questo lungo periodo di lacrime e sangue. Ma poi tutto il resto non è che sia stato un successo.
A cominciare dalla questione infortuni, con Santon che prova a scattare e si ferma toccandosi la coscia, un guaio che fa salire tutto il cucuzzaro dei malanni muscolari a quota 43, roba che è, per distacco, record assoluto. Pure Perotti, uno che in stagione ha avuto problemi a tutti i muscoli, ha finito con qualche affanno, anche se nel dopo partita ha tranquillizzato parlando di crampi. Meglio, ma il problema degli infortuni è stato devastante, ci si può augurare solo che sia finita, ma dubitiamo.

E poi ci sono le ripetitività che ti lasciano senza parole: anche contro la Fiorentina incassato un gol nei primi quindici minuti, il quinto nelle ultime sei partite, pure qui roba che non ha precedenti. E a proposito di ripetitività pure contro la Fiorentina, Dzeko (splendido in occasione del lancio a Kluivert che ha dato origine al primo pareggio di Zaniolo) è rimasto a secco all'Olimpico dove in campionato non segna da fine aprile dello scorso anno, uno sproposito per un giocatore del suo livello. E, anche, guardando ai risultati delle altre partite (Milan e Lazio in particolare), quella contro la Fiorentina è stata l'ennesima occasione persa di una stagione ai confini della realtà. E, infine, c'è un gioco che non si capisce, con Ranieri costretto a presentare la Roma in campo con il terzo modulo diverso nelle ultime tre partite.Per rivedere il gioco, a questo punto, non si può che rimandare l'appuntamento alla prossima stagione. Ma adesso bisogna pensare al presente. Sabato, a Marassi, contro la Samp. Tre punti per continuare a sperare. Non ci saranno alternative.