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Julio Sergio a Radio Romanista: "Svilar mi ha impressionato"

L'ex portiere giallorosso: "Mile ha dimostrato di essere un portiere a cui ci si può affidare. De Rossi è partito dalle cose più semplici, renderà la Roma competitiva"

Julio Sergio alla Roma

Julio Sergio alla Roma

PUBBLICATO DA La Redazione
19 Febbraio 2024 - 19:45

Ai microfoni di Radio Romanista è intervenuto questo pomeriggio l'ex portiere brasiliano Julio Sergio, alla Roma dal 2006 al 2013 (con una parentesi in prestito a Lecce nella stagione 2011-12). Ex compagno di squadra del nuovo allenatore giallorosso Daniele De Rossi, Julio Sergio, oggi allenatore anche lui, con l'ultima esperienza da tecnico - in seconda - datata 2021, ha dunque parlato della situazione attuale in casa Roma, oltre che della situazione portieri che ha visto Svilar sorpassare per il momento Rui Patricio nelle gerarchie di DDR. Queste le sue parole:

Julio, ieri un’importante vittoria per la Roma contro il Frosinone. Hai visto le parate di Svilar?
“Non ho visto la partita, ho visto dopo gli highlights perché seguo sempre la Roma. Mi ha fatto una buonissima impressione”.

Svilar torna a giocare dopo un periodo di panchine giovedì a Rotterdam, e a fine gara si accascia per i crampi, a dimostrazione delle poche partite giocate. Dal punto di vista mentale un secondo portiere come fa a farsi trovare sempre pronto? C’è un segreto per attendere al meglio il proprio momento?
“Lui ogni tanto giocava, non è entrato all’improvviso. Il problema fisico di Rotterdam per me è più uno scarico mentale, lui sapeva che era un’opportunità importante, però ha fatto bene ogni volta che è stato chiamato in causa e ha dimostrato che su di lui ci si può contare. Adesso deve dimostrare anche che può portare punti nelle partite importanti e che può essere il portiere di una grande squadra”.

Nei panni di Rui Patricio, cosa potrebbe pensare il portoghese? Nella testa di un portiere in queste situazioni cresce la convinzione di aver terminato il proprio percorso, in questo caso a Roma, o prevale la professionalità in vista del termine della stagione?
Il portiere può perdere il posto in due modi: o glielo tolgono all’improvviso o può non rendere al meglio tecnicamente. Sono sicuro che anche Rui Patricio sa che poteva fare meglio, se hai dei problemi devi cercare di risolverli. Daniele poi è attento a queste cose e sa valutare in allenamento l’opzione migliore”.

Nel calcio moderno è importante avere un portiere che sappia uscire e che sia bravo coi piedi. Quali sono le differenze tra i portieri di quando giocavi tu e le nuove generazioni di portieri?
“La tecnica è cambiata, i modi di chiudere lo specchio, anche nelle uscite basse. È cambiato anche il gioco coi piedi per i portieri dal Barcellona di Guardiola in poi, il portiere adesso inizia la fase di costruzione e deve essere un giocatore ancora più completo. È sempre importante avere un portiere che possa adattarsi al calcio italiano. A Roma è successo con me, con Alisson e ora con Svilar. Lui sta approfittando di tutti i momenti in cui ha lavorato per avere un’occasione.

Ti occupi di scovare talenti. Consiglieresti un giovane portiere brasiliano alla Roma?
“Alisson, Ederson (ride, ndr). C’è un giovane brasiliano che si chiama Bento. Non è importante solo essere bravi, nel calcio italiano è importante per esempio avere anche il passaporto italiano, in modo tale da non occupare un slot per extracomunitari che i club italiani tendenzialmente preferiscono utilizzare per gli attaccanti. C’è Mycael che gioca con l’Under 20 del Brasile, un altro al Palmeiras che è bravissimo. Bento è il portiere dell’Atletico Paranaense per il quale so che si è già mossa l’Inter, è un portiere che può crescere molto per me. Se arriva in un club italiano con gli allenamenti giusti può fare bene”

Prima di salutarti, un passaggio sul recente cambio in panchina da Mourinho a De Rossi. Come vedi Daniele sulla panchina della Roma? Come ti sono sembrate le sue idee?
“Mourinho voleva sviluppare qualcosa nella squadra, con movimenti più complessi. Daniele ha impostato una difesa più semplice e ha trovato un Dybala che ha fatto bene nelle ultime partite, Lukaku che è sempre Lukaku e gli altri giocatori che stanno crescendo. La semplicità di quello che ha fatto si rispecchia nella grandezza dei risultati. Lui è stato umile a capire che doveva partire dalle cose più semplici e ha trovato i giocatori giusti, poi piano piano cercherà di non rendere la squadra prevedibile e l’anno prossimo cercherà di renderla competitiva. Ora verrò a vedere il derby per la prima volta da quando ho lasciato la Roma: sono anche io nervoso, spero di portare fortuna e qualche giovane portiere brasiliano”.

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