Da oggi, finalmente, possiamo dirlo. Magari sottovoce, con un po' di pudore, o meglio di scaramanzia, perché a noi della Roma le finali non ci portano troppo bene. Con quel senso di modestia che nasconde però una spavalderia guascona, testaccina sarebbe meglio dire. Gonfiando il petto o sussurrandolo a un amico. Ma possiamo dirlo. Avremo il nostro stadio. Ieri si è di fatto conclusa la Conferenza dei Servizi decisoria sullo Stadio della Roma. Dopo oltre cinque ore di lavoro si è arrivati al sostanziale benestare che tutti attendevano e che noi vi abbiamo anticipato ieri.

Resta da mettere nero su bianco le decisioni adottate ieri sera, ma da qui difficilmente si può tornare indietro. Ma veniamo alla cronaca dei fatti. Ieri mattina con qualche minuto di ritardo rispetto a quanto previsto si sono riuniti presso la sede della Direzione Regionale del Territorio, Urbanistica e Mobilità i rappresentanti dei quattro Enti chiamati a deliberare, lo Stato, la Regione, Roma Capitale e la Città Metropolitana. Sono stati consegnati subito i pareri e si è da subito preso atto dell'unanime volontà di giungere a dama. Dai proponenti è da subito filtrata, oltre all'ottimismo e alla fiducia nelle istituzioni che non sono mai mancate in queste settimane, anche una soddisfazione evidente per quanto si stava verificando. Sono servite però ore di lavoro per tentare di risolvere quei non piccoli problemi che pure permanevano.

Le prescrizioni e le raccomandazioni che i vari enti hanno richiesto non sono state poche. E, come vi abbiamo già scritto ieri, alcune sono apparse anche in contraddizione tra loro. La viabilità e la mobilità su tutto, sono rimasti incombenti sul progetto sino alla fine. Sulla mobilità interverrà direttamente la Regione erogando 180 milioni di euro per il rifacimento della linea della ferrovia Roma-Lido, cui si aggiungeranno 45 milioni dei proponenti per l'acquisto di nuove vetture. Un intervento diretto del Ministro per lo Sport Luca Lotti ha permesso di ammorbidire la posizione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti guidato da Graziano Delrio proprio sul tema della viabilità, rinviando la decisione sul famoso Ponte di Traiano ad altro contesto. Ponte che presumibilmente verrà realizzato grazie all'intervento di diretto del Governo. Perché come ha detto ieri l'Assessore regionale alle Politiche del territorio e alla Mobilità Michele Civita, uscendo dalla Conferenza, l'opera non riguarda solo lo stadio, ma «un quadrante della città in cui vivono migliaia di cittadini, che riguarderà migliaia di tifosi, che riguarda soprattutto la viabilità privata e il trasporto pubblico».

Una difficile mediazione

Proprio il lavoro della Regione, guidata da Nicola Zingaretti, ha permesso ieri di giungere a dama. Regione che, come vi abbiamo anticipato ieri, ha deciso di soprassedere a quelle che a molti sembravano carenze strutturali insuperabili della delibera voluta dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi lo scorso giugno, che aveva deciso di sacrificare sull'altare di una campagna elettorale ancora fresca nella memoria della sua base un progetto che avrebbe senz'altro avuto un ben più ampio respiro. Regione che si è fatta carico di ricondurre le parti coinvolte a una ragione che sa un po' di realpolitik, e molto di buon senso. Quello che troppe volte è mancato negli ultimi anni. Trovare la cosiddetta quadra del cerchio non è stato facile, ma ci si è riusciti con un mese abbondante di anticipo rispetto a quanto previsto e prescritto per legge. Questa volta non ci sono stati balzelli o ritardi, torri e trattative, minacce e novazioni, si è puntato un obiettivo e lo si è centrato. Con buona pace di chi questo progetto lo ha sempre ostacolato. Dalle 19 di ieri di fatto la Conferenza dei servizi è chiusa. Con la soddisfazione di tutti, dai proponenti alla Giunta Capitolina, che però in alcuni momenti in questi mesi ha temuto davvero per il peggio.

Il prossimi passi

Sarà necessario un supplemento di lavoro dei tecnici coinvolti per allegare al parere finale della Conferenza quella VIA, la Valutazione di impatto ambientale, senza la quale non sarebbe possibile procedere con i cantieri. VIA che dovrà necessariamente armonizzare le tante prescrizioni fatte ieri, e dovrà anche e soprattutto dirimere i conflitti di competenze che pure sono emersi. Un lavoro di cui si è fatto carico ancora una volta la Pisana, e che richiederà un nuovo incontro martedì prossimo, o al più tardi giovedì. Quello sarà il giorno del nero su bianco. Cui seguiranno ancora numerosi passi prima di veder posato il primo mattone. L'Assemblea di Roma Capitale dovrà ratificare le decisioni della Conferenza dei Servizi, poi sarà necessario stipulare la Convenzione tra Comune e proponenti, il vero e proprio contratto che legherà le due parti e stabilirà obblighi e doveri dei costruttori. A quel punto verranno messe a bando le gare di appalto europee per la realizzazione delle opere pubbliche, gare che richiederanno a norma di legge, qualora si decida per una procedura aperta, non meno di 35 giorni. Non è ipotizzabile che si possa arrivare alla posa della prima pietra prima di due o tre mesi, ma comunque non pensiamo di discostarci troppo dalla realtà se immaginiamo per la prossima primavera la fatidica data. Da oggi però lo possiamo dire, e se volete lo possiamo gridare. Perché da oggi lo sappiamo. Avremo il nostro stadio.