Chissà se quelle parole pronunciate da Ranieri a fine partita con la Spal saranno risuonate da monito nella testa dei giocatori. «Se la Roma va in Champions c'è un programma, altrimenti per molti di loro si cambia aria, perciò devono dimostrare di essere da Roma e di meritarsi quel che guadagnano». È presumibile (quanto auspicabile) che alle dichiarazioni pubbliche abbiano fatto seguito anche rimproveri a muso duro all'interno dello spogliatoio. Come è palese che allenatore e società - pur muovendosi su due piani differenti - abbiano adottato la stessa linea nei confronti di chi scende in campo. Ora sono tutti sotto esame, ogni componente della rosa deve mostrare di meritarsi la maglia della Roma. Condizione che finora è stata messa in pratica poco e male, tanto che nemmeno la scossa dei cambiamenti (da quelli in panchina a quelli in seno al club) sembra aver invertito la rotta.

Dalla serata storta di Ferrara al prossimo match contro il Napoli ci si immergerà in una lunga sosta. Due settimane che inevitabilmente dilateranno l'ennesima amarezza stagionale, quell'inopinata sconfitta sul campo della Spal che ha ulteriormente allontanato i giallorossi dalla zona Champions, permettendo nel contempo alle diretti concorrenti di tallonare da vicino la squadra di Ranieri alla vigilia del rush finale. Alla ripresa saranno dieci le gare mancanti al termine del campionato, che disegneranno la classifica definitiva e designeranno le qualificate alle coppe europee.
I giallorossi ne giocheranno sei all'Olimpico e le restanti quattro in trasferta, fra le quali il decisivo scontro diretto con l'Inter. Se proprio ci si può armare di un po' di ottimismo nonostante gli sconfortanti spettacoli offerti nelle ultime due gare di campionato, ci si deve appellare proprio al calendario. Fra le squadre in lizza per l'Europa (grande o piccola che sia, il mischione attuale non permette calcoli), la Roma è quella che avrà il minor numero di confronti con le altre contendenti. L'andamento con le cosiddette "piccole" non autorizza voli pindarici di sorta, ma è anche vero che tutte le squadre comprese fra il terzo e l'ottavo posto dovranno necessariamente sottrarsi punti l'un l'altra. E a meno di filotti improbabili per l'andamento di ognuna fino a questo momento, vuol dire che il gruppone procederà compatto o quasi fino alla fine. Se la Roma tornasse a essere una squadra almeno normale fin dal rientro dalla sosta, potrebbe avere ancora speranze.