AS Roma

Quarantasette anni per un unico amore

Durante Roma-Empoli, in Curva Sud, i Fedayn hanno festeggiato l'anniversario della loro fondazione. Prossima fermata del tifo romanista a Ferrara: già in 1300 per la Spal

13 Marzo 2019 - 09:21

La risposta è stata soffiata nel vento. È quella dei romanisti e della personale dedica ad una Roma che ha avuto bisogno di loro. «Soprattutto nei momenti difficili» recitava lunedì sera uno striscione giallo tinto di rosso posto nella parte bassa del cuore pulsante del tifo romanista, mentre il vento spirava con tutta la sua forza come a voler frenare - ma senza riuscirci - il canto dei presenti. Una missione fallita al cospetto di una Curva Sud che ha suonato la carica, aumentando l'intensità dei suoi cori per colmare i troppi spazi vuoti dello stadio Olimpico. Una serata in cui, come sempre, le bandiere si erano levate al cielo e fra di loro una capace di rimandare la mente ad un ragazzo scomparso nel maggio del 1990, il cui cognome da solo è talmente noto – tanto alle vecchie generazioni quanto alle nuove – da rievocare una montagna di ricordi. A pochi passi dal muretto posto alla destra del tabellone, osservando la Sud dal suo interno, sventolava con fierezza il vessillo in ricordo di Roberto Rulli. Fondatore il 12 marzo del 1972 del gruppo "Fedayn" e parte integrante del percorso che portò alla nascita del Commando Ultrà Curva Sud, pur mantenendo una autonomia che ha caratterizzato la storia del gruppo nato nel quartiere Quadraro.

Non esiste un romanista frequentatore degli spalti dello stadio Olimpico tra la fine del secolo scorso e gli inizi del nuovo millennio, che non abbia osservato con solenne rispetto l'immenso striscione posto sotto il tabellone luminoso. Quel "Brigata Roberto Rulli" che per anni è stato calamita per occhi innamorati rivolti verso la Sud. Un'occasione utile, il nuovo esordio di mister Ranieri sulla nostra panchina, per assistere ai festeggiamenti dei 47 anni di attività sugli spalti del gruppo che ha deciso di tirar fuori dai cassetti della memoria gli striscioni con alle spalle centinaia e centinaia di battaglie sportive. Momenti di festa in una fredda serata di marzo, ma non solo. A ridosso del fischio d'inizio, in quel di Piazza Mancini, era stata difatti esposta una dedica in ricordo di "Secco", un ragazzo che continua a tifare dall'alto dei gradoni più lontani dal manto verde. La prima "seconda" Roma di Claudio Ranieri ha disputato i quarantacinque minuti iniziali specchiandosi in una Curva Sud che, a sua volta, ha soffiato e cantato a gran voce contro il vento gelido spingendo la squadra nella ripresa alla conquista di tre punti di vitale importanza nella rincorsa alla quarta piazza. «Dimmi che hai bisogno di me», cantavano con forza gli oltre 30mila presenti alternando il loro incitamento al pensiero di quel lontano 11 marzo del 1973 pietra miliare del tifo giallorosso.

Prossima fermata Ferrara, dove saranno in 1.300 a colorare gli spalti del Paolo Mazza con i nostri colori. "In casa e in trasferta grida ancora", urlano a gran voce i romanisti a partire da un Udinese-Roma dell'ottobre 2009. A distanza di poco meno di dieci anni son cambiate tante cose, non il desiderio di tifare di chi è alle prese con il conto alla rovescia tipico di una trasferta alle porte. Attesa nella prossime ore una comunicazione della Spal in merito alla possibile vendita di altre centinaia di tagliandi, con la speranza di assistere all'acquisto di nuovi biglietti da parte di chi è tristemente rimasto a mani vuote. La prima in casa della Roma targata Ranieri è ormai in archivio, adesso è tempo di pensare alla trasferta di Ferrara.

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