Una settimana sulle montagne russe umorali, quella appena trascorsa. Dopo tante altre nelle quali cadute e risalite si sono alternate con allarmante regolarità anche sul campo, l'ultima avrebbe riportato la Roma nello sprofondo, se non ci fosse stata la scossa dei cambi. Veementi, importanti, molteplici. Poche ore per compiere una rivoluzione.

Nessuno può sapere prima della partita di stasera cosa attende i giallorossi, se la risalita nelle posizioni che gli competono o la prosecuzione del lungo stillicidio stagionale. La stessa gara con l'Empoli non potrà fornire indicazioni esaustive. Ancora pochi i giorni a disposizione di Ranieri per avere un quadro anche provvisorio delle scelte tecniche e tattiche. Anche perché le assenze che hanno falcidiato la squadra non permettono al nuovo tecnico di vagliare tutte le opzioni disponibili. Quantomeno nel match d'esordio.

Dodici finali

Ci sarà tempo e modo per recuperare tutti gli effettivi e giudicare il nuovo corso. Non molto tempo, a dirla tutta. Poco più di due mesi. Dodici partite, a cominciare da questa sera. Senza coppe, purtroppo. Dodici sfide per cercare in ogni modo di riconquistare la Champions, un terreno sul quale la Roma ha dimostrato di potersi e sapersi cimentare senza sfigurare, dopo anni di apprendistato. Al di là dello sfortunato epilogo di Oporto. E proprio per confermare il livello ormai acquisito, bisogna centrare l'obiettivo. Terzo e quarto posto non sono così distanti, considerando la partita in meno rispetto alle milanesi.

La corsa a tappe non sarà facile, costellata di salite e sovraffollata da una serie di contendenti anche imprevisti. Nel gruppone però i giallorossi hanno tutte le qualità per recuperare lo svantaggio e forse anche per staccarsi. A patto di risalire la china tanto dal punto di vista dei risultati (che pure nell'ultimissimo periodo difranceschiano non sono mancati, con venti punti conquistati in otto partite prima del derby) quanto da quello altrettanto fondamentale della concentrazione mentale. Proprio dove la squadra ha mostrato le maggiori lacune nel corso di questa travagliata stagione.

«Serve l'appoggio di tutti»

Lo stesso Ranieri ha tenuto a rimarcare più volte quanto l'aspetto mentale sia determinante in questa situazione. «La cosa più importante è la motivazione», ha tenuto a rimarcare anche nella conferenza stampa della vigilia, chiamando la tifoseria a raccolta in un momento in cui c'è bisogno del massimo supporto da parte di ogni componente: «Sarà importantissimo il pubblico che deve capire che questi ragazzi sono in difficoltà e devono sentirsi ben voluti». Un appello all'unità, rinsaldare le fila per trovare nuova linfa nella difficile rincorsa alle posizioni nobili. Difficile, ma non impossibile. Fin dal match di questa sera, un posticipo che arriva conoscendo già i risultati delle dirette antagoniste alla zona Champions, che hanno conseguito risultati positivi (e ovviamente negativi in ottica romanista).

I precedenti sorridono ai giallorossi, che all'Olimpico sono imbattuti, avendo conseguito dieci vittorie e due pareggi nelle dodici occasioni di incroci casalinghi con l'Empoli. Gli ultimi due match contro i toscani - prima dell'ultima retrocessione - sono terminati con uno scarto di due reti (3-1 e 2-0). Ma questa volta la Roma scenderà in campo priva dei suoi tre leader (De Rossi, Dzeko e Kolarov) e di giocatori importanti in ogni reparto. Su tutti la difesa, che perde tre dei quattro titolari nella precedente gestione (oltre al serbo, saranno out fra infortuni e squalifiche anche Manolas e Fazio). È proprio la fase difensiva quella alla quale presumibilmente il nuovo allenatore rivolgerà maggiore attenzione, per le sue abitudini e per rimettere a posto uno degli aspetti più carenti dell'annata. Per ripartire è bene cominciare dalle basi. E Ranieri è l'uomo adatto.