(Ri)tocca a lui. Frederic, meglio Ricky, Massara, cinquantanni appena compiuti, un passato da buon giocatore, grande amico di Max Allegri ai tempi del Pescara, direttore sportivo ufficialmente dal 2011, patentino conseguito con il massimo dei voti, poliglotta, allievo prediletto di Walter Sabatini. (Ri)tocca a lui prendere il posto di Monchi, così come fece quando Sabatini se ne andò sbattendo la porta del presidente Pallotta, per poi seguirlo, Sabatini) qualche mese dopo nell'avventura con i cinesi di Suning.

Ma il suo cuore era rimasto a Trigoria, tanto è vero che con gli uomini a occhi mandorla, come il suo maestro, ha resistito poco, tornando alla Roma nel giugno del 2018 con il ruolo formale di segretario generale, in realtà con quello di vice di Monchi. Ora ne prenderà il posto, avendo le spalle più larghe rispetto a qualche anno fa, con rapporti nazionali e internazionali sempre più consolidati, con la sufficiente esperienza per poter dire, stavolta, sono pronto a fare tutto da solo, consapevole delle difficoltà, disposto a convivere con le responsabilità, forte per accettare oneri e onori.

Perché la domanda, ora, è questa: Massara continuerà a essere il direttore sportivo della Roma anche dopo questi quattro mesi di interregno in attesa di un futuro tutto da riscrivere? La risposta Bob Dylan ci direbbe che soffia nel vento, nella realtà ce la daranno i prossimi cento giorni. Se gli sarà proposto, Massara risponderà che è pronto senza se e senza ma. Ma a una condizione: che non ci sia nessuno, vicino o lontano, a fargli ombra. Se toccherà a lui, vorrà farlo in autonomia per avere la certezza di godere dei successi o subire le sconfitte. Che la risposta gliela abbia suggerita Sabatini?