AS Roma

Contro il Napoli tocca ad Abraham

Con Dybala in infermeria, necessario che l’inglese si riprenda la Roma con i gol. Non segna all’Olimpico in campionato dalla doppietta al derby: era il 20 marzo

Tammy Abraham in Juventus-Roma

Tammy Abraham in Juventus-Roma (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Piero Torri
21 Ottobre 2022 - 10:00

Il Napoli è sempre più vicino. Tra meno di tre giorni, nel solito Olimpico da sold out (roba che non fa più notizia) e che non vediamo l’ora di risentire ancora, i giallorossi faranno il secondo (il primo è stato a San Siro contro l’Inter ed è andato alla grande) vero test in chiave ambizioni oltre il quarto posto (e ci fermiamo qui). Inevitabile, vista la posta in palio contro la squadra di Spallettone come lo chiama quel dritto di Mou, che si infittiscano le chiacchiere e le confidenze a proposito della formazione che lo Special One manderà in campo contro la prima della classe in una sfida che non può non avere anche il profumo dello scudetto. Ci sono vari dubbi a proposito della formazione: chi a destra tra Zalewski e Karsdorp? Chi a sinistra tra Spinazzola e il polacco? Chi a centrocampo tra Matic e Camara? Chi al fianco di Abraham come seconda punta? Tutti interrogativi legittimi. Ma sarete d’accordo con noi se c’è qualcosa che potrebbe pure stonare. Ovvero: perché tutti, ma proprio tutti, sono così sicuri che Tammy Abraham sarà titolare? Pure qui l’interrogativo ci può stare, considerando soprattutto un inizio di stagione del centravanti in controtendenza dopo la prima stagione dell’inglese con la nostra maglia: ventisette gol totali, un’empatia con l’ambiente che vale altre dieci reti, un senso di appartanenza che da queste parti ha un valore che nessuna carta di credito può garantire. L’esatto opposto di quello che è accaduto con l’inglese nella prima parte di questa stagione: appena due i gol realizzati, peraltro entrambi decisivi e che hanno garantito tre punti in più (il pareggio a Torino contro la Juventus dove si è ripreso il gol ingiustamente annullato nel passato campionato e la rete vittoria a Empoli), ma soprattutto la sensazione di un giocatore un po’ meno entusiasta e dentro la Roma, forse conseguenza dell’arrivo di Dybala con cui, evidentemente, doveva trovare ancora conoscenze e distanze per giocare al meglio.

Eppure, Abraham gioca, più Zaniolo che Belotti al suo fianco, ma Tammy titolare. E’ molto probabile che Mourinho sappia meglio di chiunque altro come, in un momento della stagione in cui dovrà fare a meno di Dybala (oltre a Wijnaldum che non ha mai avuto, cosa che troppo spesso viene dimenticata quando si parla della Roma) fino al prossimo anno solare, che il ritorno di Abraham a se stesso possa essere la garanzia migliore per cominciare a curare quel mal di gol con cui la Roma (Joya a parte) sta facendo i conti dall’inizio della stagione tra pali colpiti, gol clamorosamente falliti, grandi parate dei portieri avversari. Impossibile dare torto allo Special One. Ora serve il miglior Abraham per continuare a sognare Champions. E’ necessario che Tammy si reimposessi del se stesso conosciuto la passata stagione per garantire alla Roma le sue qualità migliori in questo scorcio di stagione che può risultare fondamentale per l’esito finale.

Sette partite da qui all’inedita e prolungata sosta per il Mondiale (Napoli, Helsinki, Verona, Ludogorets, derby, Sassuolo, Torino, cinque in casa, tre in trasferta) in cui Tammy nostro deve tornare a lasciare il segno. Volendo, anche per se stesso, visto che nella perfida Albione da qualche settimana la stampa sta insinuando la possibilitè che il commissario tecnico Southgate (quello per dire che non chiama Smalling e per quanto ci riguarda ci auguriamo che continui a farlo) all’ultimo possa decidere di non portarlo in Qatar. Eventualità che sicuramente potrebbe avere ripercussioni per Tammy che è un ragazzo che vive di emozioni e siamo sicuri che se dovesse non andare al Mondiale per lui sarebbe una bella botta al morale (così come lo sarà per Wijnaldum e, se non dovesse recuperare, anche per Dybala). E tutto questo, in chiave della nostra Roma, è una cosa che non ci farebbe per niente piacere.

E allora Tammy batti un colpo. In quell’Olimpico che ti ha amato dal primo giorno che vi siete conosciuti, tu a lanciare il cuore alla gente romanista, i tifosi a lanciarti il loro. E’ ora che l’inglese torni a esultare, con tutti noi, nello stadio colorato di giallorosso. Anche perché, pure se a qualcuno potrà suonare strano, l’ultimo gol conosciuto di Abraham all’Olimpico è datato cinque maggio, quella capocciata al Leicester dopo una manciata di minuti che ci lanciò verso il sogno realizzato a Tirana. Se poi andiamo a vedere i gol in campionato, il digiuno casalingo dell’inglese è ancora più datato. Ovvero il derby di ritorno stravinto per tre a zero, doppietta dell’inglese a rimettere la Roma al centro del villaggio. Era il venti marzo, da allora in campionato l’inglese non ha più segnato all’Olimpico. E’ ora che il digiuno venga interrotto. E visto che Tammy ci ha fatto vedere che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, quale migliore occasione di quella contro il Napoli per mettere fine al digiuno casalingo?

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