Il protagonista

Capitan Pellegrini, il giocatore tuttofare di Mourinho

Il numero 7 ha le stesse responsabilità, nonostante la posizione arretrata. Si divide tra fase difensiva e offensiva: aiutando Cristante e impostando con Dybala

Pellegrini dopo il vantaggio contro la Cremonese

Pellegrini dopo il vantaggio contro la Cremonese (As Roma via Getty Images)

Matteo Cirulli
26 Agosto 2022 - 16:30

Con l’arrivo di Paulo Dybala alla Roma erano tantissimi i tifosi curiosi di capire quale sarebbe stato il ruolo di Lorenzo Pellegrini nella Roma 2.0 di José Mourinho. Molti erano sicuri che avrebbe mantenuto il posto perché “sicuramente” (a detta loro) Zaniolo sarebbe stato ceduto in questa sessione di mercato, lasciando quindi il posto al capitano affianco alla Joya e dietro a Abraham. Ma col passare del tempo (e la mancata cessione di Zaniolo) i dubbi continuavano a crescere. “Ma se lo metti tra i due centrocampisti lo sprechi, aveva trovato continuità dietro Abraham” dicevano alcuni. Prime amichevoli con Pellegrini in campo, ruolo? Centrocampista centrale, affianco a Cristante. E non ci mette tanto a far ricredere tutti. Lorenzo gioca benissimo anche in quel ruolo, perché non importa la posizione, ma importa giocare per quella maglia lì, con quella fascia al braccio. Pellegrini nella nuova posizione ritagliata appositamente da Mourinho ha molto più spazio di manovra e, a differenza di come molti pensavano, non si pesta i piedi con Dybala, anzi: i due sono più in sintonia che mai. Nelle prime due partite di campionato sia l’argentino che il capitano giallorosso si sono distinti come fulcro principale delle azioni della Roma, creando in totale 32 azioni che hanno portato al tiro (17 la Joya e 15 Pellegrini), per una media di circa 17 azioni da tiro ogni 90 minuti di gioco. Se si considera inoltre che la Roma è la migliore squadra in campionato, insieme al Napoli, per tiri (41 tentati sia dai giallorossi che dai partenopei), si capisce che Pellegrini e Dybala non solo possono convivere, ma sono addirittura fondamentali nella costruzione della manovra offensiva della Roma.

A conti fatti, la posizione più arretrata esalta il classe 1996 di Cinecittà: è il secondo miglior giocatore per passaggi chiave per la Roma (ne ha forniti 6, dietro solamente a Dybala con 9), oltre ad essere il primo giocatore per chilometri percorsi in partita (11km, a pari merito col compagno di reparto Bryan Cristante) e il secondo miglior centrocampista della Roma per palle recuperate (12, dietro a Cristante con 15). Ma il giocare così lontano dalla porta non è un limite, ma anzi, gli permette di impostare meglio l’azione: insieme a Cristante è il miglior giocatore della Roma per passaggi progressivi, ovvero quel tipo di passaggi che spostano la palla verso la rete avversaria di almeno 9 metri dal suo punto più lontano negli ultimi sei passaggi, oppure una circolazione completata all'interno dell'area di rigore.

Fondamentale anche su calcio piazzato: la scorsa stagione ha segnato ben 5 gol da palla inattiva: 3 su punizione (contro Cagliari, Juventus e Lazio) e 2 su calcio di rigore (contro Udinese e Torino), oltre ad aver iniziato la stagione in casa all’Olimpico, tra la sua gente, con un assist per il colpo di testa vincente di Chris Smalling, lo scorso lunedì contro la Cremonese, firmando così il suo 37° assist con la maglia della Roma. 
Sabato pomeriggio, all’Allianz Stadium di Torino, contro la Juventus, con molta probabilità tornerà nel ruolo occupato la scorsa stagione: data l’assenza di Nicolò Zaniolo per infortunio (e non perchè vestirà la maglia bianconera, come auspicava qualcuno) il capitano giallorosso affiancherà Dybala nei due trequartisti a sostegno di Abraham, lasciando quello che ormai Lorenzo può tranquillamente definire “il suo ruolo”.

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