Il Sette

Carisma e appartenenza, guida capitan Lorenzo Pellegrini

Al secondo anno con la fascia al braccio è sempre più leader del gruppo. L'ex Primavera con Mourinho ha raggiunto la maturazione e il record di gol personali

Capitan Pellegrini in azione durante il pre-campionato

Capitan Pellegrini in azione durante il pre-campionato (GETTY IMAGES)

13 Agosto 2022 - 10:20

Lorenzo Pellegrini è il Capitano della Roma. Capitano con la “C” maiuscola, quella di cui pochi possono fregiarsi, quella che si usa quando un giocatore può riassumere tutta una serie di valori, qualità e caratteristiche che vanno ben oltre una fasscia di stoffa sul braccio, soprattutto da queste parti. Lui è uno che con quei valori ci è cresciuto, da romano e romanista ha vestito la maglia della Primavera e ne è stato il capitano, prima di andare a “farsi le ossa” con il Sassuolo per poi tornare alla base. Dopo anni di crescita, adattamento alle aspettative e tutta una serie di critiche prolungate e ingenerose, Pellegrini nella scorsa stagione ha completato un percorso di maturazione, sul campo e fuori, che lui ha affrontato in silenzio confermandosi come uno dei talenti migliori del nostro calcio e come uomo degno dello status che ora ricopre. Dopo la diatriba tra Dzeko e Fonseca la fascia era finita sul suo braccio e Mourinho gliel’ha lasciata. Il portoghese lo ha sempre portato come esempio («se avessi tre Pellegrini giocherebbero tutti», ha detto in conferenza stampa poco meno di un anno fa) elogiandone le qualità tecniche e morali e lo Special One non è uno che regala complimenti. Ha scelto in Pellegrini il suo leader, quello che deve sostentare la squadra nei momenti di difficoltà o rialzare la tensione quando necessario. Il numero sette ha risposto con il record di gol personali in tutte le competizioni (14 in 41 partite, con 8 assist) e diventando il primo capitano romanista ad alzare un trofeo targato Uefa nella storia del club.Poi ci sono gesti che spiegano davvero cosa sia un capitano, più di ogni statistica: c’è quel recupero a perdifiato della scorsa stagione contro il Venezia a negare al 96’ un gol agli avversari lanciati in contropiede in due contro uno, o anche quel dialogo con Zaniolo al centro del campo nell’ultimo ritiro in Portogallo che è difficile pensare che non abbia aiutato nella permanenza nella Capitale del numero 22.

L’immagine più significativa di cosa significhi la Roma per Pellegrini è nel suo sguardo dal tunnel dell’Olimpico durante la presentazione della squadra: amore, fierezza e senso di appartenenza a quei colori, a quella gente, alla Roma stessa. All’Arechi Lorenzo comincerà la seconda stagione da capitano indiscusso della Roma e la sua guida è uno dei punti di riferimento su cui i giallorossi si appoggeranno per «continuare con lo stesso entusiasmo dello scorso anno, verso altre vittorie», citando lo stesso Pellegrini nel suo discorso all’Olimpico strapieno del 7 agosto.

La prima trasferta

Arretrato in mediana nel 3-4-2-1 che Mourinho dovrebbe schierare a Salerno, il capitano sarà certamente titolare, con lo Special One che sembra sostanzialmente orientato a confermare l’undici di partenza visto contro il Tottenham e contro lo Shakhtar Donetsk. Con Rui Patricio tra i pali, la difesa vedrà il trio Mancini-Smalling-Ibañez, Karsdorp a destra e Spinazzola (favorito su Zalewski) a sinistra e poi uno tra Cristante e Matic (col serbo in  vantaggio) vicino a Pellegrini al centro. Davanti tutta quella qualità e fantasia che ha regalato già qualche sprazzo nell’ultimo test prestagionale: Dybala e Zaniolo alle spalle di Abraham. Questa mattina la Roma svolgerà l’allenamento di rifinitura, per poi partire alla volta di Salerno nel pomeriggio.

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