AS Roma

Dopo un'estate di silenzio oggi tocca a José Mourinho

Oggi a Trigoria tornerà a parlare in conferenza. L’asticella ormai è stata alzata. Il tecnico ha già le sue certezze. Vuole la squadra protagonista

Mourinho esulta dopo la vittoria a Tirana

Mourinho esulta dopo la vittoria a Tirana

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
13 Agosto 2022 - 09:30

Trigoria, ore 15. Finalmente è 13 agosto e, come promesso, parla Mourinho. Promesso e mantenuto, più che altro per contratto, ma forse un po’ di voglia di parlare ce l’ha anche il buon José. Dopo un’estate di sussurri più social che parlati, tra foto e story, spesso prestati a interpretazioni variegate, ricomincia la stagione, la sua seconda in giallorosso. Il pensiero, per strascichi mentali, o meglio sentimentali, va ancora a Tirana. All’epilogo, cioè, del primo “titulo” conquistato con la Roma da Mourinho, già al suo primo tentativo. Sì, già. Perché “a Roma è più difficile vincere”, perché “non si vince da troppo tempo”, perché “si festeggia troppo”. Che poi, chi debba stabilisca quanto e come si debba festeggiare è tema che lasciamo ad altri. Non si adagia certo sugli allori, José, né ci si aspetta che parli ancora della Conference League vinta in sala stampa a Trigoria. Guarderà avanti, come sempre. È la sua mentalità e la sua forza.

Ma un po’ di voglia di parlare l’avrà anche lui, se non altro perché, come tutti gli allenatori, avrà sempre qualcosa da ridire sul mercato. Chi non vorrebbe la rosa perfetta, con anche un tassello in difesa e uno in attacco? E perché no, anche un altro a centrocampo? Ma la Roma in questa lunga estate il mercato l’ha fatto molto a misura del suo allenatore. Matic, Dybala, Wijnaldum, senza dimenticare Celik e Svilar (adocchiato proprio da Mou tempo addietro), sono innesti che consentiranno a Mourinho di voltarsi verso la panchina senza troppi grattacapi come spesso “lamentato” dal tecnico di Setubal nella scorsa stagione.

È stato in disparte, fin dai primi giorni, ha preferito far parlare il lavoro, suo e della proprietà, e con ironia ogni tanto pubblicare qualcosa sui suoi social network, le sue braccia conserte, i suoi piedi a riposo, ma ha anche applaudito il lavoro della società, come ad esempio quando ha svelato il nuovo campo in costruzione al centro tecnico Fulvio Bernardini. Ha fatto il “social media manager” il giorno della presentazione della squadra, riprendendo i suoi calciatori mentre venivano chiamati ad uno ad uno in campo. Perché è loro la scena, come ha scritto poche ore dopo la sfida con lo Shakhtar su Instagram. Strategia comunicativa? Forse, ma anche semplicemente lavorativa.

Pronti via, allora. Mourinho sa che la stagione che inizierà domani per la Roma è il momento dell’upgrade. Lo dice l’attesa che si è generata nella piazza dopo la campagna acquisti, lo dice la storia dello Special One che, secondo le statistiche (e toccando ferro), fa registrare nel secondo anno il momento clou del suo lavoro in un club. Lo dicono le sue partenze nei tornei di mezza Europa (12 vittorie, 7 pareggi a una sola sconfitta). Lecito aspettarsi un Mourinho che abbasserà le pretese davanti ai media, ma chi lo conosce bene sa che l’ambizione di uno come lui non conosce confini. Sarà questa con tutta probabilità la sua scommessa per la stagione: dopo la quadra trovata con il sistema di gioco e un organico ancora più “mourinhano”, ottenere l’equilibrio tra ambizione e mezzi a disposizione. Sempre dentro una “famiglia”.

Ha un anno in più di Roma sulle spalle, la prima stagione è stata anche «di lacrime e sangue», come la definì dopo uno dei passi falsi dello scorso campionato, ma durante il suo percorso a Roma ne è stata fatta di strada se si è vinto un trofeo europeo che mancava all’Italia proprio da quando c’era Mou, all’Inter, e se si è valorizzata (e adesso rafforzata e in via di completamento) anche una rosa che è un mix di giovani di talento e calciatori esperti e di classe, all’insegna della qualità e della fisicità. A misura di José, dunque. Con l’intento di velocizzare il processo di crescita: aveva chiesto tempo, poco più di un anno fa, qualcosa è cambiato nel frattempo. «Bisogna vedere come continuano i progetti», aveva detto prima di Tirana a proposito dei prossimi due anni di contratto. Una prima decisa risposta i Friedkin l’hanno data con il mercato estivo. La Roma va avanti ed è sempre più mourinhana. Ora non resta che sentire la sua dalla sua viva voce, la voce del padrone.

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