il protagonista

"Olé Olé Olé, Nico Nico", Zaniolo scalda i cuori dell'Olimpico

L’eroe di Tirana appare in grande spolvero: ispira e va a segno. Dopo un’estate di chiacchiere, l’amore reciproco con i tifosi è l’unica cosa che conta

Zaniolo esulta dopo il gol allo Shakhtar

Zaniolo esulta dopo il gol allo Shakhtar (As Roma via Getty Images)

08 Agosto 2022 - 11:00

Sarà l’onda lunga dell’entusiasmo per la vittoria in Conference grazie al suo gol, sarà per le giocate con cui delizia gli oltre 60mila sugli spalti già dai primi minuti, sarà perché il rapporto con i romanisti è da sempre speciale, sarà anche per le continue e insistenti chicchiere che lo vorrebbero lontano dalla Capitale (un refrain che va avanti fin dai suoi esordi). Sarà per tutti questi motivi, e chissà quanti altri, ma Nicolò Zaniolo è ancora l’assoluto protagonista di una Roma che già coccola Dybala, ma allo stesso tempo non dimentica il suo talento col numero 22. 

Feeling unico

Il rapporto viscerale tra Nicolò e la gente romanista è stato ribadito ieri sera, già nella fase di presentazione della squadra, quando i giocatori sono stati chiamati ad acclamati uno ad uno. Ancor prima che lo speaker lo annunciasse, la Curva Sud ha iniziato a intonare: "Olé olé olé olé... Nico, Nico". Quindi il boato, a scandire il cognome che per certi versi evocherà per sempre la cavalcata europea e la notte di Tirana: "Zaniolo!". Lui ha ringraziato e applaudito, guadagnando il centro cel campo con il suo passo sicuro.

E quando la partita è iniziata, sono bastate due sue cavalcate, con tanto di dribbling ai danni dei giocatori ucraini, per infiammare il pubblico. L’intesa con Dybala, Pellegrini e Abraham è già ottima, e il gioiello di casa ha dimostrato già una condizione atletica impressionante. Ha svariato su tutto il fronte offensivo, colpendo anche un palo con una delle sue bordate mancine. Rammaricato, il 22 si è messo le mani nei capelli, ma l’appuntamento è stato soltanto rimandato. Allo scoccare dell’ora di gioco, è scattato sull’imbucata centrale di El Shaarawy e ha battuto Pyatov con un tocco che ha ricordato quello con cui Edin Dzeko batté lo stesso portiere nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League 2017-18. Nuova ovazione, e quel coro ripetuto nella bolgia dell’Olimpico che all’unisono intona: "Olé olé olé olé... Nico, Nico". Quando ha lasciato il campo a Wijnaldum, l’uscita è stata scandita dagli applausi del suo popolo, lo stesso che lo ha sempre sostenuto nei momenti bui vissuti negli anni passati, e che non vede l’ora di vederlo con gli altri “tre tenori” anche nelle gare ufficiali.

Giù le mani

Il tutto, con buona pace di molta stampa, che ormai fa di Nicolò un tormentone estivo, evidentemente nella speranza di allontanarlo dalla Roma per vederlo in altre casacche (magari a strisce). Già pochi giorni dopo il trionfo in Conference e la festa per le strade di Roma, si parlava di uno "Zaniolo scontento" o di "caso Zaniolo". Figurarsi poi con l’operazione Dybala che andava in porto: per lui, secondo tanti, non ci sarebbe stato spazio per lui nella nuova Roma. Chiacchiericcio, e nulla più, anche perché la Roma non vuole perderlo e lui ha da sempre manifestato la voglia di rimanere a lungo. Premesso che nel calcio moderno nulla va dato per scontato e che tutto può succedere, allo stato attuale questa è davvero l’unica cosa che conta: l’amore reciproco tra Zaniolo e il popolo romanista, che si preparano a iniziare la quinta stagione insieme. La speranza è che possa essere ancor più memorabile di quella scorsa: con questi giocatori, sognare non è vietato

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