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Zaniolo: "Mourinho bastone e carota, è un vincente"

L'attaccante giallorosso: "Lui mi ha insegnato a mordermi la lingua in certe situazioni: muto in campo a lavorare di più. Quest'anno è andato molto bene"

Zaniolo e Mourinho dopo la finale di Tirana (Getty Images)

Zaniolo e Mourinho dopo la finale di Tirana (Getty Images)

18 Giugno 2022 - 08:23

Nicolò Zaniolo ha rilasciato una intervista a Sportweek. Dopo le anticipazioni di ieri, queste le sue parole:

Bilancio di questa stagione: cosa salvi e cosa cancelli?
"Quest'anno è andato molto bene, dal punto di vista fisico ho avuto pochissimi problemi dopo due infortuni molto gravi ed era questo il focus. Era fondamentale non fermarsi, era fondamentale riprendere continuità, tornare a essere un calciatore e mettere dentro prestazioni come ho fatto. Era da folli pensare che tornassi in campo dopo due anni e riuscissi a fare 25-30 gol, sono contento di com'è andata, dei miei 8. Con trofeo. La Conference League era il nostro obiettivo e l'abbiamo portata a casa. Sono felicissimo".

Con la caviglia già dolorante, ma presente e in gol: che finale col Feyenoord!
"Ci dovevo essere per forza, è un grosso risultato che volevamo e dovevamo ottenere per la squadra, per la città, per i tifosi e per noi stessi. Farcela con un mio gol è stato bellissimo".

Conference League più qualificazione in Europa League. Nessun rimpianto?
"È stata una stagione molto faticosa, abbiamo giocato 50 partite, certo abbiamo perso dei punti che potevamo evitare di perdere, però abbiamo anche costruito qualcosa di importante. Erano tanti anni che la Roma non giocava una finale in una coppa europea, l'abbiamo anche vinta, quindi è andata bene, benissimo"..

Il derby è questione di vita o di morte. A Roma non puoi viverlo altrimenti.
"Senti la maglia che hai addosso e tutta la gente per cui la indossi. Avevamo perso un derby in casa che non volevamo perdere, ho un po' rosicato ed è venuto fuori quel gesto. Chiedo scusa, ancora".

Radio mercato parla da mesi ormai dell'interessamento di Milan, Juve e una squadra all'estero, il Newcastle...
"L'interesse di queste grandi squadre mi fa piacere: se pensano a te vuol dire che vali. Mi alleno ancora più motivato: voglio dimostrare che sia giusto essere accostato a questi top club".

Il primo gol in Conference League, 400 giorni dopo l'ultimo, contro il Trabzonspor è stato un sospiro di sollievo?
"È stato un traguardo: la strada che mi ha portato a quel gol è stata lunga e ho passato diversi momenti difficili. Quindi lì ho detto a me stesso: da ora sei tornato davvero a giocare".

La tripletta al Bodo il momento più importante?
"Sì, per l'importanza della partita, per la difficoltà della partita, perché all'andata avevamo perso 2-1 quindi dovevamo vincere per forza. È stata una delle notti più belle da quando gioco".

Mou, bastone e carota: dice che la gente è ossessionata da te, che dovrebbero lasciarti tranquillo. Poi ti mette seduto in panchina. Cosa ti ha insegnato?
"Proprio così, bastone e carota. È un vincente, non servo io a ricordare quello che ha vinto. E mi ha insegnato a entrare in campo nella fase difensiva, dove dovevo migliorare e devo farlo ancora. E mi ha aiutato a gestire certe situazioni: in passato avrei reagito male o peggio per l'esclusione da partite per me molto significative. Lui mi ha insegnato a mordermi la lingua: muto e in campo a lavorare di più".

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