Non sono necessariamente i più belli, nonostante non manchino gesti tecnici e splendide azioni corali: nello stilare la top ten dei migliori gol della Roma nella stagione appena (trionfalmente) conclusa, abbiamo tenuto conto di diversi parametri. Come ad esempio il peso specifico della rete in questione: ecco perché, nonostante ci siano stati gol sicuramente più belli rispetto a quello di Zaniolo col Feyenoord, il centro che ci ha regalato la Conference League non poteva certo mancare. Perché, tra gli aspetti presi in esame, c'è anche l'emozione che ci hanno provocato, le grida a squarciagola che ci hanno causato, gli abbracci e le lacrime che ci sono costati. Di certo ci sono esclusioni eccellenti (basti pensare alla rete di Abraham con il Leicester, ad esempio, che ci ha portato in finale), ma abbiamo optato anche per una differenziazione dei giocatori, oltre che della tipologia dei gol. Del resto, ridurre a una lista di 10 le 95 reti della prima Roma targata Mourinho non era certo un'impresa facile, anzi.

1 El Shaarawy

Il 12 settembre all'Olimpico la Roma trova in extremis la quinta vittoria in cinque partite giocate fino a quel momento: agli sgoccioli di una gara sofferta, in cui i giallorossi rischiano anche di trovarsi sotto, è uno splendido destro a giro di Stephan El Shaarawy sotto la Curva Sud a fare esplodere l'Olimpico... e José Mourinho. Per il portoghese è una gara speciale a livello personale, dato che si tratta della sua millesima panchina in carriera: perciò, quando al 91' il Faraone firma il 2-1, lo Special One corre con il pugno al cielo verso la Sud: immagini che andrebbero accompagnate con la celebre colonna sonora di Momenti di gloria di Vangelis.

Il tiro a giro di El Shaarawy che ha permesso alla Roma di vincere con il Sassuolo @Mancini

2 Pellegrini/1

Dopo essere passati per i playoff, i giallorossi fanno il loro debutto in Conference League il 16 settembre, in casa contro il CSKA Sofia. I bulgari si portano subito in vantaggio, ma è il nostro Capitano, Lorenzo Pellegrini, a rimettere le cose a posto segnando il nostro primo gol nella fase a gironi. Cross di Karsdorp, il 7 controlla col destro sul limite dell'area e - sempre col destro - disegna una traiettoria a pallonetto da leccarsi i baffi, che non lascia scampo al portiere avversario. Rotto il ghiaccio con questa magia, la Roma dilaga e vince 5-1, assicurandosi i primi tre punti in un cammino che si rivelerà poi trionfale.

Lorenzo Pellegrini esulta per il gol al CSKA Sofia (Getty Images)

3 Pellegrini/2

Non contento del capolavoro col CSKA Sofia, Lorenzo il Magnifico concede il bis tre giorni dopo al Bentegodi contro il Verona: sotto una pioggia torrenziale, il fantasista di Cinecittà - di nuovo su cross di Karsdorp - si inventa un colpo di tacco magistrale che sblocca la partita e ci permette di andare al riposo in vantaggio. Purtroppo non basta, perché nella ripresa i gialloblù rimontano e costringono Mou e i suoi alla prima sconfitta stagionale, ma la perla di Pellegrini rimane uno dei gesti tecnici più belli (se non il più bello in assoluto) dell'annata.

Lorenzo Pellegrini esulta per il gol al Verona @Mancini

4 Felix Afena-Gyan

Mou pesca il jolly dalla panchina: il 21 novembre a Marassi, contro il Genoa che ha appena preso Shevchenko come allenatore, la partita è bloccata e sembra destinata a scorrere via senza reti. Ma a 15' dalla fine il tecnico di Setubal azzecca la mossa vincente: fuori Shomurodov, dentro il ghanese classe 2003 Felix Afena-Gyan. L'attaccante si rivela decisivo: all'82' trova il suo primo gol su imbeccata di Mkhitaryan, quindi in pieno recupero indovina un bolide a giro dalla distanza che fulmina Sirigu e garantisce ai giallorossi tre punti preziosi. Un gol splendido per intuizione ed esecuzione.

Felix Afena-Gyan esulta per la rete al Genoa (Getty Images)

5 Abraham/1

Dopo un periodo di ambientamento iniziale (non privo di gol), Tammy Abraham inizia a segnare a raffica. Il 25 novembre, nel 4-0 rifilato agli ucraini dello Zorya Luhansk, arriva la sua prima doppietta in giallorosso. La seconda rete l'inglese la realizza con una bellissima rovesciata, a dismostrazione del fatto che la tecnica non gli manca. Ininfluente ai fini del risultato, il gol merita di diritto di essere tra i migliori della stagione per la sua bellezza.

Il gol in rovesciata di Tammy Abraham allo Zorya Luhansk (Getty Images)

6 Abraham/2

Rieccolo, Tammy! Stavolta in tandem con Zaniolo, col quale affina partita dopo partita un'ottima intesa. Il 5 marzo sono proprio loro due a confezionare il gol della vittoria sull'Atalanta all'Olimpico: Nicolò mette giù spalle alla porta il lancio di Karsdorp, quindi gira sull'inglese che si infila tra Palomino e Djimsiti (evitando l'intervento difensivo del primo) e, pur in precario equilibrio, trova la coordinazione per battere Musso: da applausi.

L'abbraccio di Abraham e Zaniolo dopo il gol all'Atalanta (Getty Images)

7 Pellegrini/3

In un derby a senso unico, indirizzato dopo meno di un minuto e virtualmente chiuso al 22', la ciliegina sulla torta è l'arcobaleno giallorosso dai 30 metri disegnato su punizione da Lorenzo al 40'. Giusto per rendere assoluto e incontestabile il nostro dominio. Non è certo l'unica magia del Sette sotto al sette, ma è sicuramente la più goduriosa e la più iconica, considerando il contesto e la sfida.

Pellegrini batte il calcio di punizione che diventerà il 3-0 alla Lazio nel derby di ritorno (Getty Images)

8 Mkhitaryan

Marassi, evidentemente, ci ispira prodezze. Dopo Felix contro il Genoa, con la Samp arriva l'azione corale più bella dell'anno: la finalizza Mkhitaryan con un tap-in da due passi, ma è un'autentica delizia per i tattici (oltre che ovviamente per i romanisti). Tutto in velocità, in uscita dalla difesa: Mancini, Karsdorp, Abraham, sponda per Mkhitaryan, palla larga a sinistra per Pellegrini, dentro per Zalewski che mette in mezzo, Abraham stoppato, arriva l'armeno e sigla l'1-0 che vale la vittoria. In scioltezza.

Il gol di Mkhitaryan contro la Sampdoria, nato da un bel fraseggio di squadra (Getty Images)

9 Zaniolo/1

Dopo il ko per 6-1 di ottobre e le palle di neve lanciate ad Abraham nell'andata dei quarti di Conference, il 14 aprile in un Olimpico stracolmo annientiamo il Bodø/Glimt in una gara a senso unico: il mattatore è Nicolò Zaniolo, autore di una tripletta. Ognuna delle sue reti è di pregevole fattura, ma la seconda con uno scavetto in stile Totti su imbeccata di Zalewski vale il 3-0 ancor prima dell'intervallo e chiude virtualmente i giochi.

Il pallonetto di Zaniolo nei quarti di Conference League contro il Bodø/Glimt (Getty Images)

10 Zaniolo/2

Ancora Nico, l'uomo del destino in Europa: stavolta in palio c'è la Conference, e a Tirana il 22 compie la magia che ci regala un trionfo atteso 61 anni. Lancio col contagiri di Mancini, Trauner manca l'intervento aereo e alle sue spalle c'è Zaniolo, che controlla col petto; il portiere è in uscita e Aursnes gli si fa incontro per contrastarlo, ma con un'astuta puntata mancina il fantasista giallorosso beffa entrambi e fa esplodere la Kombetare Arena a netta maggioranza romanista. Mancini e compagni difenderanno quel gol con le unghie e con i denti nella ripresa, per poi esplodere al triplice fischio. La Coppa è nostra! Delirio nella Capitale e il giorno seguente bagno di folla per la squadra: come si poteva mai escludere il gol che ci ha fatto vivere un'emozione del genere?

Il gol di Zaniolo in finale di Conference League contro il Feyenoord (Getty Images)