Dichiarazioni

Pastore: "Sono contentissimo per quello che la Roma ha fatto in Conference"

L'argentino: "Con Di Francesco non c’è mai stato feeling. Dopo il primo anno la società voleva cedermi, Fonseca, dopo il ritiro, decise di trattenermi"

Javier Pastore con la maglia dell'Elche (Getty Images)

Javier Pastore con la maglia dell'Elche (Getty Images)

La Redazione
08 Giugno 2022 - 17:22

Javier Pastore ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Tra i temi trattati il suo passato giallorosso. Queste le sue parole: 

Alla Roma invece la sua avventura non è stata indimenticabile. Perché?
"Per tanti motivi. In primis, con Di Francesco non c'è mai stato feeling. Ero arrivato a Roma per fare la differenza, dopo aver rinunciato a un quinquennale con il Psg dove avevo davanti Di Maria, Neymar, Mbappé, Cavani… La società mi voleva fortemente, il mister no. Provò a schierarmi mezzala, poi mi lasciò fuori e cominciò a dire cose sbagliate su di me. Con Fonseca invece c'era un bel rapporto. Purtroppo però dopo il suo arrivo ho dovuto fare i conti con i problemi all'anca. A dicembre mi sono fatto male, per sei mesi mi sono allenato soffrendo e prendendo antinfiammatori. Tornavo a casa e passavo 4-5 ore sul divano, non ero in grado neppure di giocare con i miei figli. In estate decisi di operarmi, quella non era la mia vita".

Avrebbe potuto lasciare prima la Capitale?
"Sì, ma mi fu chiesto di rimanere. Dopo il primo anno con Di Francesco la società voleva cedermi. Fonseca stoppò tutto per valutarmi in ritiro e, alla fine, decise di trattenermi. Mi disse che secondo lui ero uno dei più forti in squadra, che avrei fatto la differenza e mi avrebbe riportato al top. Ero entusiasta, però a dicembre mi sono infortunato e non sono riuscito a dargli quello che speravo. Nell'estate 2020 decisi di operarmi per rimettermi in forma, sei mesi dopo ero a disposizione ma la società aveva scelto di tagliarmi. E così l'anno scorso non mi hanno mai dato l'opportunità di mostrare che stavo bene".

I suoi ex compagni, quest'anno, hanno vinto la Conference League. Ha continuato a seguirli anche dopo il suo trasferimento?
"Certo. Sono contentissimo per quello che hanno fatto: nella Capitale ho tanti amici, romani e romanisti, che meritavano di vincere. La Roma è una grande squadra, ha una tifoseria caldissima. E, al contrario di quello che può sembrare da certi commenti sui social, mi sono sempre sentito apprezzato. Per strada, nei negozi, ho sempre ricevuto supporto dalle persone che incontravo".

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