C'è una data che fa da spartiacque, nella prima stagione di Tammy Abraham con la Roma. È il 18 dicembre scorso, quando i ragazzi di Mou travolgono 4-1 l'Atalanta a Bergamo con quella che, fino a quel momento, è la migliore prestazione stagionale. Quel giorno il centravanti di Camberwell segna due reti, salendo a quota 12 totali. Nell'intervista post-partita, un ex calciatore oggi opinionista chiede a Mourinho: "Abraham è davvero un attaccante da 20 gol a stagione? Cosa gli manca per diventarlo?". Lo "Special One" risponde senza la minima esitazione: "Certo che può segnarne 20. I gol non mi preoccupano, mi preoccupavo che interpretasse lo spirito di una squadra che non è la dominatrice del campionato, cosa che invece era il Chelsea. Ma è cresciuto tanto: arriveranno tanti altri gol".

Così è stato: nel 2022 il numero nove, arrivato per sostituire Edin Dzeko, ne ha messi a referto altri 15. Il totale fa 27: 17 in campionato, 9 in Conference League e 1 in Coppa Italia. Alla prima stagione con la maglia giallorossa, nessuno è riuscito a fare meglio; Tammy ha polverizzato i numeri all'esordio di Volk, Pruzzo, Montella, Batistuta e dello stesso Dzeko: tutta gente con il gol nel sangue. Non solo: si è calato immediatamente nella realtà romana e romanista, entrando in simbiosi con il calore dei tifosi fin dal primo istante nella Capitale. Ha cantato Roma Roma quando ancora non spiccicava più di tre parole in italiano, ha trovato un grande feeling con tutti i compagni, che ha spronato, aiutato e difeso a seconda delle circostanze. E ora, fresco vincitore della Conference League, può godersi il meritato riposo in vista della prossima stagione. Stagione in cui vorrà ulteriormente migliorare i suoi numeri, già impressionanti.

Che numeri!

A 24 anni, è riuscito a entrare nella top ten dei migliori bomber dei cinque principali campionati europei. La compagnia è delle migliori: Lewandowski, Mbappé, Benzema, Salah, giusto per citarne qualcuno. I 27 centri in 53 partite fanno di lui il decimo miglior attaccante, tenendo conto di tutte le competizioni, tra coloro che giocano in Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia; il piazzamento è condiviso con un altro mostro sacro del gol come Harry Kane, casualmente l'ultimo centravanti allenato da Mourinho prima di sbarcare nella Capitale.

La speciale classifica è comandata dai "marziani" Lewandowski (50 gol in 46 partite), Benzema (44) e Mbappé (39). Tra i primi dieci nomi, soltanto tre sono più giovani di Tammy: l'asso del Paris Saint-Germain, Erling Haaland e Dusan Vlahovic, mentre il francese del Red Bull Lipsia Christopher Nkunku (35 reti in 51 gare) è un classe '97, proprio come il centravanti romanista. Alle spalle di Abraham troviamo campioni del calibro di Lautaro Martinez (25 reti), Cristiano Ronaldo e Son (24, come l'ex Schick), e i finalisti della Champions Mané, Vinicius Junior e Diogo Jota.

Nomi e numeri che parlano da soli, e rendono l'idea dell'impatto avuto da Tammy in maglia giallorossa. Lui - a differenza di altri nomi presenti nella lista qui sotto - ha anche portato a casa un trofeo. E lo ha fatto da protagonista, con 9 gol, a differenza della Champions League conquistata da comprimario l'anno scorso al Chelsea. In Conference si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio, alle spalle di Dessers, ma siamo certi che vi ha rinunciato più che volentieri, in cambio del titolo che lo ha fatto festeggiare per le strade della Capitale tra cori, fumogeni, bandiere e un mare di tifosi in delirio. Adesso Tammy può godersi il meritato relax, per ricaricare le batterie in vista di una stagione - la prossima - che si preannuncia ricca di sfide.