Ci ha abituato bene, l'Unione Europea: si prenota il volo, l'albergo, e al resto ci si può pensare anche sul posto, tanto ormai con lo smartphone si trovano mappe, ristoranti, recensioni, e tutto quello che rende piacevole il soggiorno. Ma l'Albania, nonostante i fortissimi legami con l'Italia - in pochi paesi al mondo la nostra cultura è così ammirata, tanto che, grazie al segnale tv che traversava la settantina di chilometri del Canale di Otranto anche negli anni del comunismo, è facilissimo trovare qualcuno che parli la nostra lingua - non fa parte dell'Unione Europea. Quindi, almeno teoricamente, andrebbero cambiati i soldi: la moneta corrente è il Lek, che vale poco meno di un centesimo (con 100 te ne danno 83), ma in realtà è un problema che si potrebbe porre solamente girando per le zone meno turistiche del paese, visto che nella capitale l'euro è accettato praticamente ovunque, per cui potrebbe benissimo non essere necessario cambiare.

Anche perché tutti sanno che la città verrà invasa da italiani e olandesi, e anche quei pochissimi che non si erano attrezzati per incassare gli euro avranno provveduto. Qualche precauzione in più bisogna prenderla invece per il telefono: nel 2015 l'Unione Europea ha deciso per l'azzeramento dei costi di roaming, misura entrata in vigore dal 15 gennaio 2017, ma solo negli stati membri. Come a dire che a Tirana utilizzare il telefono senza adottare le necessarie precauzioni potrebbe rivelarsi molto costoso. E andrà utilizzato per forza, anche perché i biglietti dello stadio andranno mostrati tramite smartphone (anche se ci dovrebbe essere anche la possibilità di scaricarli prima). In ogni parte del mondo, ormai, ogni struttura alberghiera offre una connessione wi-fi, e la grande maggioranza dei bar e dei ristoranti, tanto più in una capitale europea: Tirana non farà certo eccezione. Per cui ci sarà anche la possibilità di disattivare il roaming dati, comunicare e orientarsi ordinando un caffè e chiedendo di connettersi. Tenendo conto che Google Maps offre la possibilità di scaricare in anticipo la mappa del posto che si vuole visitare, per poi utilizzare il navigatore anche in modalità off-line.

Le principali offerte per telefonare o collegarsi a Tirana

Ma per chi volesse essere connesso, senza rimanere schiavo del wi-fi, ci sono due opzioni: attivare un'offerta del proprio operatore, oppure prendere una sim albanese (tipo quelle che giravano ai tempi di Calciopoli, tra chi voleva parlare senza essere intercettato...), e utilizzarla su un secondo cellulare, o sul proprio (caso del quale chi chiamerebbe troverebbe spento, ma funzionerebbero regolarmente WhatsApp, Telegram e Skype, oltre a posta elettronica e navigatore). Le offerte degli operatori italiani (vedi tabella) non sembrano particolarmente allettanti, anche se risparmiano la seccatura di andare a cercare un negozio di telefonia a Tirana. Ma non sarebbe una ricerca così difficile: alcune compagnie - come Vodafone Albania e Albtelecom, la più economica - hanno più di dieci punti vendita a Tirana.

La cosa più facile potrebbe essere attivare e acquistare le sim direttamente in aeroporto: i punti vendita ci sono. Non è necessario un grande numero di informazioni, ma serviranno un documento di riconoscimento, carta d'identità o passaporto, e viene richiesto anche il nome del padre dell'intestatario. Il problema è che il Tirana International Airport Nënë Tereza (ovvero Madre Teresa di Calcutta, che è albanese) non è molto grande, e contando che ai voli di linea si aggiungeranno i charter dei tifosi (e i controlli di sicurezza) facile che si creino lunghe file, sia all'interno che all'esterno, per i taxi, che non sono molto numerosi. Intanto a Roma prosegue la vendita dei biglietti per l'evento dell'Olimpico, dove la partita verrà trasmessa sui maxischermi: ieri è stata superata quota 40.000.