Dopo l'intoccabile Rui Patricio, portiere di campionato e di Coppa (51 gare su 52, ha saltato solamente Sofia) è Abraham il giocatore più utilizzato quest'anno da Mourinho, 3.987' in gare ufficiali, curiosamente gli stessi di Ibañez. Proprio per questo il centravanti inglese è il principale indiziato per riposare sabato sera, contro il Venezia: ci spera Eldor Shomurodov, che lunedì gli ha dato il cambio, ma solamente al 90': non il massimo per un attaccante, che spesso viene valutato (in maniera superficiale, senza valutare i minuti effettivi), dal rapporto tra presenze e reti. Che nel suo caso è sconfortante: 26 partite e 2 gol in campionato, 36 / 4 aggiungendo Coppa Italia (in cui ha segnato all'unica apparizione, ma si giocava contro il Lecce, squadra di B, sia pure destinata alla promozione) e Conference League.

In coppa aveva segnato subito, all'esordio, a Trebisonda, quando Abraham era stato acquistato da poche ore, e non aveva fatto in tempo ad aggregarsi alla squadra: quel gol (che l'Uefa conta a parte, perché segnato in un preliminare e non un una fase a gironi), un destro al volo, a 9' dalla fine, valso la vittoria in Turchia, aveva fatto ben sperare i tifosi giallorossi, visto che l'uzbeko - arrivato, a ritiro già in corso, come terza punta in un attacco completamente diverso da quello attuale, con Dzeko e Borja Mayoral in rosa, Abraham al Chelsea e Felix in quel gruppo di Primavera che alla prima squadra non osava neppure sperare - si era presentato molto bene, segnando in entrambe le amichevoli giocate dal suo tesseramento, quella di Siviglia contro il Betis e la presentazione ufficiale all'Olimpico contro il Raja Casablanca.

Ma la magia è finita quel giorno, e non c'è ancora stato ritorno: per avere il bis di quel primo centro del 19 agosto c'è stato bisogno di aspettare fino al 7 novembre, quando l'attaccante portato in Italia dal Genoa nell'estate del 2020 trovò il primo gol in serie A con la maglia della Roma proprio contro il prossimo avversario, con un destro di controbalzo al 43' del primo tempo, al Pier Luigi Penzo di Venezia. Non un ricordo felice, visto che quel giorno la Roma, andata sotto per un gol di Caldara dopo 3', e passata in vantaggio con l'1-2 di Abrahm, incassò un rigore di Aramu e un sinistro di Okereke, rimediando una sconfitta del tutto inattesa, contro una squadra che in 36 giornate ha vinto appena 6 volte.

Quella con il Venezia fu anche la sua seconda apparizione dal primo minuto, dopo quella a Verona, quando si fermò la serie iniziale di vittorie: entrambe le volte giocò al fianco di Abraham, come pure la partita dopo, contro il Genoa, quando però lasciò il posto dopo 74' al quasi debuttante Felix, che segnò due gol, e iniziò a insidiargli il posto. Hanno un minutaggio molto simile i due: 657' per l'uzbeko, che la quarta e ultima da titolare la giocò in casa con l'Inter, quando Abraham era squalificato, 665' il ghanese. Contro il Bologna Abraham è rimasto in panchina, e al suo posto ha giocato Felix (anche se poi di fatto il centravanti quel giorno lo fece Zaniolo), il cambio di lunedì farebbe pensare che sia tornato il momento dell'ex Genoa.

Spina spera

Ma il centravanti non sarà l'unico cambio, contro una squadra che al fischio d'inizio potrebbe essere già retrocessa (dipenderà dal risultato di Empoli-Salernitana, in programma alle 15: un punto ai campani, e i veneti saranno già in vacanza): ieri è uscito il comunicato del Giudice Sportivo, ratificando la squalifica di Gianluca Mancini, arrivato alla quindicesima sanzione, al suo posto giocherà Kumbulla. Veretout, che in campionato ha giocato dall'inizio le ultime due, potrebbe avere continuità, spera di fare minuti Bove (un solo spezzone nelle ultime 8, contro l'Inter, peraltro avviando l'azione dell'unico gol dei giallorossi), li farà sicuramente Spinazzola, che lunedì ha giocato solamente il recupero, esordio stagionale dopo la rottura del tendine d'Achille del 2 luglio. Come ha detto lui stesso a fine gara, in questo momento per lui ogni minuto è prezioso. Alle 15 la squadra di ritroverà a Trigoria, dopo il giorno di riposo.