José

50 sfumature di Mou

Contro il Bologna lo Special One raggiunge un primo importante traguardo sulla panchina della Roma, a pochi giorni dal primo anniversario del suo annuncio

Jose Mourinho (As Roma via Getty Images)

Jose Mourinho (As Roma via Getty Images)

01 Maggio 2022 - 08:31

Una Vespa ce l'ha già, José Mourinho: è quella che i Friedkin gli hanno regalato al suo arrivo a Roma, in omaggio al murale di Testaccio che ritrae il portoghese a bordo di una immaginaria "Special One". Chissà che ora a Mou non arrivi anche la famigerata "50 Special", visto che stasera contro il Bologna raggiungerà la 50 panchine con la Roma. Il motociclo cantato da Cremonini ai tempi dei LunaPop, che permetteva di andare in giro «cone le ali sotto i piedi» è quanto di più benaugurante, in vista di un finale di stagione che vede i giallorossi impegnati nella corsa al quinto posto in campionato e nella caccia alla finale di Conference League dopo l'1-1 dell'andata contro il Leicester.

Un traguardo importante, quello delle 50 gare da tecnico romanista, che arriva pochi giorni prima del primo anniversario del suo annuncio da parte del club: mercoledì 4 maggio, alla vigilia della fondamentale gara di ritorno contro le Foxes, sarà un anno dal tweet che ha scosso il mondo calcistico, romano e non solo. Allora la Roma si apprestava a giocare un'altra semifinale di ritorno in Europa contro un'inglese, il Manchester United, ma dopo il 6-2 dell'andata le speranze di andare avanti erano assai prossime allo zero. Stavolta, invece, Mou e i suoi ragazzi vogliono e possono giocarsela, con l'obiettivo di continuare a coltivare quello che lo stesso José ha definito «un sogno».

Centrale

Il fatto che la cifra tonda venga raggiunta in un momento cruciale della stagione rende (simbolicamente) ancor più significative le 50 panchine del tecnico di Setubal: è la settimana-chiave, quella da cui passano il presente e il prossimo futuro della Roma. Ma è proprio quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare. Sono questi i momenti che esaltano José, quegli "all-in" che troppo spesso, in passato, hanno trovato impreparata la squadra giallorossa. La gara di oggi contro il Bologna, in tal senso, è un ulteriore esame di maturità per Pellegrini e compagni, chiamati a mantenere alta la tensione e a non steccare in un match insidioso proprio perché capita tra una semifinale e l'altra.

A prescindere da come andranno le cose in questo rush finale di una stagione intensissima, nell'ambiente Roma c'è una (ri)trovata consapevolezza: quella di una squadra che, seppur giovane e con numerosi limiti, è cresciuta giorno dopo giorno, partita dopo partita, sotto la sapiente guida di Mourinho. Mai come oggi il legame tra i tifosi, il tecnico e i calciatori è forte, quasi totalizzante: lo dimostrano i numeri registrati sugli spalti durante l'arco di tutta la stagione, e a maggior ragione ora che si è tornati al 100% della capienza. Merito dei prezzi più accessibili rispetto al passato, ma anche della certezza di avere finalmente - dopo tanto tempo - una guida forte, carismatica, capace di farsi seguire da squadra e tifosi. Un condottiero che ha rimesso non soltanto a parole «la chiesa al centro del villaggio», per usare l'espressione di un suo predecessore. La certezza è lui: lo è per il presente (alla faccia di chi, giusto fino a pochi mesi fa, lo dava per "bollito") e lo è quanto meno per i prossimi due anni.

Quando, la scorsa estate, questo giornale sosteneva che Mou e la Roma fossero fatti l'uno per l'altra, intendeva proprio questo: la capacità che il portoghese ha avuto di ridare entusiasmo all'ambiente dopo tre anni a dir poco tormentati - apatici, per certi versi - vale (probabilmente) più di qualsiasi trofeo. Ma è pur sempre di trofei che si va a caccia, a maggior ragione se a guidarti è lo "Special One". Perciò, prima di pensare al futuro, conta il presente: l'orizzonte, come José stesso ha ribadito a spron battuto fin dai suoi primissimi giorni nella Capitale, è sempre e soltanto la prossima partita, il prossimo ostacolo, la prossima sfida. Testa al Bologna dunque, prima di gettarsi anima e corpo su una gara che si preannuncia per cuori forti.

Vendicare l'andata

Sull'altra panchina, stasera, Mou non troverà Mihajlovic, tornato in ospedale per riprendere la sua battaglia contro la malattia. Lo stesso tecnico serbo, alla vigilia della gara d'andata, raccontò del messaggio ricevuto da José al momento della brutta diagnosi, confessando che il loro rapporto (in precedenza ricco di frecciatine e polemiche) è cambiato da quel giorno. Ma, a prescindere da questo, la voglia del portoghese e dei suoi di vendicare il ko per 1-0 dell'andata è forte. Abraham, diffidato, ricevette da Pairetto un inspiegabile giallo che lo costrinse a saltare Roma-Inter. Era l'1 dicembre, era tutt'altra squadra quella giallorossa. Sono passati cinque mesi esatti: grazie allo "Special One", molte cose sono cambiate da allora.

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