IL PERSONAGGIO

Roma, col Bodø partita importante e decisiva: è una notte da Abraham

Preliminare a parte, in Europa ne ha segnati sette, soltanto con il Bodø è rimasto a secco. Mourinho si affida ancora all’inglese per sfatare il tabù norvegese

14 Aprile 2022 - 08:30

Cska Sofia: minuti ottantadue, gol tre. Zorya: minuti centoquattro, gol tre. Vitesse: minuti centottanta, gol 1 (decisivo). Bodø: minuti duecentouno, gol zero. Dov'è l'errore? La risposta è fin troppo ovvia, ma questo ripercorrere il cammino europeo della Roma, può servire per ribadire come Tammy Abraham è il capocannoniere della Conference League, dietro a lui proprio quel Solkabben che stasera si ritroverà di fronte con la maglia dei norvegesi, ma anche che l'unica squadra che fin qui non ha purgato nel suo cammino internazionale, sono proprio questi norvegesi risultati indigesti ai giallorossi sia in campo che fuori. E' l'ora, insomma, che l'inglese che ha fatto innamorare tutta Roma, colmi questa assenza, stasera, in un Olimpico che stupirà pure lui, in una gara di ritorno dei quarti di finale in cui, come direbbero gli americani, win or go home.

Qualcuno potrà magari pure dire che Tammy non è andato a segno neppure nel preliminare della Conference contro i turchi del Trabzonspor, ma in quelle due partite nel cuore di agosto, l'inglese non partì neppure per la Turchia perché appena arrivato a Roma e in quella di ritorno giocò poco più di un'ora proprio per cominciare a prendere confidenza con la sua nuova Roma. Confidenza che, visti i numeri del ragazzo londinese, pare proprio che l'abbia presa. Ecco, questa contro il Bodø può essere la notte giusta per rinverdire questa confidenza che, in pochi mesi, gli ha consentito di farsi conquistare e conquistare Roma e la sua gente, centravanti arrivato da queste parti con il fardello di quaranta milioni spesi dalla società, fardello che ha reso sempre più leggero a suon di gol, ventitrè in totale in questa sua prima stagione in giallorosso, quindici in campionato, sette in Europa, uno pure in Coppa Italia. Perché Mourinho a Tammy ha rinunciato soltanto quando è stato obbligato a farlo.

L'inglese ha risposto presente in quarantrè delle quarantacinque partite ufficiali giocate fin qui dalla Roma in questa stagione. E per trentotto di queste volte, il nome di Abraham è stato presente nella lista della formazione titolare. Un autentico stakanovista che non si è mai tirato indietro, neppure quando le condizioni fisiche non erano al top. Non è un caso che soltanto Rui Patricio, per ovvi motivi, abbia un minutaggio superiore (3960') ai 3435'giocati dall'inglese con la maglia giallorossa. Un imprescindibile per Mou. Conseguenza probabilmente anche del fatto che Tammy il suo nome nel tabellino dei marcatori è riuscito a metterlo con una certa frequenza. Una garanzia. Almeno fino al derby di qualche settimana fa quando, con una doppietta da protagonista, è entrato definitivamente nel cuore dei tifosi.

Nelle successive tre partite, due di campionato e la gara d'andata contro i norvegesi, l'inglese è rimasto all'asciutto, quasi che la goduria del derby lo avesse fin troppo appagato. Non gli capitava dal novembre di rimanere per tre partite consecutive senza segnare. E allora quale migliore partita di quella di stasera contro il Bodø per riprendere confidenza con la porta avversaria, in una sfida senza domani, in una gara che può alimentare un sogno ambientato a Tirana? Che non sia al meglio della sua condizione, è apparso evidente nelle partite post derby. Conseguenza anche di una condizione fisica che non può essere ottimale, causata anche dalla generosità del ragazzo che non si è mai tirato indietro, trascinato dalla sua voglia di esserci e dagli input di Mourinho che ogni volta che ne parla non fa altro che dire, tra un elogio e l'altro, che lui da Tammy si aspetta sempre di più.

Ecco, stasera sembra proprio il momento giusto per garantire quel di più, per tornare a segnare e sognare insieme a una tifoseria che lo ha conquistato da quando sbarcò a Ciampino in pieno agosto. E' una notte di coppe, non sarà di campioni, ma rimane una notte decisiva per dare un senso più compiuto alla prima stagione della Roma mourinhana. Una notte in cui lo Special One sa che il suo centravanti inglese può essere l'uomo giusto con il gol giusto per ribaltare il risultato dei novanta minuti d'andata per portare la Roma alla sua prima semifinale della Conference League, cosa che farebbe della squadra giallorossa l'unica in Europa ad aver giocato almeno una volta una semifinale di tutte le coppe europee. E' una notte da Abraham. Del ragazzo londinese ma con la pelle mediterranea che dalla prima volta in campo canta l'inno giallorosso, si tocca il cuore, gesticola, manda baci, quasi avesse un feeling naturale con la gente romanista che lo ha subito adottato. E' una notte senza appello e Murinho è il primo a sapere che il suo centravanti inglese sembra essere il giocatore giusto per continuare a inseguire una stagione con un titulo. E Abraham ha tutte le qualità per continuare a farci sognare.

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