Nove mesi. Oggi. Due luglio il maledetto crack nella sfida degli Europei degli azzurri contro il Belgio, rottura del tendine d'achille, settantadue ore dopo l'intervento in Finlandia, a eseguirlo il professor Lasse Lempainen, «intervento perfettamente riuscito». Ieri, appunto, nove mesi dopo quella maledetta serata londinese, Leonardo Spinazzola è rientrato dall'ennesima visita dal luminare finlandese che, negli auspici, doveva rappresentare l'ultimo step prima del definitivo via libera per tornare ad allenarsi con i compagni. Una visita in cui il giocatore si è sottoposto a una serie di test per verificare gli ulteriori progressi a proposito del suo tendine d'achille operato.

In realtà, bisognerà ancora aspettare. Quanto non si sa ancora con sufficiente precisione. Come ha confermato lo stesso giocatore ieri a Fiumicino subito dopo essere sbarcato, insieme al dottor Costa della Roma, dal volo che lo ha riportato a casa: «E' andato tutto bene, sono molto contento. Il mio rientro? Vediamo, ora è meglio andare avanti passo dopo passo. Non so ancora con precisione quando potrò tornare ad allenarmi in gruppo, andiamo avanti con calma. Chi devo ringraziare? Tutti quelli che mi sono stati vicino in questo periodo che ancora non è finito. Ma adesso volto pagina, si è chiuso un capitolo, ne apriamo subito un altro». Queste le parole rilasciate dall'esterno sinistro. Parole che di fatto vogliono dire che, come peraltro si poteva supporre già da un po' di tempo, per rivedere lo Spinazzola che ha incantato l'Europa al punto di entrare nel mirino dei maggiori club europei (a partire dal Real Madrid), la Roma, Mourinho e i tifosi giallorossi in ogni caso dovranno attendere comunque la prossima stagione.
Anche se a Trigoria, pur non dando nessuna data a proposito del rientro in gruppo del giocatore, fanno sapere che l'obiettivo prioritario è quello di un recupero completo e sicuro, ma che ci sono ragioni più che motivate per ritenere che prima della fine di questa stagione, Spinazzola potrà tornare in campo. L'obiettivo, sperando che si riesca ad andare fino in fondo in Conference League, finale a Tirana il venticinque maggio, è quello di poter inserire il nome del giocatore nella lista per quella che potrebbe essere la sfida più importante della Roma di questa stagione, prima dell'era mourinhana.

Spinazzola festeggia a Wembley la vittoria di Euro2020 (Getty Images)

Allo stato attuale delle cose, però, la situazione è che da oggi a data da destinarsi, Spinazzola continuerà nel suo programma personalizzato di recupero aumentando gradualmente i carichi per puntare entro il mese di aprile ad aggregarsi con i suoi compagni.
Questa è la situazione. Che, diciamolo francamente, non ci si aspettava potesse essere così prolungata. E' vero, dopo l'infortunio si era detto che per il recupero il prevedibile range era da fissare tra i sei e gli otto mesi, ma qui siamo a nove che diventeranno dieci, insomma si è andati oltre anche rispetto alle previsioni più prudenti. Figuratevi rispetto a quelle più ottimistiche, peraltro sostenute da alcuni precedenti come quello dell'argentino Xavier Zanetti che, allo soglia dei quaranta anni, dopo la rottura del tendine d'achille che sembrava potesse essere la fine della sua carriera, ci mise circa sei mesi per rientrare in campo.
E' vero che di fronte a certi infortuni, ogni persona reagisce in maniera diversa, ma nel caso di Spinazzola i fatti sembrano dimostrare che qualcosa non è andata nel verso che ci si augurava. Non è un mistero infatti, che nel corso della lunga e sofferta riabilitazione, a un certo punto il giocatore ha dovuto fare i conti con una serie di contrattempi (gonfiore della gamba) che gettarono più di un'ombra sui tempi effettivi del suo recupero. Si sussurrò anche, all'epoca, di un possibile secondo intervento (notizia mai smentita dalla Roma), eventualità invece che non è stata presa in considerazione preferendo continuare nel lavoro di riabilitazione pur dovendo fare i conti con un recupero più lento del previsto. Ora, poi, sarebbe davvero sciocco provare ad accelerare i tempi e il primo a preferire la cautela è Mourinho che ha sempre detto di non aver mai fatto affidamento sulla possibilità di riavere Spinazzola al top in questa stagione (e per questo l'estate scorsa furono investiti tredici milioni di euro per acquistare Viña). Perché l'obiettivo, a questo punto, non può essere che quello di riavere al meglio Spina per la prossima stagione. Che, a quel punto, sarebbe il miglior colpo di mercato possibile.