In rigoroso ordine cronologico: Cagliari, Genoa, Spezia, Atalanta, Vitesse in trasferta e Lazio. Sono i sei avversari contro cui la Roma è riuscita a mantenere la porta inviolata dall'inizio del 2022, ottenendo cinque vittorie (quattro delle quali per 1-0) e un pareggio. Sei gare su quindici disputate nel nuovo anno solare, vale a dire più di un terzo facendo registrare il clean sheet. Merito di una maggiore compattezza di tutta la squadra, ovviamente, e non solo del reparto difensivo: l'adagio per cui si difende e si attacca tutti insieme per qualcuno sarà anche un luogo comune, ma contiene una grande verità. Cinque gare di campionato senza subire reti (da agosto a fine dicembre erano state sette), una di Conference (tre nella prima parte di stagione): un dato importante per una squadra impegnata nella lotta per un posto in Europa, che con la roboante prestazione nel derby ha dato slancio alla sua stagione.

Più compattezza, dicevamo, ma anche una maggiore predisposizione al sacrificio da parte di tutti: se Mancini e Smalling danno sicurezza al terzetto difensivo, va pure detto che Kumbulla e Ibañez hanno fatto nel complesso bene quando sono stati chiamati in causa. E lo stesso dicasi per Rui Patricio. Ma non va dimenticato il lavoro (spesso oscuro) di Cristante, Karsdorp, Zalewski, persino di Mkhitaryan e Abraham, che per caratteristiche qualcuno immaginerebbe sempre rivolti alla porta avversaria. Se i calciatori stanno pian piano assimilando i dettami (tecnici, sì, ma anche in termini di mentalità) di Mou, il tecnico dal canto suo ha dimostrato di saper ridisegnare la squadra anche a livello di modulo per far fronte a infortuni, squalifiche e ostacoli di qualsiasi genere. I tre 1-0 di fila contro Spezia, Atalanta e Vitesse sono pura materia "mourinhiana" e, se i due pari con Udinese e Vitesse avevano fatto suonare qualche campanello d'allarme, la prestazione sontuosa con la Lazio ha riconfermato l'immagine di una squadra che sa soffrire quando le circostanze lo richiedono, ma anche cinica e spietata quando si tratta di attaccare.

I dati di campionato, del resto, parlano chiaro: al netto del cammino un po' altalenante dei giallorossi, Rui Patricio ha fatto registrare finora 12 clean sheet in Serie A. È il portiere che ne ha ottenuti di più, al pari di Handanovic e Szczesny (che però contano rispettivamente 1 e 3 presenze in meno rispetto al portoghese). I suoi guantoni sono stati provvidenziali spesso, ad esempio all'Olimpico col Vitesse. Ma il merito va condiviso con i compagni e il tecnico. Perché quel vecchio adagio dice la verità: si difende sempre tutti insieme.