AS Roma

Mourinho vuole una reazione: al Mapei servirà un'altra Roma

Contro il Sassuolo è necessario invertire la tendenza, ma non sarà facile viste le assenze di Ibañez, out 5 settimane, e di Zaniolo squalificato

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
11 Febbraio 2022 - 09:42

Un'altra Roma è possibile. Per certi versi inevitabile. E visti gli ultimi risultati, è più facile che si tratti di un cambiamento costruttivo. Quantomeno nell'ambito dell'approccio caratteriale. Perché le variazioni hanno un aspetto duplice e il secondo riguarda più gli obblighi che le scelte. A guidarli sanzioni disciplinari e infermeria, che hanno fatto fuori rispettivamente prima Zaniolo e poi Ibañez. Ma se Nicolò è stato fermato per un turno dal giudice sportivo dopo l'inopinata espulsione nel convulso finale contro il Genoa, per Roger si prospetta uno stop molto più lungo. Distrazione al collaterale del ginocchio sinistro la diagnosi, almeno cinque settimane la prognosi. Che in soldoni vuol dire arrivederci alla fine della prossima sosta, ovvero presumibilmente dopo sei gare di campionato (fra cui Atalanta e derby) e due di Conference League. Il difensore aveva accusato dolore nel corso del primo tempo della gara di martedì sera a San Siro, resistendo fino all'intervallo. Al rientro dagli spogliatoi aveva poi svolto un breve provino, senza però riuscire a restare in campo per il resto della partita. Già mercoledì si è intuito che potesse trattarsi di qualcosa di serio, e l'iniziale preoccupazione è stata poi confermata dagli esami strumentali.

Un'altra tegola per la squadra dunque, proprio nella fase di recupero di tutti gli effettivi: Pellegrini è rientrato nella parte conclusiva del match di Coppa Italia con l'Inter; e lo stesso lungodegente Spinazzola è atteso a breve dalla visita di controllo con il professor Lempainen. Il chirurgo finlandese che ha operato l'esterno in estate dopo la rottura del tendine d'Achille subita all'Europeo, esaminerà clinicamente il giocatore testandone al contempo anche i progressi atletici, prima di dare il via libera a un suo graduale ritorno in gruppo. Nessuna tempistica precisa è stata fissata: entità dell'infortunio e precedenti impongono la massima cautela. E dalla prudenza era stata accompagnata anche l'uscita anticipata dal campo del Meazza di Abraham, sia pure alle prese con una noia di tutt'altra natura. Il fastidio alla coscia sinistra è però stato subito ridimensionato e l'inglese dovrebbe fare regolarmente parte della formazione che comincerà la partita del Mapei contro il Sassuolo, scongiurando così il rischio di un attacco senza titolari.

Fin qui le ripercussioni dell'infermeria sulla squadra di domenica, che con soli tre centrali disponibili potrebbe tornare ad affidarsi al 4-2-3-1 maggiormente utilizzato nella prima parte di stagione. Ma a tenere banco nelle ultime ore è l'aspetto riguardante le carenze di personalità del gruppo. L'addio al primo obiettivo stagionale, l'ennesima sconfitta in un big match e soprattutto l'approccio sconcertante alla sfida nella notte milanese avrebbero portato a un duro sfogo di José Mourinho all'interno dello spogliatoio. Il retroscena è stato svelato dal Corriere dello Sport, che ha attribuito al tecnico un dettagliato virgolettato. «Voglio sapere perché da due anni vi mostrate piccoli contro le grandi. Se siamo piccoli gli arbitri ci trattano da piccoli. Avete paura di partite del genere? E allora andate a giocare in serie C dove non troverete mai squadre con i campioni, stadi top, le pressioni del grande calcio», la sintesi del discorso.
Al di là delle parole vere o presunte, la strigliata dell'allenatore nei confronti dei propri giocatori quando le cose non vanno come dovrebbero, rientra nelle reazioni fisiologiche. Quasi auspicabili. Sarebbe molto più preoccupante se i 20 minuti finali contro la Juventus, i 15 iniziali col Milan o in coppa con l'Inter non venissero analizzati profondamente e anche rinfacciati a muso duro. La scelta dello Special One per la panchina è stata compiuta soprattutto per trasmettere carattere al gruppo attraverso il suo enorme carisma. Quei cali di tensione non sono più accettabili e dopo sei mesi insieme la svolta al percorso può arrivare anche tramite scossoni forti. Chissà che la prima risposta non arrivi al Mapei. 

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