Quando nel bollettino di giornata quotidianamente diffuso dall'ufficio stampa della Roma si legge che Daniele De Rossi ha svolto lavoro individuale scatta subito il campanello d'allarme. Ma stavolta, almeno, guai in vista non ce ne sono: ieri è stato solo il giorno di scarico programmato dopo due giorni di lavoro particolarmente sostenuto.

Dunque almeno fino a prova contraria il capitano sta bene e quando il capitano sta bene non ci sono dubbi: lui gioca, il resto si vedrà. Il nodo è la cartilagine del ginocchio. L'incubo è lì, ma al momento tutto sembra filar liscio. Da quando Daniele ha intensificato il lavoro ed è tornato a disposizione di Di Francesco il dolore è sparito e lui riesce ad allenarsi senza alcun contrattempo.

E l'allenatore tira un sospiro di sollievo e con lui tutta la Roma tifosa: perché De Rossi oggi, tanto quanto Zaniolo e magari Manolas, Kolarov e Dzeko, fa parte della ristretta lista degli intoccabili, di quelli intorno ai quale gira la fortuna della squadra giallorossa in questo periodo. La cosiddetta spina dorsale: difensore centrale, regista e centravanti, più un esterno come il terzino serbo e un talento come la mezzala strappata all'Inter. Nel 433 appena ridisegnato quelli sicuri di un posto solo loro.

Anche col Bologna, nel posticipo di domani sera, saranno tutti in campo, alla caccia di altri tre punti che potrebbero rilanciare le prospettive Champions della Roma. La striscia positiva di risultati delle ultime otto giornate (con la squadra capace di totalizzare 17 punti, facendo peggio solo della Juventus) può essere ulteriormente allungata nel confronto con le ultime della Serie A: dopo il Chievo (ultimo, e battuto a domicilio), il programma prevede i terzultimi domani e i penultimi (il Frosinone) sabato. E esiste la possibilità che Daniele De Rossi giochi anche tutte e due le prossime partite. Di farlo riposare adesso non se ne vede la necessità. La sfida col Bologna arriva sei giorni dopo quella col Porto, poi ci saranno altri cinque giorni prima di incontrare i ciociari, e dopo altri sette si penserà al derby. Salvo necessità particolari, insomma, Daniele sarà sempre al centro del centrocampo, principale interprete del 433 che sembra disegnato intorno a lui.

Su 83 partite giocate dalla Roma di Di Francesco in questa stagione e mezza, il 433 è stato utilizzato 49 volte, 29 delle quali con De Rossi vertice basso. E quando non è toccato a lui (due volte su otto, quest'anno), al suo posto è stato chiamato Nzonzi (curiosamente, tutte e due le partite col Chievo). Lo scorso anno invece toccò 14 volte a Gonalons e 4 a Strootman, entrambi ceduti la scorsa estate. Esattamente come con De Rossi, a oggi non si sente la necessità di far riposare Zaniolo.

Contro il Bologna saranno dunque entrambi al loro posto, l'altro se lo contenderanno Pellegrini (favorito) e Cristante. Nzonzi invece si accomoderà in panchina. Ieri De Rossi ha trovato anche il modo di fare gli auguri di buon compleanno a Valentino Rossi, superstar del motociclismo italiano che ha compiuto 40 anni: «Tanti auguri di cuore a una leggenda dello sport italiano e mondiale – le parole del capitano romanista a Sky Sport -. Hai reso orgogliosa l'Italia per tantissimi anni a livello internazionale». Poi gli ha lanciato una sfida: «Con la moto sei forte, ma con lo scooterone per le vie di Roma, quando vuoi, non mi puoi battere».