Go and stop. La Roma inverte il trend di coppa e questa volta sceglie il primo tempo per far suo il match, ma dopo aver ingranato la quarta tira il freno a mano, col rischio di complicare l'impossibile. Negli occhi restano i giri lenti, ma in cascina vanno 3 punti rock, con 4 gol rifilati a una squadra rognosa per tutti.

6 RUI PATRICIO Incrocia gli avversari dopo l'intervallo: la prima e la terza volta è costretto a raccogliere il pallone alle sue spalle, in mezzo l'efficacia ha la meglio sullo stile. Poi resta piazzato a dovere, rendendo docili i residui tentativi azzurri.

6 MANCINI Si contende il raddoppio con Abraham: il tocco decisivo è dell'inglese, la costruzione resta in tandem. A inizio ripresa Fabbri gli sventola un giallo surreale, che ne lascia l'irruenza in bilico.

6 SMALLING Il suo rientro permette il ritorno della linea a tre, che all'inizio comanda agevolmente. Quando la soglia di attenzione generale cala, è lui a restare più vigile.

6 IBANEZ Limitai disimpegni da brivido, ma nel finale ci va vicino, per fortuna solo in fieri. Sfiora la quinta rete di testa: la scelta di tempo è perfetta, un po' meno la mira.

6,5 KARSDORP Non sempre compie la scelta più assennata, ma quando c'è da serrare le fila non manca ed è un supporto prezioso nel finale pigro.

7 OLIVEIRA Tre presenze, due in campionato, altrettanti sigilli, questo al culmine di un'azione anche avviata. In più costanti pericoli creati da fermo (il raddoppio nasce da un suo corner). Al di là dello score, conferma grande solidità e il piglio con cui tiene palla nel recupero è un saggio delle sue doti, che lo rendono poco sostituibile anche quando appare in debito d'ossigeno.

6,5 CRISTANTE Mentre i compagni viaggiano sul velluto, si dedica alla legna. Qualcuno deve pur farlo e lui non si tira indietro. Nemmeno sul 4-0.

7 MKHITARYAN La zanzara all'orecchio dell'Empoli. Infastidisce, vola, punge, ispira occasioni e gol. Quando l'estetica va a braccetto col profitto.

6 MAITLAND-NILES In due settimane completa l'occupazione delle corsie: destra e sinistra, alto e basso. A tutta fascia (mancina) il suo inizio match è più che promettente: ha perfino l'occasione di timbrare, ma tira con poca convinzione. A poker acquisito però si lascia andare a eccessi di relax, che ispirano il cambio.

7 ZANIOLO Orgoglio batte pregiudizio. Cambiano gli arbitri, non gli atteggiamenti verso Nico, che nei primi 15' subisce un fallo da rigore netto e un pestone: entrambi senza fischi, come da (cattiva) abitudine. Prova subito a rifarsi, ma il suo piazzato è respinto. È solo questione di tempo: assist e gol lo riportano meritatamente al centro del match.

7,5 ABRAHAM Il pungolo di Mou alla vigilia gli fa alzare ulteriormente i giri. Due gol (che portano a 17 il bottino personale, 10 in A, 5 nelle ultime 5 gare) un velo sul 3-0, un tacco a innescare l'azione del poker: il suo nome in calce su tutte le quattro reti. Basterebbe, ma Tammy esagera e nella ripresa minimal della squadra prova quasi da solo a farla risalire.

6 VIÑA Rileva Maitland e su quel versante si soffre poco anche alla fine.

6 VERETOUT Dà sostanza nella fase difficile.

6 FELIX Entra per guadagnare metri.

7 MOURINHO Rispolvera la difesa a tre e piazza Micki fra le linee: mosse vincenti, 45' di puro spettacolo. Ma l'intervallo prolungato non protrae il piacere nella ripresa.