Non sarà una passeggiata. Quando il calendario riserva certe partite apparentemente commestibili diventa quasi inevitabile per la maggioranza dei tifosi assegnare tre punti alla casella e guardare avanti. Ma è, per l'appunto, apparenza. Lo ha spiegato bene Mourinho ieri in conferenza stampa, giocando con i termini. Certo che dopo la disavventura delle due rocambolesca sfide con Milan e Juventus terminate con tanti rimpianti ma senza punti, era comprensibile che a Trigoria si guardasse con un po' più di speranza alle sfide successive considerando il valore decisamente diverso degli avversari assegnati dal calendario (asimmetrico) in questo successivo periodo. Battuto il Cagliari, non senza fatica, ci sono ora le sfide con l'Empoli (stadio Castellani, calcio d'inizio ore 18:00, diretta esclusiva Dazn) e poi Genoa in casa, Sassuolo fuori, Verona in casa e Spezia fuori, prima della sfida casalinga con l'Atalanta di inizio marzo quando si tornerà ad affrontare una delle top five (almeno, a oggi è così). In più, dopo la vittoria di giovedì col Lecce, è stata aggiunta l'infrasettimanale della seconda metà di febbraio di Coppa Italia con l'Inter, quarti di finale in gara secca a Milano. Ma è logico che si guardi adesso al campionato con l'idea di sfruttare questo segmento di sfide non impossibili per recuperare un po' di posizioni. Ma solo apparentemente sarà comodo.
Lo ha già chiarito Mourinho, certo, ma lo dice anche la classifica, con i distacchi contenuti a girone di ritorno già avviato tra le due squadre. Lo può dire chiunque abbia visto giocare l'Empoli quest'anno, un gioiellino con il rendimento in linea con le precedenti esperienze di serie A, e di quasi tutte le stagioni. Laddove hanno fatto bene Spalletti, Cagni, Sarri, Giampaolo, Martusciello e per ultimo Dionisi, che lo ha riportato in A per poi approdare a Sassuolo. Lo sa chi conosce bene Andreazzoli, allenatore di buon livello che da queste parti si è macchiato dell'orrenda colpa di aver perso una partita, la finale di Coppa Italia con la Lazio, con scelte di formazione che alla prova dei fatti sono risultate poco ispirate, è indubbio. Ma poi è facile lasciar andare giù la ghigliottina, qui si fa quasi ogni anno, ma il valore a posteriori mostrato dall'allenatore toscano è cristallino. E se non vi è capitato di leggere qualcuno dei concetti espressi nelle interviste che ogni tanto concede, forse vi siete persi qualcosa su cui riflettere. L'ultimo ieri, sulla Gazzetta dello Sport: «Io a volte non conosco tutti i giocatori delle altre squadre, per fortuna ho dei bravissimi collaboratori che mi tengono informato». La immaginate una frase del genere in bocca a qualcuno dei suoi colleghi, perennemente votati al culto di loro stessi?
Peraltro la Roma a Empoli ha perso quattro volte nella storia dei confronti tra le due squadre, e tutte al Castellani, l'ultima volta a febbraio 2007, con Spalletti sulla panchina giallorossa. Mentre a Roma non è ancora successo. All'andata all'Olimpico il successo romanista stato firmato da Pellegrini e Mkhitaryan mentre l'ultimo confronto in Toscana vinse la Roma 2-0, con gol di Nzonzi e Dzeko, ad allenare l'Empoli era proprio Andreazzoli mentre sulla panchina della Roma c'era Di Francesco, era l'ottobre del 2018. Oggi lì gioca il figlio di Eusebio, Federico, anche se per questa partita è indisponibile. Sarà invece in panchina Marchizza, altro giovane uscito dal settore giovanile giallorosso: è lui l'unico ex in organico con i toscani (ma con la Roma ha giocato solo in Europa League).
Curiosità, sarà la 5ª partita consecutiva della Roma in A che comincerà nello slot del tardo pomeriggio, la 9ª delle ultime dieci, l'11ª in totale: oggi si partirà alle 18, come con il Cagliari, le tre precedenti erano invece cominciate alle 18,30. È così diventato l'orario in cui più volte finora sono cominciate le partite della Roma: alle 20,45 è successo "solo" nove volte, una alle 12,30, una alle 15