Io, giornalista e videoeditor, ma soprattutto grande tifosa della Roma, nel mio libro "Io, il cancro e la Maggica", vi racconto di come la mia passione per i colori giallorossi mi ha dato la forza per affrontare una malattia terribile.
Ad agosto 2017 ho scoperto di avere un cancro al seno. Il mio incubo peggiore si era materializzato, mentre io non riuscivo proprio a realizzare quello che stava accandendo. Fino all'ultimo ho sperato che si stessero sbagliando, poi, dopo l'intervento, non ci sono stati più dubbi.
Superati i primi momenti veramente tragici e di sconforto, ho pensato di cominciare questa battaglia conquistando subito un punto a favore, ovvero, trasferendomi a Roma. Si era realizzato il mio peggiore incubo, quindi io dovevo controbattere facendo avverare il mio più grande sogno. 1-1 e palla a centro.

Decisi, quindi, di curarmi al Gemelli, che sinceramente non sapevo essere a 10 minuti di auto dallo Stadio Olimpico. Quando mi diedero il piano terapeutico mi resi subito conto che la prima seduta di chemioterapia era fissata per venerdì 17 Novembre 2017, vigilia del derby. La prima cosa che pensai fu: «Che jella! Potevano farmi cominciare lunedì, almeno mi godevo il derby!» Invece iniziare quel giorno fu una vera benedizione. Mi avevano elencato gli effetti collaterali della chemio, qualcuno me li aveva ricordati anche il giorno stesso, mettendomi in guardia, ma nella mia testa batteva un tarlo che mi diceva che io, nonostante tutto, il giorno dopo dovevo essere al derby. La mia dottoressa e l'infermiera in sala chemio, entrambe romaniste, mi rincuorarono dicendomi che i sintomi non sono una sentenza, che ognuno ha una reazione diversa. Io non potevo e non dovevo averne di troppo importanti, perché (il tarlo batteva sempre più forte) volevo a tutti i costi vedere il derby. Ma non in tv, allo Stadio Olimpico!

Il giorno dopo la tanto temuta prima chemio non avevo sintomi avvilenti e chiesi ai miei (increduli) di accompagnarmi all'Olimpico. Mentre salivo i gradini e vedevo quei colori mi sentivo forte più che mai e quando tutto lo stadio iniziò a cantare "Roma, Roma, Roma" la stanchezza e la nausea sparirono, si dissolsero nel giallo e rosso di una passione che non conosce limiti.
Quel giorno decisi di fare un patto con la Maggica: dopo ogni chemio sarei andata allo stadio a sostenerla, e lei - di riflesso - avrebbe sostenuto me. Così non saremmo mai state sole.
Al triplice fischio dell'arbitro, la Roma poteva vincere, perdere o pareggiare: io, al suo fianco, vincevo sempre.

Il mio racconto lungo "Io, il cancro e la Maggica" è nato nelle notti insonni a causa del cortisone. Ho dovuto superare un lungo blocco, perché è davvero dura mettere su carta delle emozioni così forti ed è ancora più dura riuscire a parlare di cancro. Poi, però, una volta terminate le chemio ed essendo caparbiamente riuscita a mantenere il patto (non ho saltato neppure una partita all'Olimpico durante i 5 mesi di terapia), mi sono detta che dovevo terminare il racconto non solo per me, ma anche e soprattutto per le tante persone che ogni giorno combattono contro questa malattia e che magari si sentono sole e senza stimoli. Ho voluto testimoniare come sia possibile affrontare in maniera positiva un percorso devastante come la cura di un cancro, trasformando la malattia in un' "opportunità" per rivedere la propria vita, per correggerne la prospettiva e "colorarla" con una passione, nel mio caso la passione per la Maggica. Guai a non avere passioni.

Grazie al supporto di Rosa Gargiulo, scrittrice e direttrice dell'agenzia letteraria Contrappunto House of Books, sono riuscita a pubblicare il mio racconto e a realizzare un altro grande sogno.
Ci tengo a sottolineare che il mio progetto editoriale nasce con l'obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative che le associazioni e le onlus presenti nei reparti di oncologia mettono in atto per garantire la qualità di vita dei pazienti.
Il racconto, corredato da note sportive e specialistiche, può essere acquistato scrivendo direttamente a me: ermes79@gmail.com oppure alla casa editrice ordini@personediparola.com.

Io non vi racconto di come poter sconfiggere il cancro e non ho intenzione di consolarvi. Non vi propongo aforismi e frasi ad effetto per poi alla fine farvi dire: "Si, ma in pratica?" Però vi assicuro che ogni mia parola è potente, perché ogni lettera è intrisa del mio sangue, del mio dolore, della mia passione, della mia voglia di vivere. Io vi racconto una storia vera. La mia storia tra il cancro e la Roma.

L'autrice è videomaker, giornalista pubblicista e sociologa

Elena Sorrentino
"Io, il cancro e la Maggica!"
Contrappunto House of Books
(Il ricavato della vendita andrà a sostegno delle iniziative attuate dalle Onlus che operano per garantire supporto e qualità di vita dei pazienti oncologici)