Ha fatto un passo lungo in estate Riccardo Ciervo, ma non più delle sue gambe magre e slanciate, e quel passo domani lo riporterà all'Olimpico, con la maglia della Sampdoria, e discrete chance di giocare almeno uno spezzone di partita, in uno stadio in cui non era mai andato oltre la panchina. Ha ridotto drasticamente il numero dei prestiti quest'anno la Roma, solo due in A: quello di Florenzi è stato un venire incontro alla esigenze del Milan, che non ha voluto acquistarlo a titolo definitivo come chiedevano da Via Tolstoj, preferendo rimandare di un anno esborso e decisione, quello di Ciervo è un prestito come si faceva una volta, vai a giocare e vediamo se ti meriterai il biglietto di ritorno. Solo che non succede praticamente mai di passare dalla Primavera alla Serie A in un club diverso: capitò a Lorenzo Pellegrini (che con Ciervo condivide l'agenzia di procuratori, quella di Giampiero Pocetta), che però era stato venduto a titolo definitivo, con una recompra dalla validità tutta da dimostrare, e il Sassuolo aveva tutto l'interesse a valorizzarlo. Ciervo non ha avuto questa fortuna: la Samp aveva presentato un'offerta per prenderlo a titolo definitivo, lo scorso gennaio, ma la Roma non volle venderlo, con tutto che la Primavera (fermata per quasi tre mesi dal Covid) fino a gennaio aveva giocato solamente 8 partite, e lui per 7 volte era partito dalla panchina (segnando però 2 gol, contro Lazio e Juventus). In estate il club doriano si è rifatto sotto, e stavolta l'affare si è concluso, in prestito con diritto di riscatto, che però la Roma potrà annullare versando un controriscatto. Lo avevano preso nel 2016, per l'Under 15, dalla Polisportiva Carso, in provincia di Latina: il gruppo dei 2002 era stato radunato già da 5 anni, e lui, che fino ai 14 si era confrontato con compagni e avversari di livello più basso, ci ha messo un po' per imporsi. «Chi è migliorato di più quest'anno? Direi Ciervo» , rispose l'allora responsabile del settore giovanile Massimo Tarantino, dopo la finale scudetto persa dall'U17 di Piccareta, contro l'Inter del baby fenomeno Sebastiano Esposito: in quelle gara gli osservatori cominciarono a segnarsi il nome del biondo romanista che col suo metro e 88 poteva mettersi a fare il centravanti, e invece sulla fascia corre più veloce di tutti, costringendo spesso e volentieri l'avversario al fallo, per evitargli di andare al cross (o al tiro: è destro ma spesso lo mettono all'ala sinistra). Proprio per questo D'Aversa, fino a questo momento lo sta sfruttando come l'uomo dell'ultima parte di gara, dopo un'inevitabile fase di rodaggio: le prime due le ha saltate perché era ancora un giocatore della Roma, che non lo ha mandato in ritiro con Mourinho perché era già deciso che partisse, bisognava solo definire. Affare chiuso il 31 agosto, il 22 settembre l'esordio, contro il Napoli, 6' al posto di Caputo, unico spezzone delle prime 7 partite. Nelle 9 seguenti ne ha raccolti altri 5, il più lungo di 37', a Firenze: contro la Lazio ha giocato solamente 5', ma ha piazzato l'assist vincente per Gabbiadini. E un altro (per un altro ex romanista come Verre), lo ha messo in Coppa Italia, con il Torino, dopo aver lasciato sul posto Ola Aina, alla prima da titolare. Fonseca lo aveva portato 4 volte in panchina in A, e 8 in Europa League, senza mai farlo entrare: il suo esordio all'Olimpico potrebbe arrivare domani.

Compagni in carriera

Le presenze in A di Riccardo Ciervo sono l'ennesima conferma di quanto a Trigoria si sapeva da tempo: l'annata dei 2002 è una di quelle che non capita tanto spesso di riuscire ad allestire (anche se dei 2004 si può dire più o meno la stessa cosa...). Era l'annata su cui Bruno Conti aveva cominciato a lavorare già nel 2011, radunando per allestire i Pulcini alcuni bambini che avevano 9 anni e un talento ancora da sgrezzare, da Calafiori a Zalewski, fino a Tripi, che continua a fare il capitano della Primavera, e spera quest'anno di debuttare in serie A (come Morichelli, il suo vice con Alberto De Rossi). Bove è arrivato poco dopo il primo gruppo, nel 2012, e in prima squadra si sta togliendo i suoi sfizi: Mourinho, che lo aveva buttato dentro già alla prima giornata con la Fiorentina, lo ha fatto entrare nelle ultime tre di campionato, facendolo partire titolare a Sofia in Conference (e il ragazzo ha fatto vedere di saperci fare). Proprio in Bulgaria, un anno fa, Ciervo andò vicinissimo a giocare in prima squadra: Spinazzola era rimasto a casa, Calafiori ebbe un problema intestinale, e Fonseca si ritrovò senza un esterno sinistro difensivo. Ne aveva due offensivi, Bamba e Ciervo, preferì il primo, perché era mancino, nella partita in cui il loro coetaneo Milanese segnò coi grandi: scelta sbagliata, contando che a fine agosto la Roma lo ha regalato al Leixos, serie B portoghese. In campionato Bamba non giocava mai, e Ciervo contendeva il posto all'israealiano Podogoreanu, che ora sta affacciandosi in A con lo Spezia. Ma per anni il suo vero rivale è stato Cancellieri, che però non voleva rinnovare: la Roma è stata costretta a inserirlo nell'affare Kumbulla, cedendolo al Verona. Dove il ragazzo cresce bene: oltre alle 7 presenze in A (sarebbero state di più, fosse rimasto Di Francesco) ha anche 2 gol in U21.