Ha festeggiato le 75 presenze in giallorosso nel migliore dei modi, Roger Ibañez: inzuccata di testa vincente sul calcio d'angolo di Veretout e quarto gol stagionale per il centrale brasiliano, che a quanto pare ci ha preso gusto e non disdegna di far male in avanti, oltre che difendere la sua porta dagli attacchi avversari. Sempre a segno di testa in questa stagione il numero 3, che si sta rivelando un'arma preziosa soprattutto sui calci d'angolo: i tre centri in campionato sono arrivati tutti sugli sviluppi di corner, contro Lazio, Cagliari e Spezia; in due circostanze l'assist è arrivato da Veretout, in Sardegna invece la palla giusta gliel'ha data Pellegrini. Con la rete di lunedì sera, Roger ha già segnato il doppio rispetto alla passata stagione, quando aveva colpito Cluj e Ajax in Europa League. Un dato che fa riflettere sull'evoluzione del ventitreenne verdeoro, sempre più centrale (non solo per il ruolo) nella Roma di Mourinho. Deve ancora fare molta strada e smussare una certa esuberanza che a volte lo porta a commettere degli errori, soprattutto in fase di disimpegno, ma le qualità ci sono e il tempo è dalla sua parte. Lo "Special One" sta lavorando su queste lacune del brasiliano, ma apprezza la sua totale dedizione alla causa giallorossa. «Mi è piaciuto che Roger sia rimasto in campo - ha detto il portoghese dopo la gara con lo Spezia - facendo uno sforzo, perché aveva un problema». Insomma, l'identikit è di quelli che piacciono al tecnico di Setubal, soprattutto dal punto di vista caratteriale.
E pensare che, durante il precampionato, Ibañez sembrava destinato ad essere il primo centrale di riserva, alle spalle di Mancini e Smalling. Poi però quest'ultimo si è fermato per un guaio muscolare proprio nell'ultima amichevole, e la stagione l'ha iniziata il brasiliano al fianco di Mancini. Qualche settimana fa, complici le tante assenze, José ha deciso di passare alla difesa a tre, e a quel punto l'ex Atalanta è diventato di fatto inamovibile: nelle ultime quattordici gare disputate dalla Roma, il numero ha giocato titolare e per 90' in tredici occasioni, subentrando nel finale soltanto contro lo Zorya all'Olimpico al posto di Smalling. Non a caso, è il calciatore di movimento con il minutaggio più alto nella rosa: 2.044' tra Serie A e Conference League; più di Karsdorp, Veretout, Cristante e Abraham, ritenuti (a ragione) insostituibili. Soltanto Rui Patricio, con 2.160' totali, è stato in campo più di lui.

Ritorno a Bergamo

In attesa di capire le condizioni sue e di Smalling, in ogni caso sabato Roger farà ritorno a Bergamo per affrontare l'Atalanta. Una sfida dal sapore particolare, per lui, portato in Italia proprio dai nerazzurri, che nel gennaio 2019 lo pagarono 4 milioni di euro dal Fluminense. In un anno, però, Gasperini gli fece disputare soltanto due spezzoni di gara, per un totale di 20 minuti. Perciò, nel gennaio 2020, il club lombardo dette l'ok alla cessione in prestito alla Roma, che poi la ha riscattato a titolo definitivo. Giusto un anno fa, Gasperini aveva espresso rammarico per la sua partenza: «Poteva essere un giocatore utilissimo per l'Atalanta, ha dimostrato di avere caratteristiche importanti: forse aveva bisogno di un po' di tempo. Dico la verità: siamo tutti un po' dispiaciuti.». La speranza è che al tecnico atalantino si possa dare un altro dispiacere sabato; con Roger al centro della difesa, ovviamente.