Zelo in condotta. Con tanti eccessi. Pure troppi. Quando in campo c'è la Roma, gli arbitri non guardano in faccia nessuno, che si tratti di allenatore o giocatori, da tempo affermati o appena saliti alla ribalta. Severità è la parola d'ordine, come certificato dai numeri: le 51 ammonizioni comminate ai giocatori giallorossi nelle 17 giornate di campionato fin qui disputate non ammettono dubbi in proposito. Una media di tre a partita, che per chi veleggia nella parte alta della classifica, non è esattamente una cifra bassa. La squadra di José Mourinho è la seconda "più cattiva" dell'intera Serie A, alle spalle della sola Sampdoria (in lotta per non retrocedere e guidata da un tecnico come D'Aversa che ha sempre fatto dell'agonismo un marchio di fabbrica), che di gialli ne ha rimediati 53.

Emblematica la gara di lunedì sera contro lo Spezia, con un vantaggio accumulato fin dai primi minuti e mai in discussione. Sul referto di Prontera tre giallorossi - tanto per restare in media - e un solo giocatore ligure, ammonito peraltro nel recupero, e per proteste. Ai gialli sventolati a Viña e Kumbulla (giusti) si è aggiunto quello per Felix, che ancora adesso risulta di difficile comprensione. L'attaccante, entrato nella ripresa, ha costretto alle cattive gli avversari coi suoi strappi in velocità. Eppure dopo essere stato strattonato ha rimediato un'ammonizione parsa ancora più singolare perché non ha fruttato alcuna punizione per lo Spezia. Ingenuo poi il numero 64 a toccare palla col braccio prima di realizzare il gol (annullato), irregolarità che ha causato un rosso a quel punto inevitabile. «I cartellini fanno parte del gioco, principalmente con la Roma, sembriamo degli assassini perché il record è tremendo: dove per noi è giallo, per altri non lo è. A Cristante che era diffidato ho detto di fare piano anche da Capitano nella sua comunicazione, perché non è né Bonucci, né uno di quelli con lo status cui gli arbitri permettono un diverso approccio», la sferzata di Mou.

L'iperbole dello Special One sugli "assassini" appare più che mai centrata. Rispetto all'Inter di Materazzi e Samuel, o al Real di Pepe e Ramos, la rosa attualmente a sua disposizione non sembra abbondare di giocatori particolarmente ruvidi nei confronti degli avversari. Anche in relazione ai falli fischiati contro (231), la quantità di cartellini è decisamente elevata. Tanto per fare qualche confronto numerico, i gialli per le milanesi sono 33 ciascuna, per il Napoli 30; i 237 falli commessi dalla Juventus hanno procurato 35 ammonizioni e nessuna espulsione. Mentre la precedente a quella di Felix è costata carissima alla Roma: comminata da Rapuano a Pellegrini nella sfida con l'Udinese - anche allora frutto di doppio giallo, anche allora nel finale, anche allora per un non-fallo - ha sbarrato le porte del derby al Capitano. Sempre prima di un altro big match, con l'Inter, la squadra è stata nuovamente falcidiata dalle squalifiche per le ammonizioni rimediate a Bologna: se quella a Karsdorp è stata legittima (ma la precedente a Venezia grida vendetta), la sanzione per Abraham è arrivata a lambire i limiti del surreale. Autore Pairetto, che coi giallorossi ha sempre il giallo e il rosso facile: porta la sua firma l'espulsione di Zaniolo alla prima giornata per doppia ammonizione, come quella che sempre al Dall'Ara lo ha portato in diffida. Ma sulle irregolarità subite da Nicolò, il fischietto piemontese come Chiffi nel turno precedente hanno sorvolato in scioltezza. Il 22 romanista sembra nel mirino degli arbitri: in 14 presenze un rosso e 5 gialli, alcuni davvero assurdi (nel finale con l'Empoli "per aver ritardato la sostituzione" e col Milan per proteste al 7'). Intanto i cartellini continuano a fioccare e di pari passo l'accumulo di diffide e possibili squalifiche.