Daniele De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell'evento Gran Galà Gazzetta Awards, parlando, ovviamente, anche della Roma: "Non è facile né corretto giudicare da fuori. Non mi sono mai piaciuti gli ex che commentano sempre dopo le sconfitte. Mi tengo le mie idee. Forse la Roma ha bisogno di un filotto di vittorie che possa portare non entusiasmo, ma convinzione".

"Il tifoso non deve aspettarsi nulla. Allo stadio ci vado poco perché sono introverso e non passerei inosservato. Mi attendo un processo lungo qualche anno, che riporterà la Roma in alto, grazie alle persone giuste. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Mourinho - ha proseguito il Sedici -, così come da Guardiola, Simeone, Klopp e Ancelotti, che sono tutti allenatori con cui qualsiasi giocatore vorrebbe passare del tempo, per rubare un pizzico di carisma. Per vincere servono persone che conoscono la parola vincere. Di sicuro non è la persona sbagliata". De Rossi ha poi parlato anche di Totti: "Stiamo facendo due percorsi diversi, con due obiettivi diversi e abbiamo due futuri diversi. Il nostro passato è legato a questa squadra, l'altro giorno c'era Francesco allo stadio e tutto s'è bloccato per cinque minuti. Non passiamo inosservati, non saremo dimenticati per parecchio tempo". "Dopo aver raggiunto un traguardo del genere - ha detto a proposito della Nazionale di Mancini -, un attimo di sbandamento può essere fisiologico. Siamo arrivati a un centimetro dalla qualificazione e siamo in corsa insieme alle altre Nazionali che giocheranno i playoff. Non c'è problema, ce la giocheremo. Resettare? Dobbiamo ricordarci che 4 mesi fa eravamo la squadra più forte d'Europa. Più che reset conviene fare un rewind e cercare ricordi positivi".

A margine dello stesso evento, De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sportitalia:

In 6 mesi stai vivendo emozioni che hai vissuto in 12 anni, da Campione del Mondo a spareggi dei mondiali a Campione d'Europa a questi altri spareggi.
"Questo è il calcio, o sei il Barcellona di Guardiola che le vince tutte per tanti anni consecutive oppure fai come le altre squadre. Credo che sia fisiologico incappare anche in momenti meno felici subito dopo grandi trionfi".

Tra quanto tornerai in panchina?
"Credo che almeno fino a giugno non ci saranno grossissime novità perché non sono ancora abilitato al 100%, però magari nel frattempo farò qualcosa, non starò fermissimo".

Da tifoso della Roma, ti fa battere il cuore Mourinho?
"Mi fa battere il cuore la Roma, come sempre e quest'anno Mourinho ha dato una bella iniezione di entusiasmo. Lo vediamo anche adesso che le cose non sono tutte rose e fiori eppure la gente, la Curva ed i tifosi sono sempre lì con lui e questo è come una vittoria".

Cosa ti ha più colpito fino ad ora?
"Le squadre di bassa classifica, come Spezia, Venezia ed Empoli se la stanno giocando e questa è la cosa che mi ha impressionato maggiormente".