Direzione arbitraria, più che arbitrale: è quella con cui la Roma di José Mourinho si sta trovando a fare i conti da due mesi e mezzo a questa parte. Errori pesanti, che hanno fortemente condizionato l'andamento delle partite, al netto dei limiti dei giallorossi. Ma l'adagio per cui «devi essere più forte dell'arbitro» non può essere il perenne ritornello con cui si giustificano sviste, interpretazioni errate del regolamento e decisioni fantascientifiche, con processi alle intenzioni, meta-Var e stramberie simili. Ma andiamo con ordine, partendo dal 23 settembre scorso: la Roma batte 1-0 l'Udinese, ma all'89' capitan Pellegrini viene espulso per una presunta gomitata (che non c'è) in quello che è un normalissimo contrasto aereo. Rapuano, alla prima assoluta con la Roma, sventola il rosso in faccia al 7, che viene quindi squalificato per il derby. Dopo la gara, Mou dice: «Voi definite quel rosso severo, io lo definisco ridicolo». Apriti cielo. Tre giorni dopo va in scena il derby: sull'1-0 per la Lazio, c'è un contatto tra Hysaj e Zaniolo in area biancoceleste. Il fallo c'è ed è evidente, ma Guida lascia correre e sul ribaltamento di fronte Pedro segna il 2-0. Inoltre, viene graziato dal secondo giallo - sacrosanto, a rigor di regolamento - Lucas Leiva. Neanche stavolta il portoghese usa giri di parole, come è giusto che sia: «Arbitro e Var non sono stati all'altezza, risultando decisivi nel risultato finale».

Horror a Torino

I vertici arbitrali non gradiscono le esternazioni di Mou: secondo Rocchi (che pure riconosce «insufficiente» la prestazione di Guida nel derby), lo "Special One" andava espulso per proteste. Per Juve-Roma del 17 ottobre viene designato Orsato. Quel che accade è ben noto: i bianconeri passano in vantaggio al 16' con Kean, ma nell'azione che porta al gol c'è un evidente fallo di mano di Cuadrado; il Var non ritiene di dover intervenire. La Roma pareggia con Abraham, ma il gol viene annullato per... calcio di rigore: Szczesny in uscita stende Mkhitaryan mentre l'armeno serve Tammy, che insacca, ma Orsato indica il dischetto. Sui cui va Veretout, che sbaglia, ma il penalty avrebbe dovuto essere ripetuto perché Chiellini entra in area ben prima che il francese calci. Al rientro in campo dopo l'intervallo, alla richiesta di spiegazioni di Cristante, il fischietto di Schio risponde che «il vantaggio sul rigore non si dà»: non è così, e lo stabilisce il regolamento. Al danno si aggiunge la beffa dell'arbitro, che dice: «Vuoi dare la colpa a me se avete sbagliato il rigore?».

Gli altri episodi

Le nefandezze, però, non si concludono all'Allianz Stadium. Dopo aver rimediato un'epulsione in Roma-Napoli a seguito delle proteste per un fallo (non fischiato) su Zaniolo, Mourinho assiste alla vittoria dei suoi in rimonta a Cagliari. Ma quattro giorni dopo, quando torna a sedersi in panchina contro il Milan, va in scena un altro capitolo di questo romanzo a metà tra horror e fantascienza: a inizio ripresa l'arbitro Maresca assegna un rigore al Milan per un semplice contrasto tra Ibañez e Ibrahimovic, in cui il brasiliano neanche colpisce lo svedese; Kessié firma il 2-0 per i rossoneri, che poi restano in 10 per il rosso a Theo Hernandez. Elsha accorcia. Proprio negli ultimi istanti di gioco Kjaer, nel tentativo di anticipare Pellegrini, lo colpisce sul piede: niente fischio e niente Var; eppure in Inter-Juve di pochi giorni prima ai bianconeri era stato concesso il penalty per un epidosio identico. «Non voglio dire niente - dice Mou dopo la gara - perché altrimenti alla prossima non sarei in panchina. Mi fa rabbia questa mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi e di chi ama la Roma». Morale della favola: Maresca viene fermato dai vertici arbitrali, che di fatto quindi ammettono l'errore.
Una settimana più tardi, a Venezia, il copione è più o meno identico: con la Roma in controllo e avanti per 2-1, viene concesso un rigore ai veneti; rigore con una dinamica piuttosto simile al contrasto Kjaer-Pellegrini con il Milan, ma reso possibile da un fallo ai danni di Ibañez. Il Var non ravvisa l'evidente errore di Aureliano e la squadra di Zanetti prima pareggia i conti, poi va a vincere. Per la cronaca: in mezzo, ci sono anche due calci di rigore solari non concessi contro il Bodø/Glimt in Conference League. Tanto per gradire... Due giorni fa al Dall'Ara il giallo ad Abraham, diffidato, per un colpo fortuito al volto di Svanberg: ma è il rossoblù a commettere fallo di ostruzione sul romanista. L'inglese, incredulo, chiede a Pairetto e al quarto uomo: «Me?», «io?». Evidentemente Tammy ancora non conosce bene gli arbitri italiani.